Basilicata For All dal 2027 anche sul litorale tirrenico
L'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, a Lauria con i Comuni dell’Unione del Lagonegrese: «Abbattere le barriere e garantire a tutti il diritto di vivere il nostro territorio. Il turismo accessibile è una risorsa per l’intera Basilicata»

Il turismo accessibile come diritto, ma anche come opportunità di crescita economica, innovazione sociale e valorizzazione del territorio.
È questa la direzione indicata dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, che a Lauria, insieme ai Comuni dell’Unione Lucana del Lagonegrese, ha presentato i risultati del progetto “Basilicata For All”, l’iniziativa regionale dedicata alla promozione di un’offerta turistica realmente inclusiva.
Finanziato dallo Stato e dalla Regione Basilicata con uno stanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro, il progetto punta a rimuovere gli ostacoli che ancora impediscono alle persone con disabilità o con esigenze specifiche di vivere pienamente le opportunità turistiche, culturali e ricreative della regione.
Un percorso che mette al centro la persona, l’autonomia e la possibilità di partecipare senza discriminazioni, trasformando l’accessibilità in un requisito concreto della qualità dell’offerta turistica lucana.
«L’inclusione e l’accessibilità devono essere diritti garantiti in ogni area della nostra regione – sottolinea Cupparo –.
Non possiamo parlare di turismo di qualità se una parte delle persone incontra ancora difficoltà nell’accedere ai servizi, alle strutture e alle opportunità che il territorio offre. Con Basilicata For All stiamo lavorando per superare questa contraddizione, costruendo un modello che unisce attenzione sociale, innovazione e sviluppo economico».
La rete territoriale è uno dei risultati più significativi dell’esperienza avviata nel Lagonegrese. Sono stati sottoscritti 14 protocolli d’intesa con i Comuni di Francavilla sul Sinni, Senise, Latronico, Castronuovo di Sant’Andrea, San Giorgio Lucano, Episcopia, Carbone, Terranova del Pollino, Tursi, San Severino Lucano, Valsinni, Fardella e Sant’Arcangelo, oltre che con l’Unione Lucana del Lagonegrese, che riunisce altri otto Comuni.
Un sistema di collaborazione che ha coinvolto direttamente i servizi sociali comunali, chiamati a informare le famiglie, favorire la partecipazione e intercettare i bisogni. Perché l’accessibilità non si esaurisce nell’eliminazione delle barriere fisiche, ma richiede organizzazione, servizi e una capacità diffusa di rispondere alle esigenze delle persone.
In questo percorso un contributo importante è arrivato dal Taxi sociale, che ha consentito di assicurare gli spostamenti dei ragazzi coinvolti nelle attività.
Trasporti e iniziative sono stati completamente gratuiti per le famiglie, rimuovendo uno degli ostacoli più frequenti alla partecipazione: il costo della mobilità.
«Dietro i risultati raggiunti – aggiunge Cupparo – c’è un lavoro capillare di informazione, sensibilizzazione e collaborazione. I partner del progetto, insieme ai servizi sociali dei Comuni, hanno raggiunto le famiglie e creato le condizioni perché la partecipazione fosse effettiva.
Non basta predisporre un servizio: bisogna fare in modo che le persone possano conoscerlo, raggiungerlo e utilizzarlo concretamente. È questo il significato di un’inclusione che non rimanga soltanto sulla carta».
Basilicata For All ha già interessato diverse aree della regione, con interventi dedicati all’accessibilità delle strutture balneari, in particolare a Policoro, Metaponto di Bernalda e Maratea, e con il coinvolgimento delle strutture ricettive per promuovere standard di accoglienza più elevati.
Il progetto ha inoltre lavorato sulla formazione degli operatori e sulla costruzione di una rete tra istituzioni, imprese e associazioni, valorizzando il contributo delle realtà del territorio, tra cui PeperonAut.
Un’esperienza che ha ottenuto anche un riconoscimento nazionale nell’ambito dell’iniziativa “Italia Insieme – Turismo accessibile e territorio”, dove Basilicata For All è stato individuato tra le buone pratiche italiane per la promozione del turismo inclusivo e sostenibile.
Un risultato che rafforza la prospettiva di considerare l’accessibilità non come un intervento isolato o esclusivamente assistenziale, ma come una componente strutturale della competitività turistica.
«Il riconoscimento nazionale conferma che la strada intrapresa è quella giusta – afferma l’assessore –.
L’inclusione può e deve diventare una leva strategica per la nostra economia. Un territorio più accessibile è un territorio più accogliente, capace di ampliare la propria offerta, coinvolgere nuove realtà imprenditoriali e generare opportunità.
Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile continuare a lavorare insieme, mettendo in rete istituzioni, Comuni, associazioni e operatori turistici».
La prossima tappa riguarda l’estensione delle attività. Dal 2027 il progetto sarà sviluppato anche sul litorale tirrenico, ampliando il raggio d’azione di un’iniziativa che mira a rendere l’accessibilità un elemento riconoscibile dell’offerta turistica regionale, dalla costa ionica a quella tirrenica, fino alle aree interne.
«Continueremo a lavorare con determinazione per una Basilicata moderna, accogliente e soprattutto più inclusiva – conclude Cupparo –.
Il nostro obiettivo è fare in modo che nessuno debba rinunciare a conoscere, visitare e vivere la bellezza della nostra terra a causa di una barriera o della mancanza di servizi.
Basilicata For All deve crescere, consolidarsi e diventare un patrimonio condiviso delle nostre comunità. Perché il diritto al turismo, alla socialità e alla piena partecipazione riguarda tutti».