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Automotive, aerospazio e difesa: la Basilicata punta sulla diversificazione industriale e sull’innovazione tecnologica

MATERA – Valorizzare le competenze maturate nella filiera automotive per aprire nuove prospettive industriali nei settori dell’aerospazio e della difesa.

È questa una delle sfide strategiche per il futuro del sistema produttivo lucano emersa mercoledì 21 ottobre 2026, nel corso dell’incontro “Automotive: frontiere tecnologiche e transizioni verso aerospazio e difesa”, promosso dal Cluster Lucano Automotive – Fabbrica Intelligente ETS, con il supporto di Confindustria Basilicata e del Cluster Lucano dell’Aerospazio, presso l’UNAHOTEL MH Matera.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti del mondo industriale, delle istituzioni, dell’università e dei principali cluster tecnologici nazionali e territoriali, con l’obiettivo di individuare nuove opportunità di crescita, innovazione e occupazione per la Basilicata in uno scenario industriale in profonda trasformazione.

L’obiettivo non è abbandonare l’automotive, ma ampliare le opportunità di sviluppo. Il comparto continua a rappresentare un settore strategico per l’economia europea e per il territorio lucano, ma le difficoltà della filiera, ancora lontana dai livelli produttivi e occupazionali del passato, rendono necessario affiancare alle attività tradizionali nuovi percorsi di diversificazione.

Meccatronica, automazione industriale, materiali avanzati, progettazione, sistemi di controllo e processi produttivi innovativi costituiscono ambiti nei quali le competenze già presenti nelle imprese possono trovare applicazione anche in settori ad alto contenuto tecnologico, come l’aerospazio e la difesa.

Una prospettiva che potrebbe consentire alle aziende lucane di ampliare i propri mercati, rafforzare la competitività e valorizzare un patrimonio di conoscenze e specializzazioni costruito nel tempo.

«L’automotive continuerà a rappresentare una filiera strategica, ma è necessario accompagnare questa consapevolezza con una visione capace di guardare anche oltre, favorendo una diversificazione complementare che affianchi le produzioni tradizionali», ha dichiarato Antonio Braia, presidente del Cluster Lucano Automotive.

«Non significa rinunciare alla propria identità industriale, ma valorizzarla per affrontare il cambiamento e generare nuove prospettive di sviluppo. È in questa direzione che il dialogo tra automotive, aerospazio e difesa può contribuire a rafforzare la competitività delle imprese e il posizionamento tecnologico della Basilicata».

Braia ha inoltre sottolineato la necessità di trasformare le potenzialità in iniziative concrete, individuando le tecnologie trasferibili, comprendendo i requisiti dei nuovi mercati, rafforzando le competenze e costruendo partnership in grado di accompagnare le imprese nei processi di diversificazione. «Abbiamo un patrimonio di specializzazioni che va salvaguardato e rilanciato per costruire nuovi percorsi di valorizzazione delle nostre PMI», ha aggiunto.

La transizione richiede un impegno coordinato tra istituzioni, associazioni imprenditoriali, università, centri di ricerca e imprese. Nei saluti introduttivi, Francesco D’Alema, presidente di Confindustria Basilicata, ha richiamato l’importanza di un’azione di sistema per intercettare le opportunità offerte dalle filiere strategiche e sostenere gli investimenti.

La parziale ripresa della produzione di veicoli rappresenta un segnale positivo, ma non è ancora sufficiente a recuperare i livelli del passato. Diventa quindi fondamentale tutelare la componentistica lucana, accompagnare le aziende nei processi di trasformazione e creare le condizioni per consolidare le attività esistenti, sviluppando al contempo nuove specializzazioni.

Anche il confronto tra automotive, aerospazio e difesa può offrire opportunità concrete di crescita. Antonio Colangelo, presidente del Cluster Lucano dell’Aerospazio, ha evidenziato il valore della collaborazione tra comparti che condividono competenze, tecnologie e capacità produttive.

In questo percorso assume rilievo anche il dialogo con le associazioni nazionali di settore, tra cui AIAD. Il presidente Giuseppe Cossiga ha fatto pervenire un proprio messaggio, contribuendo al confronto sulle prospettive di integrazione tra le filiere.

La Basilicata, grazie alle competenze industriali e tecnologiche già presenti, può aspirare a diventare un laboratorio di collaborazione tra automotive e aerospazio, due comparti caratterizzati da elevati requisiti tecnologici.

Tra i temi affrontati è emersa anche la necessità di rafforzare le politiche industriali europee, affinché la transizione ecologica dell’automotive sia accompagnata da condizioni adeguate a sostenere la competitività delle imprese.

In particolare, è stata richiamata l’importanza della neutralità tecnologica e di strumenti capaci di supportare il sistema produttivo europeo di fronte alla crescente pressione internazionale, soprattutto da parte dell’industria cinese.

Il confronto ha posto quindi l’accento sulla necessità di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione e tutela della capacità produttiva, evitando che la trasformazione del settore si traduca in un indebolimento delle filiere industriali e occupazionali.

Dopo i saluti istituzionali di Antonio Nicoletti e dell’assessore della Regione Basilicata Cosimo Latronico, i lavori hanno approfondito le trasformazioni dell’industria automotive e le prospettive di sviluppo del comparto aerospaziale.

Sono intervenuti Fabrizio Caccavalle, rettore dell’Università degli Studi della Basilicata; Roberto Vavassori, presidente di ANFIA; e Alberto Carboni, del Centro Studi Confindustria.

La tavola rotonda, moderata dal giornalista, autore e divulgatore Emilio Cozzi, ha coinvolto Gianluigi Viscardi, presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente; Manuela Matarrese, del Distretto Tecnologico Aerospaziale della Puglia; Antonio Colangelo, presidente del Cluster Lucano dell’Aerospazio; Tiziana Valerio, direttrice generale e innovation manager della Fondazione DHITECH; e Mariano Negri, amministratore delegato di CMD SpA e vicepresidente di Confindustria Basilicata.

La pluralità degli interventi ha evidenziato l’importanza di un approccio integrato, capace di mettere in relazione il sistema produttivo con la ricerca e la formazione. Il trasferimento tecnologico, la condivisione delle competenze e la collaborazione tra filiere possono diventare strumenti decisivi per favorire l’accesso a nuovi mercati e sostenere l’evoluzione delle specializzazioni industriali.

Per la Basilicata, la sfida consiste ora nel passare dalle opportunità individuate alla realizzazione di percorsi operativi. Sarà necessario riconoscere le competenze riutilizzabili nei nuovi comparti, favorire l’incontro tra domanda e offerta tecnologica e sostenere le imprese nell’adeguamento ai requisiti dei mercati dell’aerospazio e della difesa.

In questo scenario, il Cluster Lucano Automotive – Fabbrica Intelligente ETS conferma il proprio ruolo di raccordo tra imprese, università, centri di ricerca e territorio. L’obiettivo è promuovere il dialogo tra filiere e la contaminazione tecnologica, valorizzando le competenze esistenti e favorendo nuove collaborazioni.

La diversificazione industriale non viene quindi indicata come un’alternativa alla tradizione automotive lucana, ma come una possibilità per rafforzarla e renderla più resiliente.

Investimenti, innovazione e cooperazione potranno contribuire a costruire nuove prospettive di sviluppo industriale e occupazionale, consolidando il ruolo della Basilicata nei settori strategici dell’industria del futuro.

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