Disordini a Milano, oltre 150 perquisizioni in 20 città: nel mirino una chat con minacce alle forze dell’ordine
Le verifiche coinvolgono soprattutto giovani, tra cui studenti universitari e liceali, spesso minorenni e senza precedenti. Massima attenzione per le manifestazioni annunciate in diverse città italiane: a Milano, Torino, Bologna, Padova e Firenze rafforzati i controlli e adottate misure preventive dai commercianti.

L’attività investigativa è partita dal ritrovamento di una conversazione sospetta sul telefono di uno dei giovani coinvolti negli episodi di violenza. Tra le persone interessate dai provvedimenti figurano studenti e studentesse delle scuole superiori e universitari, in numerosi casi minorenni e senza precedenti penali.
L’operazione si inserisce in un quadro di particolare attenzione da parte delle autorità, anche in vista delle manifestazioni annunciate per oggi in diverse città italiane. Il Movimento 17 ottobre, secondo quanto riportato, ha comunicato che renderà noti soltanto all’ultimo momento i luoghi di ritrovo e i punti di partenza delle iniziative.
Al centro degli accertamenti c’è una conversazione su WhatsApp individuata dagli investigatori della Questura di Monza. Nel decreto di perquisizione vengono citati messaggi dal contenuto istigatorio, con riferimenti a possibili aggressioni e rapine ai danni delle forze dell’ordine, al tentativo di sottrarre armi in dotazione, al danneggiamento di veicoli di servizio e all’incendio di edifici.
Tra le frasi riportate nell’atto compare: «Bro calmati, siamo tutti contro gli sbirri». Gli investigatori avrebbero inoltre individuato riferimenti all’organizzazione di una nuova manifestazione prevista per il 24 ottobre 2026, ritenuta potenzialmente in grado di richiamare un numero elevato di partecipanti e di creare condizioni favorevoli a ulteriori episodi di violenza.
Nel provvedimento viene segnalata anche la condivisione di un filmato nel quale si vede una pistola mentre viene rimosso il caricatore e vengono estratte le cartucce. Il video sarebbe accompagnato dalla parola «Preparazione».
Gli elementi raccolti sono ora oggetto di approfondimento investigativo. Le perquisizioni mirano a verificare la natura delle comunicazioni, l’eventuale esistenza di progetti illeciti e il ruolo dei partecipanti alla conversazione.
Questa mattina il vicepremier Matteo Salvini ha effettuato un sopralluogo nel centro di Milano, nelle aree interessate dai saccheggi del fine settimana precedente. Durante la visita ha incontrato commercianti, dipendenti dei negozi e operatori della sicurezza, raccogliendo le preoccupazioni di chi lavora nelle zone coinvolte.
Salvini ha inoltre incontrato il comandante della Polizia locale e i paracadutisti dell’Esercito impegnati nel dispositivo di sicurezza cittadino.
Nel frattempo, piazza Duomo e le principali vie del centro sono presidiate da polizia e carabinieri, con diverse camionette dislocate nell’area. Gli agenti hanno avviato controlli sui documenti, mentre i militari sono presenti anche in Galleria Vittorio Emanuele II e lungo corso Vittorio Emanuele II.
Davanti a Palazzo Reale sono stati posizionati cinque veicoli blindati Lince dell’Esercito. Molte attività commerciali hanno aperto regolarmente, ma diverse vetrine sono state protette con pannelli di legno. Alcuni esercizi hanno invece programmato la chiusura anticipata, tra cui la Rinascente, prevista alle 15.
A Bologna, in previsione delle manifestazioni annunciate per il pomeriggio, diversi negozi del centro hanno adottato misure preventive per proteggere le vetrine. In Galleria Cavour, alcune boutique di marchi internazionali hanno iniziato a installare pannelli di compensato, una scelta condivisa anche da attività situate in via d’Azeglio e via Ugo Bassi.
Diversi esercizi commerciali resteranno aperti, seppure con orari differenziati, mantenendo le vetrine schermate per limitare eventuali danni.
Anche a Torino sono comparse protezioni in legno davanti alle vetrine dei negozi nelle principali strade dello shopping. Alcune attività hanno scelto di sospendere temporaneamente il servizio al pubblico per la giornata.
Un punto vendita di una multinazionale del settore informatico ha esposto un avviso per informare i clienti della chiusura, indicando come alternative un centro commerciale a Grugliasco e un numero verde per l’assistenza.
Per le 15 è stato annunciato in piazza Castello il ritrovo di una manifestazione contro il riarmo, il caro carburanti e i centri di elaborazione dati. L’iniziativa è promossa da gruppi riconducibili all’area autonoma e antagonista, già attivi durante le precedenti mobilitazioni a sostegno della causa palestinese.
Nell’appello alla partecipazione vengono richiamati anche temi sociali come il diritto alla casa, all’istruzione e alla salute.
A Padova, il negozio Prada di piazza Garibaldi ha schermato le proprie vetrine in vista di due manifestazioni che richiedono particolare attenzione da parte delle autorità.
Il primo appuntamento della giornata coinvolge organizzazioni sindacali del comparto scolastico, tra cui Cisl e Cgil scuola, e diverse realtà della sinistra movimentista vicine anche al centro sociale Pedro.
Il questore Marco Odorisio ha disposto il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine nella zona, con personale del Secondo Reparto mobile della Polizia, un mezzo dotato di idrante e carabinieri del battaglione di Mestre. Sulla città è inoltre presente un elicottero del Reparto volo della Polizia.
Nel quartiere Arcella, alcuni genitori hanno organizzato una manifestazione dedicata alle questioni scolastiche, con la partecipazione anche di una dozzina di bambini delle scuole elementari. L’iniziativa è promossa dal comitato Genitori e da Paolo Roberti.
A Firenze cresce l’attenzione in vista delle iniziative annunciate nel centro storico. In via Tornabuoni e in altre strade centrali, diverse boutique di alta gamma e gioiellerie hanno protetto le vetrine con pannelli. In un locale è stato anche smontato il dehors esterno.
Le autorità attendono ulteriori indicazioni sull’eventuale manifestazione del Movimento 17 ottobre, che nei giorni scorsi aveva inserito Firenze tra le città interessate dalla mobilitazione. Un’altra iniziativa è stata annunciata per le 15 in piazza della Signoria.
Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito per oltre quattro ore per valutare le misure da adottare. Secondo quanto riferito da Confcommercio Firenze-Arezzo, le attività di Ponte Vecchio, comprese gioiellerie, oreficerie e orologerie di lusso, prevedono la chiusura anticipata alle 14.30.
Sulle proteste e sulle ipotesi di interferenze straniere è intervenuta anche l’ambasciata russa, che ha criticato le accuse rivolte a Mosca in relazione alle violenze di piazza a Milano.
In una dichiarazione pubblicata sul proprio canale Telegram, la rappresentanza diplomatica ha definito la cosiddetta «mano di Mosca» una spiegazione utilizzata per affrontare questioni scomode. Nel messaggio vengono citati il malcontento giovanile, l’aumento dei prezzi e i disordini nelle strade, contestando l’abitudine di attribuire tali fenomeni ad hacker o agenti russi.
La presa di posizione si inserisce nel dibattito sulle possibili influenze esterne nelle mobilitazioni. Le eventuali responsabilità e i collegamenti ipotizzati restano comunque distinti dagli elementi che gli investigatori stanno verificando nell’ambito delle perquisizioni.
Le iniziative annunciate per oggi stanno determinando un rafforzamento delle misure di sicurezza in diverse città italiane. Oltre all’attività investigativa avviata dopo i disordini di Milano, le autorità sono impegnate nella gestione dell’ordine pubblico e nella prevenzione di possibili danneggiamenti.
La protezione delle vetrine, le chiusure anticipate e la presenza di mezzi e personale delle forze dell’ordine testimoniano la preoccupazione di commercianti e istituzioni per lo svolgimento delle manifestazioni.
Gli accertamenti sulla chat e sulle persone raggiunte dai provvedimenti proseguiranno per chiarire i fatti e verificare eventuali responsabilità individuali, nel rispetto della presunzione di innocenza.