CULTURA E EVENTI
Basilicata, da Milano il lancio del Cammino Spirituale “Basilicata Coast to Coast”: l’annuncio nel corso del convegno sul turismo religioso
Nicola Timpone annuncia il nuovo progetto per i 27 Comuni dell’Area Sud della Basilicata, con una visione che abbraccia l’intera regione e unisce idealmente i due mari, dal Tirreno allo Ionio, ispirandosi al film di Rocco Papaleo. A Palazzo Castiglioni il confronto nazionale sul patrimonio religioso italiano, il messaggio di Papa Leone XIV e la richiesta di una sede istituzionale dedicata al turismo religioso.

Milano, 27 ottobre 2026 – Dalla prestigiosa cornice di Palazzo Castiglioni, sede di Confcommercio Milano, arriva l’annuncio di un progetto destinato a segnare una nuova stagione per la promozione della Basilicata.
È Nicola Timpone, direttore generale del GAL “La Cittadella del Sapere”, a presentare il Cammino Spirituale “Basilicata Coast to Coast”, un itinerario che nasce con l’obiettivo di mettere in rete i 27 Comuni dell’Area Sud e di costruire, progressivamente, una visione capace di abbracciare l’intera regione, dal Mar Tirreno al Mar Ionio.
Il nome richiama il film di Rocco Papaleo, diventato nel tempo un racconto identitario della Basilicata e del suo modo unico di attraversare paesaggi, borghi e comunità. Ma il progetto va oltre la suggestione cinematografica: l’ambizione è trasformare quel viaggio in un cammino reale, fatto di luoghi di fede, santuari, chiese, tradizioni, cultura, natura e incontri, per raccontare al mondo l’anima più autentica della regione.
L’annuncio è arrivato nel corso del convegno nazionale “Il Capitale Spirituale dell’Italia – Patrimonio religioso, accoglienza e turismo come risorse per il Paese”, ospitato a Palazzo Castiglioni.
Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo ecclesiastico, delle associazioni e degli operatori del settore, ponendo al centro il valore del patrimonio religioso italiano, il messaggio di Papa Leone XIV, la tutela dei luoghi della fede e la richiesta di una sede istituzionale dedicata al turismo religioso.
«Oggi presentiamo un’idea che nasce dalla Basilicata, ma guarda all’intero Paese e al mondo», ha dichiarato Nicola Timpone. «Il Cammino “Basilicata Coast to Coast” vuole mettere in relazione territori, comunità e patrimoni diversi, partendo dai 27 Comuni dell’Area Sud e costruendo un percorso capace di unire idealmente i due mari. Non sarà soltanto un itinerario da percorrere, ma un’esperienza di conoscenza, spiritualità e incontro».
Nel mese di giugno, il GAL “La Cittadella del Sapere” ha inoltre concluso un rapporto di collaborazione con la World Religious Tourism Network, rete internazionale specializzata nella promozione del turismo religioso. La collaborazione avrà il compito di contribuire al rilancio del Cammino Spirituale “Basilicata Coast to Coast”, favorendone la conoscenza a livello internazionale e promuovendo la Basilicata come destinazione di turismo spirituale e culturale. L’obiettivo è sviluppare nuovi flussi di turismo in entrata, rafforzare l’interesse dei visitatori stranieri e inserire il cammino nei circuiti internazionali dedicati ai pellegrinaggi, alla spiritualità e alla scoperta dei territori.
Nicola Timpone: «Basilicata Coast to Coast, un cammino che unisce fede, cultura e territorio»
«Abbiamo scelto il nome “Basilicata Coast to Coast” perché richiama immediatamente un viaggio, quello reso celebre dal film di Rocco Papaleo, che ha saputo raccontare la nostra regione con ironia, autenticità e profondità. Vogliamo partire da quella suggestione per costruire un progetto concreto, capace di mettere in rete i 27 Comuni dell’Area Sud della Basilicata e, in prospettiva, di valorizzare l’intero territorio regionale, dal Mar Tirreno al Mar Ionio.
La Basilicata possiede un patrimonio straordinario, spesso ancora poco conosciuto: luoghi di fede, chiese, santuari, borghi, paesaggi, tradizioni e comunità che custodiscono una storia profonda. Il nostro obiettivo è unire queste risorse in un itinerario riconoscibile, accessibile e capace di parlare a un pubblico nazionale e internazionale.
Non vogliamo limitarci a creare un percorso fisico. Vogliamo costruire un’esperienza, un viaggio attraverso l’identità della Basilicata, nel quale la spiritualità si intrecci con la cultura, la natura e la vita dei territori. Il cammino dovrà essere un’occasione di incontro con le comunità locali e uno strumento per promuovere un turismo sostenibile, rispettoso dei luoghi e capace di generare nuove opportunità.
La collaborazione avviata nel mese di giugno con la World Religious Tourism Network rappresenta un passaggio strategico. Ci consente di rafforzare la dimensione internazionale del progetto, di far conoscere il cammino oltre i confini nazionali e di intercettare l’interesse di pellegrini, viaggiatori e turisti stranieri alla ricerca di esperienze autentiche, legate alla spiritualità, alla cultura e alla scoperta dei territori.
Partiamo dai 27 Comuni dell’Area Sud, ma la nostra ambizione è più ampia: contribuire a costruire una narrazione unitaria della Basilicata, mettendo in relazione le sue diverse identità e valorizzando il patrimonio diffuso di fede, cultura e natura. Il viaggio evocato dal film di Rocco Papaleo può diventare così un progetto di sviluppo, promozione e conoscenza».
Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio spirituale e culturale della Basilicata. La fase di sviluppo prevede la ricognizione delle risorse territoriali, la mappatura dei luoghi di interesse e la costruzione progressiva di un itinerario capace di integrare spiritualità, cultura e paesaggio. Il riferimento ai due mari esprime una visione regionale di più ampio respiro, da sviluppare attraverso il coinvolgimento dei territori e la definizione del percorso.
La collaborazione con la World Religious Tourism Network contribuirà a rafforzare la promozione internazionale del cammino, favorendo il collegamento con reti, operatori e circuiti specializzati nel turismo religioso e spirituale. Attraverso attività di comunicazione, promozione e posizionamento sui mercati esteri, il GAL intende accrescere la visibilità della Basilicata e attrarre nuovi flussi turistici internazionali, con ricadute positive sulle strutture ricettive, sulle attività economiche e sulle comunità locali.
Il Capitale Spirituale dell’Italia: patrimonio, accoglienza e sviluppo
Il convegno ha posto al centro il valore del patrimonio religioso italiano, costituito da chiese, santuari, monasteri, cammini, luoghi di culto e testimonianze storico-artistiche che rappresentano una parte fondamentale dell’identità nazionale.
Un patrimonio che non appartiene soltanto alla dimensione religiosa, ma che può diventare anche uno strumento di crescita culturale, di promozione turistica e di sostegno alle comunità locali, soprattutto nei territori meno conosciuti e nelle aree interne.
La valorizzazione di questi luoghi richiede una strategia condivisa, capace di coniugare tutela, accessibilità, accoglienza e promozione, mettendo in rete istituzioni, Chiesa, associazioni, imprese e amministrazioni locali.
Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di superare una visione frammentata delle iniziative e di costruire un percorso nazionale che riconosca il turismo religioso come un ambito con caratteristiche e potenzialità specifiche.
Il messaggio di Papa Leone XIV
Uno dei momenti centrali dell’iniziativa è stato il messaggio di Papa Leone XIV, trasmesso attraverso il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede.
Il messaggio ha richiamato l’importanza dei luoghi della fede come spazi di spiritualità, incontro e testimonianza, sottolineando il valore di un’accoglienza capace di rispettare la dimensione religiosa dei luoghi e di favorire il dialogo tra persone, culture e comunità.
La riflessione ha rafforzato il significato dell’iniziativa: la tutela del patrimonio religioso non può limitarsi alla conservazione materiale degli edifici e delle opere, ma deve comprendere anche la salvaguardia della loro identità spirituale e della funzione che continuano a svolgere nella vita delle comunità.
Il confronto nazionale e il ruolo delle istituzioni
Nel corso dei lavori sono intervenuti rappresentanti del mondo istituzionale, ecclesiastico, associativo e imprenditoriale, che hanno approfondito le diverse dimensioni del turismo religioso e le opportunità legate alla valorizzazione del patrimonio spirituale italiano.
Massimo Loiacono, Marcello Guadalupi, Biagio Maimone e Anna Scavuzzo hanno contribuito al confronto sui temi della promozione territoriale, dell’accoglienza e della collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti.
Gli interventi hanno evidenziato come la valorizzazione dei luoghi di fede possa diventare un’occasione per rafforzare il legame tra patrimonio culturale, comunità e sviluppo locale, attraverso progetti capaci di coinvolgere sia le destinazioni più note sia i centri minori.
È stata inoltre sottolineata l’importanza di promuovere forme di turismo attente alle persone, ai contesti culturali e alla sostenibilità dei territori.
La tutela dei luoghi della fede e la proposta di una sede istituzionale
Tra le proposte emerse dal convegno, particolare rilievo ha assunto la richiesta di individuare una sede istituzionale dedicata al turismo religioso, con il compito di favorire il coordinamento delle politiche, la collaborazione tra gli attori del settore e la promozione di progetti nazionali.
Una struttura di riferimento potrebbe contribuire a mettere in rete le esperienze locali, sostenere la valorizzazione dei cammini e dei luoghi di culto e promuovere una strategia condivisa per l’accoglienza dei pellegrini e dei visitatori.
Il turismo religioso si colloca infatti all’incrocio tra patrimonio culturale, spiritualità, mobilità, ospitalità e sviluppo economico. Per questo richiede strumenti di programmazione capaci di tenere insieme le esigenze della tutela e quelle della fruizione, senza perdere di vista il significato originario dei luoghi.
Il turismo religioso come opportunità per i territori
Il turismo religioso rappresenta un ambito in cui il valore spirituale si intreccia con la scoperta culturale, la conoscenza delle tradizioni e l’incontro con le comunità locali.
Cammini, santuari, monasteri e chiese possono diventare punti di partenza per esperienze di viaggio che valorizzino anche i centri meno conosciuti, favorendo la distribuzione dei flussi turistici e creando opportunità per le attività economiche locali.
Il patrimonio religioso italiano costituisce una risorsa diffusa, presente nelle grandi città come nei piccoli borghi e nelle aree interne. La sua valorizzazione può contribuire a contrastare lo spopolamento, sostenere l’economia locale e promuovere forme di turismo attente alla sostenibilità e alla qualità dell’esperienza.
Per raggiungere questi obiettivi è fondamentale favorire il dialogo tra enti pubblici, organizzazioni religiose, operatori turistici e realtà associative, costruendo proposte capaci di rispondere alle esigenze dei pellegrini e dei visitatori.
Cammini, accoglienza e nuove forme di ospitalità
Il tema dell’accoglienza ha rappresentato un altro elemento centrale del confronto. I cammini religiosi e spirituali non sono soltanto itinerari fisici, ma esperienze che mettono in relazione persone, luoghi e comunità.
L’ospitalità, in questo contesto, assume un significato più ampio rispetto alla semplice disponibilità di servizi: comprende l’ascolto, la cura dei visitatori, la possibilità di conoscere le tradizioni locali e il rispetto della dimensione spirituale del viaggio.
Gli interventi di Marco Fagotti, Massimo Pavanello, Fabio Rocchi, Edit Székely e Biagio Maimone, insieme ai contributi di Debora Lo Conte e Silvia Costantini, hanno arricchito la riflessione sulle diverse componenti del settore e sulle modalità con cui rendere il patrimonio religioso maggiormente accessibile e fruibile.Il confronto ha evidenziato l’importanza di creare reti territoriali e strumenti di collaborazione capaci di sostenere progetti condivisi, migliorare l’accoglienza e valorizzare le peculiarità di ogni destinazione.
Dialogo, inclusione e dimensione internazionale
Il convegno ha affrontato anche il ruolo del turismo religioso come occasione di dialogo tra culture e tradizioni differenti.
Gli interventi di Nabil Bougarech, Stefano Masullo ed Hector Villanueva hanno contribuito ad ampliare il confronto sulle relazioni tra spiritualità, società e cooperazione, richiamando l’importanza di promuovere percorsi di conoscenza reciproca e di apertura.
Il patrimonio spirituale può rappresentare un terreno comune sul quale costruire occasioni di incontro e comprensione, valorizzando le differenze e favorendo una cultura dell’accoglienza.
In questa prospettiva, i luoghi di culto e i cammini possono assumere una funzione che va oltre la dimensione strettamente turistica, diventando spazi di relazione, dialogo e crescita condivisa.
I dati e le prospettive del settore
Nel corso del confronto sono stati richiamati dati relativi alla crescita dei viaggi lungo itinerari religiosi e spirituali. Tra i numeri riportati, 300.046 viaggiatori sui cammini religiosi nel 2025, con un incremento del 56,7% rispetto al 2024, e un impatto economico indicato in 336,4 milioni di euro.
Questi dati, da verificare sulle fonti statistiche di riferimento prima della pubblicazione definitiva, restituiscono la dimensione delle potenzialità del comparto e l’interesse crescente verso esperienze di viaggio legate alla spiritualità, alla cultura e alla scoperta dei territori.
Per trasformare questa crescita in un’opportunità duratura sarà necessario investire nella qualità dei servizi, nella manutenzione e tutela dei percorsi, nella comunicazione e nella capacità di mettere in rete le diverse risorse locali.
La dimensione spirituale come valore per il Paese
Il convegno ha ribadito che il patrimonio religioso non può essere considerato soltanto una risorsa turistica. Chiese, santuari, monasteri e cammini custodiscono una memoria storica e spirituale che contribuisce a definire l’identità delle comunità.
La valorizzazione di questo patrimonio deve quindi procedere insieme alla sua tutela, evitando che i luoghi della fede siano ridotti a semplici attrazioni e promuovendo modalità di visita rispettose della loro funzione e del loro significato.
La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra conservazione, fruizione e sviluppo, favorendo progetti in grado di generare benefici per i territori e, allo stesso tempo, preservare il valore culturale e spirituale dei luoghi.
Turismo religioso per la pace
La riflessione conclusiva ha richiamato il potenziale del turismo religioso quale strumento di dialogo e di pace. Il viaggio, soprattutto quando nasce da una motivazione spirituale, può diventare un’occasione per incontrare persone e comunità, conoscere tradizioni differenti e superare distanze culturali.
In un contesto internazionale segnato da conflitti e divisioni, la valorizzazione dei luoghi della fede e dei cammini può contribuire a diffondere una cultura dell’incontro, dell’ascolto e del rispetto reciproco.
Il patrimonio spirituale italiano, per la sua ricchezza e diffusione, può svolgere un ruolo importante in questo percorso, favorendo esperienze capaci di unire cultura, accoglienza e dialogo.
Un percorso condiviso per il futuro
Il convegno di Palazzo Castiglioni ha posto le basi per un confronto nazionale sulla necessità di riconoscere al turismo religioso una maggiore centralità nelle politiche di valorizzazione del patrimonio culturale e territoriale italiano.
La proposta di una sede istituzionale dedicata, la tutela dei luoghi della fede, il rafforzamento delle reti di accoglienza e lo sviluppo di nuovi cammini rappresentano alcuni degli ambiti sui quali costruire iniziative concrete.
Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: il capitale spirituale dell’Italia rappresenta una risorsa da custodire e valorizzare, capace di coniugare memoria, fede, cultura, accoglienza e nuove prospettive per il futuro dei territori.