Basilicata, Cervellino attacca il centrodestra: «Delegittima la rappresentanza». Appello per un’alternativa antifascista
La consigliera attacca il centrodestra lucano dopo l’ultimo Consiglio regionale e rilancia la necessità di una nuova alleanza tra le forze progressiste e riformiste nel segno della Costituzione.

«La rappresentanza senza rappresentatività è priva di effettività». Partendo da una riflessione del costituzionalista Temistocle Martines, Viviana Cervellino interviene sul clima politico in Basilicata e punta il dito contro quanto accaduto nell’ultimo Consiglio regionale, denunciando quello che definisce un tentativo di delegittimazione della rappresentanza democratica.
Al centro della polemica c’è una mozione relativa alla posizione del consigliere regionale Angelo Chiorazzo, che Cervellino giudica un «mostro giuridico» e considera il segnale di una crisi di rappresentatività del centrodestra lucano.
Secondo la consigliera, mentre il Paese reale affronta difficoltà sociali ed economiche sempre più pesanti, nelle istituzioni si consumerebbero scontri politici lontani dai bisogni concreti dei cittadini. «Nel Palazzo si inscena un pietoso teatrino dove l’unico obiettivo è quello di screditare e delegittimare la rappresentanza», afferma, richiamando il consenso elettorale ottenuto da Chiorazzo, che definisce il consigliere più votato dai lucani.
Il nodo della rappresentanza e della legalità
Nel suo intervento, Cervellino chiarisce che il principio della rappresentanza non può prevalere sulla legalità, ma denuncia il rischio che gli strumenti istituzionali vengano utilizzati per finalità di contrapposizione politica.
«La rappresentanza certamente non supera il principio di legalità, ma non può essere azzerata dallo squadrismo di chi ha perso ormai ogni rappresentatività dei lucani», sostiene.
La consigliera solleva inoltre interrogativi sul ruolo dell’esecutivo nell’esame delle eventuali condizioni di incompatibilità di un componente del Consiglio regionale, contestando l’opportunità di affidare tale compito in un contesto che, a suo giudizio, presenta possibili profili di conflitto di interessi.
Una questione che, nella sua lettura, investe direttamente la credibilità delle istituzioni e la necessità di garantire procedure rispettose delle norme e dei principi di imparzialità.
Dalle vicende regionali alle politiche sulla sicurezza
L’analisi di Cervellino si allarga poi al quadro politico nazionale. La vicenda lucana viene accostata alle identificazioni su larga scala degli autotrasportatori e a quella che definisce una «bulimia legislativa in materia di sicurezza».
Il filo conduttore, secondo la consigliera, è il rischio che le risposte istituzionali alle tensioni sociali finiscano per tradursi in strumenti di repressione anziché affrontare le cause del disagio.
«Ma i lucani non sono fessi. Lo hanno capito che si tratta di repressione», afferma, utilizzando parole nette per denunciare una deriva che ritiene incompatibile con una democrazia pienamente rappresentativa.
L’appello alle forze progressiste e riformiste
La conclusione dell’intervento è un appello politico che guarda oltre la singola vicenda consiliare. Per Cervellino, quanto accaduto deve diventare l’occasione per costruire un’alternativa capace di riunire le forze democratiche, progressiste e riformiste, tanto a livello nazionale quanto in Basilicata.
«Questo episodio ci richiama al dovere politico e morale di costruire un’alternativa antifascista per l’Italia e per la Basilicata. Senza ulteriori indugi», dichiara.
L’obiettivo indicato è la nascita di una nuova alleanza fondata sui principi della Costituzione e capace di superare l’attuale stagione politica regionale, giudicata non all’altezza delle necessità della comunità lucana.
Per la consigliera, infatti, non sono sufficienti le sole riforme istituzionali per tenere insieme rappresentanza e rappresentatività: occorre ricostruire un rapporto autentico tra cittadini, istituzioni e forze politiche, affinché il consenso democratico non si riduca a una formalità e la partecipazione torni a essere il fondamento dell’azione pubblica.
Un richiamo che si traduce, dunque, in una sfida politica: aprire una nuova fase per la Basilicata, nel segno della Costituzione, della partecipazione democratica e della capacità di rispondere concretamente ai bisogni dei lucani.
Viviana Cervellino