POLITICA

Disordini nelle piazze, il governo valuta nuove misure: Meloni punta a una stretta sulla sicurezza

Vertice a Palazzo Chigi dopo le violenze in diverse città. Sul tavolo un possibile decreto-legge, interventi contro i blocchi stradali e nuove norme sui minorenni. Renzi attacca l’esecutivo: «Non serve un nuovo decreto, bisogna applicare le leggi». La Lega propone un pacchetto contro saccheggi e devastazioni.

Dopo gli episodi di violenza che hanno interessato diverse città italiane, il governo prepara una possibile risposta sul fronte della sicurezza.
La linea emersa dal vertice sull’ordine pubblico convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi è chiara: contrastare con maggiore efficacia i comportamenti violenti, senza limitare il diritto di manifestare pacificamente.
Nel corso della riunione, durata circa un’ora e mezza, è stata analizzata l’evoluzione dei disordini registrati negli ultimi giorni.

Secondo quanto emerso dal confronto, si tratta di un fenomeno articolato, caratterizzato da dinamiche nuove rispetto al passato e da motivazioni differenti, che richiedono ulteriori approfondimenti da parte degli apparati di sicurezza e dell’intelligence.

Il governo intende quindi valutare nuovi strumenti per prevenire e contrastare gli episodi di violenza, ribadendo la distinzione tra le manifestazioni legittime e le condotte che possono configurare reati.

Tra le ipotesi allo studio figurano alcune misure già inserite nel disegno di legge sulla sicurezza, attualmente all’esame del Senato. L’esecutivo sta valutando anche interventi specifici contro i blocchi stradali e ulteriori disposizioni per rafforzare l’efficacia delle attività di prevenzione e intervento delle forze dell’ordine.

Non viene esclusa la possibilità di un decreto-legge da sottoporre al Consiglio dei ministri in tempi brevi. Gli uffici legislativi stanno esaminando le proposte avanzate dalle forze di polizia per individuare soluzioni che consentano di intervenire con maggiore tempestività nelle situazioni di criticità.

Tra i temi più delicati figura inoltre la possibilità di introdurre nuove disposizioni riguardanti i minorenni coinvolti negli episodi di violenza. Nel centrodestra si guarda anche all’esperienza del decreto Caivano, mentre resta necessario il confronto istituzionale con il Quirinale per eventuali provvedimenti in materia.

Alla riunione hanno partecipato, oltre alla presidente del Consiglio, il vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, collegato in videoconferenza, insieme ai ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida.

Presenti anche i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, oltre ai rappresentanti dell’intelligence.

La convocazione è arrivata mentre a Milano si registravano nuovi episodi di tensione e violenza nel centro cittadino. La premier aveva annunciato l’intenzione di fare il punto sulla gestione dell’ordine pubblico e di esaminare ulteriori strumenti contro chi utilizza le manifestazioni legittime come occasione per provocare disordini e danneggiamenti.

Forza Italia ha avanzato anche la proposta di convocare una riunione del Consiglio dei ministri a Milano, con l’obiettivo di manifestare la presenza delle istituzioni e la vicinanza ai cittadini e agli esercenti danneggiati. L’ipotesi, tuttavia, resta da approfondire.

Il confronto politico si concentra anche sugli strumenti già introdotti per fronteggiare le violenze durante le manifestazioni. Dopo gli scontri verificatisi a febbraio in occasione del corteo legato al centro sociale Askatasuna, erano state adottate nuove disposizioni, tra cui il fermo preventivo in determinate circostanze.

Le opposizioni hanno contestato l’efficacia di alcune di queste misure, mentre la Lega chiede ulteriori interventi. Matteo Salvini sostiene, tra le altre cose, l’estensione ai minorenni di alcune disposizioni previste dal disegno di legge sulla sicurezza.

Il testo in discussione comprende anche norme relative alle lesioni nei confronti di pubblici ufficiali e ai danneggiamenti commessi in gruppo, con sanzioni penali specifiche. Tra le proposte richiamate dal leader leghista figurano inoltre limitazioni all’aggregazione per persone responsabili di violenze collettive e la possibilità di procedere all’arresto differito nei casi previsti dalla legge.

Sul fronte delle opposizioni, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha criticato duramente la gestione della sicurezza da parte del governo, intervenendo nella sua enews.

Renzi ha distinto gli episodi di violenza verificatisi a Milano dalle proteste legate alle difficoltà economiche registrate in altre aree del Paese. A suo giudizio, gli attacchi alle forze dell’ordine, i danneggiamenti e i saccheggi non possono essere giustificati con il disagio sociale.

L’ex presidente del Consiglio ha quindi contestato alla premier Meloni e al ministro dell’Interno Piantedosi di attribuire responsabilità alle opposizioni senza fornire, a suo avviso, risposte sufficienti sull’efficacia delle misure adottate.

«Non serve cambiare ancora la legge, bisogna applicare la legge», ha sostenuto Renzi, chiedendo al governo di assumersi la responsabilità dei risultati ottenuti sul fronte della sicurezza. Il leader di Italia Viva ha inoltre criticato l’ipotesi di introdurre nuove norme senza verificare prima l’effettiva applicazione di quelle già in vigore.

Nel suo intervento, Renzi ha affrontato anche il tema del carovita, sottolineando le difficoltà economiche delle famiglie legate all’aumento dei costi, dei carburanti e dei mutui. Secondo l’esponente di Italia Viva, il disagio economico rappresenta una questione distinta dagli episodi di criminalità, ma richiede comunque una risposta politica.

Intanto, la Lega ha annunciato la presentazione di un emendamento alla proposta di legge sulla cittadinanza, avviata alla discussione generale alla Camera dei deputati.

L’iniziativa, illustrata da Igor Iezzi, primo firmatario della proposta, prevede nuove limitazioni all’acquisizione della cittadinanza italiana per gli stranieri nati in Italia che siano stati condannati per determinati reati contro le forze dell’ordine o per devastazione e saccheggio.

Secondo quanto annunciato dal partito, la misura punta a impedire che chi abbia riportato condanne per tali reati possa ottenere la cittadinanza al compimento dei diciotto anni. La proposta dovrà essere esaminata nell’ambito dell’iter parlamentare e valutata alla luce delle norme vigenti.

Il governo si trova ora davanti alla necessità di definire una strategia che rafforzi la prevenzione degli episodi violenti e la tutela delle persone e dei beni, mantenendo al tempo stesso le garanzie previste per chi partecipa pacificamente alle manifestazioni.

Le prossime decisioni dipenderanno dagli approfondimenti legislativi in corso e dal confronto all’interno della maggioranza. Il possibile ricorso a un decreto-legge, le nuove regole sui minorenni e gli interventi contro i danneggiamenti collettivi restano tra i principali temi sul tavolo.

Parallelamente, prosegue il confronto politico sull’efficacia delle norme già esistenti e sulla capacità delle istituzioni di garantire l’ordine pubblico.

Il punto centrale sarà tradurre gli annunci in misure concrete, verificandone l’efficacia nel rispetto dei diritti e delle garanzie costituzionali.

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