Antonelli sceglie il numero 12: «È il mio nuovo punto di partenza. Voglio restare con i piedi per terra»
Il neo campione del mondo Mercedes racconta le emozioni dopo il trionfo, ricorda il suo idolo Ayrton Senna e spiega perché nella prossima stagione non indosserà il numero 1: «Mantenere il 12 è un modo per cercare di replicarmi e restare concentrato sul futuro».

Kimi Antonelli si gode ancora le emozioni di un’impresa destinata a entrare nella storia della Formula 1.
A poche ore dalla conquista del titolo mondiale a Città del Messico, il pilota della Mercedes si è raccontato ai microfoni di Sky, ripercorrendo i momenti più intensi della stagione e guardando già ai prossimi obiettivi.
Tra i temi affrontati anche una scelta significativa: non utilizzerà il numero 1 riservato al campione del mondo, ma continuerà a correre con il suo numero 12.
«Mantenere il 12 per me è come un nuovo punto di inizio, in cui ricostruire e cercare di replicarmi. È un modo per restare concentrati sul prossimo anno», ha spiegato Antonelli, sottolineando l’importanza di non perdere il contatto con le proprie radici nonostante il successo raggiunto.
Il giovane campione sta ancora metabolizzando quanto accaduto. «Sto iniziando a realizzare quello che ho fatto.
L’ultimo giro è stato davvero emozionante: ho mollato completamente il passo perché avevo le lacrime agli occhi. Facevo fatica a vedere la pista. È stato incredibile, soprattutto poter condividere questo momento con la mia famiglia, il mio team e i miei amici».
Nel corso dell’intervista, Antonelli ha parlato anche del suo grande idolo, Ayrton Senna, figura che continua a rappresentare una fonte di ispirazione dentro e fuori dalla pista.
«Ayrton rimarrà sempre un modello di ispirazione, non solo come pilota ma anche come persona. Quest’anno mi sono riguardato molte delle sue interviste per capire come affrontava le gare e la stagione. Sarà sempre, insieme alla mia famiglia, un punto di riferimento».
Tra i ricordi più belli del trionfo c’è anche il podio condiviso con Lewis Hamilton e Max Verstappen. Un’immagine che Antonelli ha già deciso di conservare: «Farò incorniciare la foto e la metterò sul muro di casa. È stato incredibile. Sono quei momenti che rimarranno con te per tutta la vita».
Antonelli è consapevole che il suo successo possa rappresentare uno stimolo per le nuove generazioni. Un ruolo importante, che intende affrontare senza cambiare il proprio modo di essere.
«Una cosa che mi hanno insegnato è cercare di rimanere sé stessi. Non importa quanto successo hai, dove ti trovi e dove corri. La cosa importantissima è rimanere sempre con i piedi per terra e godersi anche questi momenti».
Il pilota Mercedes ha voluto inoltre dedicare un pensiero speciale a tutte le persone che lavorano dietro le quinte: «C’è un bellissimo gruppo di ragazzi che ha un ruolo importantissimo nel raggiungimento di questo obiettivo. Un ringraziamento speciale va anche a loro. La gente vede soprattutto noi in pista e non vede tutto quello che c’è dietro, ma vi garantisco che il lavoro che fanno questi ragazzi è incredibile».
Alla domanda su quando abbia iniziato a credere concretamente nella possibilità di conquistare il titolo, Antonelli ha individuato un momento preciso: dopo il Gran Premio d’Italia a Monza.
«Dopo Monza. È stata una stagione incredibile, siamo stati molto consistenti. Ora cercheremo di finire bene: mancano ancora delle gare e sarebbe bello chiudere con dei bei risultati in vista del 2027».
Infine, una battuta sul confronto tra alcune delle prove più importanti della sua vita: prendere la patente, conseguire il diploma e vincere il Mondiale di Formula 1.
La risposta non lascia spazio a dubbi: «Il Mondiale, senza dubbio, fuori discussione. Non è semplice, soprattutto questo weekend, a livello di emozioni. Avevo molte farfalle nello stomaco, ma sono davvero contento che ce l’abbiamo fatta».
E il saluto finale è tutto italiano: «Forza Italia, sempre».