POLITICA

Chirurgia senologica a Matera, Schiavo attacca la Regione: «Non basta riattivare gli interventi, serve riaprire il reparto»

Il consigliere provinciale di Basilicata Casa Comune chiede chiarezza a Bardi e Latronico sull’accordo tra ASM e CROB. Nel mirino la gestione del servizio e il futuro della struttura al Madonna delle Grazie.

MATERA – La ripresa degli interventi di chirurgia senologica all’ospedale Madonna delle Grazie riaccende il confronto politico sulla sanità materana. Al centro della discussione c’è l’accordo tra l’ASM e il CROB di Rionero, che consentirà di effettuare nuovamente gli interventi a Matera, ma senza comportare, secondo quanto evidenziato dal consigliere provinciale di Basilicata Casa Comune, Domenico Schiavo, la riapertura di una vera e propria Unità di Chirurgia Senologica.

Una distinzione sulla quale Schiavo chiede chiarezza al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e all’assessore regionale alla Sanità, Cosimo Latronico.

«La decisione del Comitato per la Chirurgia Senologica di non partecipare alla conferenza stampa convocata dall’ASM merita rispetto e soprattutto una risposta politica», dichiara Schiavo, ricordando che è trascorso un anno dalla chiusura del servizio, durante il quale sono state raccolte 14mila firme e avanzate numerose richieste di confronto rimaste senza risposta.

Il consigliere provinciale precisa di non mettere in discussione la professionalità dei sanitari del CROB né l’importanza di garantire alle pazienti la possibilità di essere operate a Matera. Tuttavia, sottolinea, occorre distinguere tra la ripresa degli interventi chirurgici e il ripristino di un servizio autonomo.

In base all’accordo, infatti, i medici del CROB effettueranno gli interventi nell’ospedale materano, mentre la presa in carico delle pazienti resterà in capo alla struttura di Rionero.

«Una cosa è garantire temporaneamente gli interventi, altra cosa è restituire all’ospedale Madonna delle Grazie un servizio che gli è stato tolto», osserva Schiavo, che pone anche una questione sul futuro dell’organizzazione sanitaria: l’accordo ha una durata di un anno, ma cosa accadrà alla sua scadenza?

Da qui la richiesta alla Regione di chiarire se esista un progetto concreto per ricostituire un’Unità di Chirurgia Senologica a Matera oppure se la soluzione temporanea sia destinata a diventare definitiva.

Nel suo intervento, Schiavo contesta anche il metodo seguito nella gestione della vicenda, facendo proprie le perplessità espresse dal Comitato. Le donne che si sono mobilitate, sostiene, avrebbero chiesto per mesi di essere ascoltate e coinvolte nelle decisioni, senza ottenere un confronto adeguato.

«La partecipazione non può essere richiesta soltanto quando c’è da presentare un risultato alla stampa», afferma.

La questione, secondo il consigliere, va oltre il singolo servizio sanitario e investe il ruolo che l’ospedale di Matera deve continuare a svolgere nella rete regionale, in termini di professionalità, servizi e funzioni ospedaliere.

Per questo Schiavo chiede a Bardi e Latronico di aprire un confronto con il Comitato per la Chirurgia Senologica e di presentare un programma preciso, indicando tempi, risorse e obiettivi per il futuro del servizio.

«La Regione risponda nel merito, senza confondere la ripresa degli interventi con il ripristino di un reparto», conclude il consigliere.

Una vicenda che continua dunque ad alimentare il dibattito sulla sanità lucana e sulla necessità di garantire alle pazienti servizi stabili, continuità assistenziale e risposte certe. La richiesta delle 14mila firme, ribadisce Schiavo, non era quella di una semplice ripresa degli interventi, ma di restituire a Matera la propria Chirurgia Senologica.

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