MEDIA

Intelligenza artificiale, solo una PMI su quattro la utilizza nelle attività quotidiane

Sette imprese su dieci riconoscono il potenziale dell’IA nel risparmio di tempo e risorse. Secondo una ricerca Ipsos per Meta, il 42% delle aziende che utilizzano l’IA agentica ha già ottenuto benefici nelle attività di routine. Formazione e incentivi restano le principali esigenze per accelerare l’adozione.

Solo una piccola e media impresa su quattro in Italia utilizza l’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane, ma l’interesse verso queste tecnologie è in crescita.

Sette imprese su dieci ritengono infatti che l’IA possa contribuire a risparmiare tempo e risorse, mentre il 42% di quelle che utilizzano l’intelligenza artificiale agentica dichiara di aver già ridotto il tempo dedicato alle attività di routine.

Sono alcuni dei risultati della ricerca condotta da Ipsos per Meta su un campione di 500 imprese, presentata a Roma durante l’AI Forum organizzato dalla società.

L’incontro ha rappresentato un’occasione per approfondire le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dagli occhiali intelligenti, con particolare attenzione al sostegno alle imprese, all’accessibilità dell’arte e della cultura e all’inclusione digitale.

Nel corso dell’evento, la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, intervenuta con un videomessaggio, ha sottolineato l’importanza di valutare il progresso tecnologico in base alle opportunità che è in grado di generare.

L’obiettivo, ha evidenziato, è fare in modo che ogni conquista dell’intelligenza artificiale si traduca anche in un avanzamento dell’intelligenza umana.

«Crediamo che il futuro debba essere per tutti, comprese le piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana», ha dichiarato Angelo Mazzetti, Public Policy Director per l’Italia di Meta.

Per il manager, è necessario lavorare insieme per ridurre il divario nell’accesso alle nuove tecnologie e mettere a disposizione delle aziende strumenti di IA agentica sempre più avanzati, capaci di sostenere la crescita e contribuire allo sviluppo dell’economia nazionale.

Le prospettive di utilizzo riguardano soprattutto le attività di comunicazione, marketing e sviluppo commerciale. Secondo i dati illustrati da Chiara Ferrari, Service Line Leader di Ipsos Public Affairs, tre imprese su cinque prevedono di aumentare nel prossimo anno il ricorso all’intelligenza artificiale per il marketing e la creazione di contenuti.

Quasi la metà delle aziende intende inoltre intensificarne l’impiego nello sviluppo di prodotti e servizi, indicato dal 48% del campione, nella comunicazione con i clienti, al 47%, e nell’acquisizione di nuovi clienti, al 45%.

Per favorire questa evoluzione, ha osservato Ferrari, sarà necessario offrire alle piccole e medie imprese un sostegno concreto, calibrato sulle esigenze dei diversi settori produttivi.

La ricerca evidenzia differenze significative anche in base alle dimensioni aziendali. Tra le microimprese, quasi una su tre, pari al 31%, dichiara di non aver mai utilizzato l’intelligenza artificiale.

Il ritardo nell’adozione è accompagnato dalla consapevolezza dei rischi legati alla mancata innovazione: quasi due terzi delle PMI ritengono che le imprese che non adotteranno queste tecnologie potrebbero perdere terreno rispetto ai concorrenti.

Tra gli ostacoli da superare emergono soprattutto la necessità di competenze specifiche e il bisogno di un sostegno economico. Il 45% delle imprese intervistate ritiene che una formazione dedicata favorirebbe un maggiore utilizzo dell’IA, mentre il 73% considera necessari incentivi più consistenti per poterne sfruttare le opportunità.

I dati delineano quindi una sfida che non riguarda soltanto la disponibilità degli strumenti tecnologici, ma anche la capacità delle aziende di integrarli nei processi quotidiani, attraverso investimenti, competenze e soluzioni adeguate alle proprie dimensioni.

Un’attenzione particolare è stata riservata all’intelligenza artificiale agentica, una categoria di strumenti progettati per gestire attività articolate per conto degli utenti, con un certo grado di autonomia.

Tra le imprese che già utilizzano queste soluzioni, il 42% dichiara di aver risparmiato tempo nelle attività di routine. Un risultato che evidenzia il potenziale di queste tecnologie nel semplificare le operazioni ripetitive e liberare risorse da destinare ad altre attività aziendali.

In questo ambito si inserisce anche il lancio, avvenuto a settembre negli Stati Uniti e in Canada, di Muse for Small Business, un insieme di nuove funzionalità per Muse, l’agente personale di intelligenza artificiale di Meta, pensato per aiutare gli utenti a gestire le proprie attività.

L’AI Forum ha affrontato anche le applicazioni dell’intelligenza artificiale al di fuori del contesto strettamente aziendale. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con EssilorLuxottica, partner di Meta nello sviluppo degli occhiali intelligenti, dispositivi che possono offrire nuove possibilità di accesso alle informazioni e ai contenuti culturali.

Tra i progetti presentati figura Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo, avviato il 13 ottobre alla Pinacoteca di Brera. L’iniziativa è stata illustrata da Chiara Rostagno, vicedirettrice del museo, Elena Dimichino, Chief Corporate & Sustainability Officer di EssilorLuxottica, e Mario Barbuto, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Il progetto punta a esplorare il contributo delle tecnologie intelligenti alla fruizione delle opere d’arte, con particolare attenzione alle persone cieche e ipovedenti.

Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale, ha invece approfondito il ruolo degli occhiali dotati di intelligenza artificiale nel promuovere l’inclusione digitale tra generazioni, evidenziando le potenzialità di strumenti capaci di rendere più accessibili informazioni e servizi.

Tra gli interventi dell’evento anche quello di Laura De Dilectis, CEO di Viola Walk Home, l’applicazione che offre supporto in tempo reale alle donne che camminano da sole durante la notte. In questa occasione è stata presentata una partnership con Meta per esplorare come l’integrazione con gli occhiali intelligenti possa contribuire a migliorare il servizio offerto agli utenti.

A chiudere il confronto sono stati Pierpaolo D’Odorico, cofondatore e CEO di Datapizza, e Alessandro Tommasi, fondatore di FutureProofSociety e partner dell’evento, che hanno discusso delle modalità con cui le piccole e medie imprese italiane possono trasformare le innovazioni legate all’intelligenza artificiale in applicazioni concrete.

Dalla produttività aziendale all’accessibilità culturale, passando per la sicurezza e l’inclusione digitale, il confronto ha messo in evidenza un ampio ventaglio di possibili applicazioni.

Per le PMI italiane, la sfida dei prossimi anni sarà riuscire a tradurre queste opportunità in strumenti effettivamente utilizzabili, superando le barriere legate a competenze, risorse economiche e capacità di adozione.

Pulsante per tornare all'inizio