CRONACA

Confartigianato, 80 anni di futuro: la delegazione lucana all’Assemblea nazionale

Rosa Gentile, presidente regionale di Confartigianato Basilicata, ha guidato la delegazione lucana all’appuntamento nazionale dedicato al valore dell’artigianato, tra tradizione, creatività, innovazione e nuove prospettive di sviluppo. Al centro del confronto la riforma della Legge quadro, il costo dell’energia, il credito alle piccole imprese e la necessità di una politica economica capace di sostenere investimenti e occupazione.

Ottant’anni di storia, ma soprattutto ottant’anni di capacità di costruire il futuro.

È questo il significato dell’Assemblea nazionale di Confartigianato, che celebra il ruolo dell’artigianato italiano come patrimonio di competenze, identità, cultura produttiva e coesione sociale.

Un mondo che affonda le proprie radici nelle tradizioni dei territori, ma che guarda all’innovazione, alle nuove tecnologie e ai cambiamenti dei mercati come strumenti indispensabili per continuare a crescere.

A rappresentare la Basilicata è stata la delegazione guidata da Rosa Gentile, presidente regionale di Confartigianato Basilicata, che ha partecipato ai lavori portando l’esperienza di un sistema produttivo nel quale le piccole imprese artigiane costituiscono un presidio economico e sociale fondamentale per le comunità locali.

«Valori, tradizione e cultura, creatività e innovazione, tecnologia e futuro» sono le parole chiave che- sottolinea Gentile – accompagnano l’anniversario della Confederazione segnato dall’intervento della Premier Meloni.

Un percorso che si traduce anche nel messaggio che Confartigianato affida a questa ricorrenza: ottant’anni di futuro. Una storia che non si esaurisce nella celebrazione del passato, ma rilancia la necessità di creare condizioni concrete affinché l’artigianato possa continuare a generare lavoro, reddito, competenze e sviluppo.

In questa prospettiva assume particolare rilievo il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha richiamato il valore costituzionale dell’artigianato e il suo contributo alla ricostruzione dell’Italia nel secondo dopoguerra.

Il Capo dello Stato ha sottolineato come il comparto, attraverso la sua presenza capillare, abbia favorito lo sviluppo diffuso e rafforzato la coesione sociale, continuando ancora oggi a contrastare lo spopolamento e a rivitalizzare le comunità locali.

Un riconoscimento che trova una significativa corrispondenza nella realtà lucana, dove le imprese artigiane custodiscono saperi tradizionali, professionalità e produzioni legate all’identità dei territori.

Un patrimonio che può trasformarsi in una leva di sviluppo soltanto se accompagnato da investimenti, formazione, innovazione e politiche capaci di sostenere le attività economiche anche nelle aree interne.

Tra i temi centrali dell’Assemblea, la riforma della Legge quadro sull’artigianato, la cui disciplina risale al 1985. Per il presidente nazionale Marco Granelli, aggiornare le regole è una condizione necessaria affinché le imprese possano rafforzarsi, innovare e creare occupazione senza essere costrette a rinunciare alla propria identità e alla propria vocazione artigiana.

Il cambiamento dei mercati, l’evoluzione tecnologica, la digitalizzazione dei processi produttivi e la necessità di investire in nuovi macchinari rendono sempre più urgente un quadro normativo adeguato alle trasformazioni intervenute negli ultimi quarant’anni. L’obiettivo è consentire alle imprese di crescere e affrontare le nuove sfide competitive, salvaguardando al tempo stesso le caratteristiche distintive dell’artigianato.

Per Confartigianato, la riforma non rappresenta una rivendicazione di categoria, ma una scelta di politica economica che riguarda la capacità del Paese di valorizzare un comparto decisivo per il Made in Italy.

Il percorso si inserisce in un più ampio progetto di rilancio dell’artigianato, insieme alle misure per le piccole e medie imprese, al riconoscimento delle indicazioni geografiche per i prodotti artigiani e al rafforzamento degli strumenti di sostegno al settore.

Il richiamo alla modernizzazione deve fare i conti con le difficoltà che frenano quotidianamente le imprese.

Nel suo intervento all’Assemblea, Granelli ha evidenziato il peso degli shock economici accumulati negli ultimi anni: secondo le stime di Confartigianato, il loro costo complessivo per il sistema economico italiano nel quinquennio 2022-2026 raggiunge i 296,3 miliardi di euro. Risorse che, secondo la Confederazione, avrebbero potuto alimentare investimenti, innovazione e nuove assunzioni.

Da qui la richiesta di una legge di bilancio che metta al centro crescita, produttività e capacità di creare lavoro, accompagnata da una gestione più efficace delle risorse pubbliche e da una riduzione della pressione fiscale. Confartigianato stima per il 2026 un carico fiscale italiano pari al 43,2%, a fronte del 41,1% della media dell’Unione europea.

Altro capitolo decisivo è quello energetico. Le piccole imprese italiane, secondo i dati richiamati dalla Confederazione, pagano l’elettricità il 22,1% in più rispetto alla media europea, con un aggravio complessivo annuo stimato in 4,6 miliardi di euro.

Un divario che riduce i margini, limita la capacità di investimento e rende più difficile competere sui mercati internazionali.

Per questo Confartigianato sollecita interventi strutturali, compreso uno strumento di energy release dedicato alle micro e piccole imprese, per accompagnare la transizione energetica senza scaricarne interamente i costi sul sistema produttivo.

A pesare è anche la contrazione del credito. Dal 2019, rileva Confartigianato, alle piccole e medie imprese sono venuti a mancare 35,7 miliardi di euro di finanziamenti.

Una riduzione che rischia di bloccare progetti di crescita, acquisti di macchinari, ammodernamento dei laboratori e investimenti tecnologici. Da qui la richiesta di rendere più efficaci gli strumenti di garanzia e di procedere con la riforma della disciplina dei Confidi.

Per la delegazione lucana, i temi dell’Assemblea nazionale richiamano questioni che riguardano direttamente il futuro dell’economia regionale.

Nelle piccole imprese artigiane si concentra una parte importante delle competenze produttive, della capacità creativa e dell’identità economica dei territori. Ma proprio queste realtà sono esposte agli effetti dell’aumento dei costi, alle difficoltà di accesso al credito e alla necessità di adeguarsi alle nuove tecnologie.

La sfida è fare in modo che tradizione e innovazione non siano considerate alternative, ma componenti dello stesso modello di sviluppo. Digitalizzazione, formazione professionale, transizione energetica e ricambio generazionale possono rafforzare il valore delle produzioni artigiane, aprendo nuove opportunità anche per i giovani e contribuendo a mantenere attività economiche e occupazione nei centri più piccoli.

La partecipazione di Confartigianato Basilicata all’appuntamento nazionale si inserisce in questo percorso: valorizzare il ruolo delle imprese, sostenere le richieste della Confederazione e ribadire la necessità di politiche che riconoscano all’artigianato una funzione strategica per la crescita.

Ottant’anni di storia, dunque, ma con lo sguardo rivolto alle prossime generazioni. Il messaggio dell’Assemblea è chiaro: tutelare il patrimonio artigiano significa investire nella sua capacità di evolversi, creare lavoro e contribuire al futuro del Paese. Una nuova storia da scrivere, nella quale anche la Basilicata è chiamata a fare la propria parte.

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