Bologna canta Guccini, migliaia in Piazza Maggiore per ricordare il Maestrone. La figlia Teresa: «Si sarebbe commosso»

Non sono bastate alcune gocce di pioggia a fermare l’emozione e l’abbraccio collettivo di Bologna a Francesco Guccini.
Migliaia di persone si sono ritrovate in Piazza Maggiore, sotto ombrelli colorati e tra le note delle sue canzoni, per rendere omaggio al cantautore modenese, il ‘Maestrone’ di Pavana, scomparso a 86 anni lo scorso 6 agosto.
Una piazza gremita in ogni angolo, dal Crescentone ai portici, fino al sagrato della Basilica di San Petronio.
Un pubblico trasversale, composto da giovani e anziani, famiglie, studenti, genitori con bambini e nonni, accomunati dalla stessa voglia di cantare e ricordare.
Chitarre alla mano, in tanti hanno intonato i brani che hanno segnato intere generazioni: da ‘La Locomotiva’ a ‘Auschwitz’, da ‘Piccola città’ a ‘Canzone per un’amica’, passando per ‘Autogrill’, ‘Eskimo’, ‘Cyrano’ e ‘Via Paolo Fabbri 43’.
L’appuntamento, intitolato ‘Cantata per un amico. Bologna canta Guccini’, è stato organizzato dal Comune e dal collettivo Cantate Bologna, riprendendo su scala più ampia il raduno spontaneo nato in via Paolo Fabbri il giorno della scomparsa dell’artista.
Al centro della piazza, un’orchestra improvvisata ha accompagnato il coro dei presenti tra violini, fisarmoniche, cembali e decine di chitarre. Un grande concerto popolare, senza distinzioni di età o provenienza.
E proprio da ogni parte d’Italia sono arrivati per partecipare alla celebrazione. C’era chi scherzava sulla possibilità di esporre un cartello per annunciare la propria provenienza dalla Valle d’Aosta, chi da Roma, chi da Perugia e chi, invece, arrivava dalla vicina San Lazzaro.
Un entusiasmo capace di coinvolgere persino una coppia di turisti americani, incuriositi dal grande raduno musicale e accolti con una spiegazione semplice: «Cantiamo Guccini, famous Italian singer».
Tra i presenti anche tante persone legate alla musica del cantautore da ricordi personali e familiari. «Le sue canzoni hanno accompagnato la mia vita», ha raccontato una giovane mamma, arrivata con il figlio addormentato nella fascia.
Un nonno, accanto al nipote, ha aggiunto: «Essere qui era il minimo che potessi fare. E poi le canzoni di Francesco le conosce tutte anche lui».
A restituire il significato più intimo della giornata è arrivato anche il messaggio di Teresa Guccini, figlia dell’artista, che attraverso una storia pubblicata su Instagram ha voluto ringraziare la città e tutti i partecipanti.
«Grazie, l’emozione è tanta e sono sicura che mio padre, per quanto schivo, si sarebbe commosso», ha scritto, accompagnando le parole con un video della piazza gremita mentre intona ‘Vedi cara’.
Un messaggio che ha suggellato una giornata di musica, memoria e affetto, nella quale Bologna ha dimostrato quanto le parole e le melodie di Francesco Guccini continuino a vivere nella voce di chi le ha amate.
Perché, neppure sotto la pioggia, qualche goccia può spegnere una canzone diventata patrimonio di un’intera comunità.