Fondo sanitario, Latronico: non assalto contabile
L’assessore regionale alla Salute replica alle dichiarazioni dell'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, in merito alla rimodulazione delle risorse per il 2026. “Proposta sostenuta da dieci Regioni che chiedono formalmente la revisione dei parametri distributivi”.

“La discussione sulla rimodulazione delle risorse del fondo sanitario per il 2026 non è un’iniziativa improvvisata dell’ultimo momento, ma l’atto formale di un confronto tecnico e istituzionale che si trascina ormai da anni nelle sedi preposte”.
Così l’assessore alla Salute e Politiche della Persona della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, sulle affermazioni dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, in merito alla rimodulazione delle risorse per il 2026.
“Siamo di fronte a una proposta sostenuta da ben dieci Regioni che chiedono formalmente la revisione dei parametri distributivi e, in particolare – spiega Latronico – la ridistribuzione dell’1,5 per cento del fondo indistinto attraverso criteri più equi.
Non si tratta di un assalto contabile a fine esercizio finanziario, ma della legittima richiesta di dare seguito a impegni programmatici già discussi in passato e rimasti finora inattuati.
La Regione Basilicata, insieme alle altre amministrazioni firmatarie della proposta, rivendica il superamento dello storico criterio della quota pro capite pesata, un parametro puramente numerico che penalizza sistematicamente le Regioni a bassa densità abitativa.
Sostenere i costi della salute in un territorio montano non equivale a gestire i servizi in un’area metropolitana. Garantire presidi sanitari d’emergenza e continuità assistenziale vicino al domicilio del paziente richiede risorse fisse che non possono dipendere dal semplice computo dei residenti.
La distribuzione del fondo sanitario nazionale deve considerare fattori strutturali non modificabili quali la forte dispersione insediativa, la presenza di vaste aree interne periferiche, lo spopolamento e l’indice di invecchiamento della popolazione, elementi che aumentano i costi reali delle prestazioni e favoriscono il fenomeno dell’emigrazione sanitaria.
La nostra – conclude Latronico – è una richiesta di stabilità e di programmazione basata sul diritto all’equità.
È necessario che il principio costituzionale della tutela della salute trovi un’applicazione reale nel riparto delle risorse, garantendo pari dignità di cura a tutti i cittadini indipendentemente dalla regione in cui risiedono.
Confidiamo in un atto di condivisione e di solidarietà da parte delle grandi Regioni italiane per preservare il nostro Sistema Sanitario Nazionale”.