CULTURA E EVENTI

Senise conquista i turisti stranieri: dal Belgio si torna a “U Pajis ru Zafaràn”

La scelta della stessa agenzia di viaggi di riportare un gruppo di turisti belgi a Senise conferma il valore dell’accoglienza e delle esperienze legate alle tradizioni locali.

Dall’Osservatorio Avifaunistico del Lago di Montecotugno alla scoperta della cultura popolare senisese, il territorio si apre a nuove opportunità di promozione internazionale.

SENISE – Ci sono luoghi che si visitano una volta e altri che lasciano un ricordo così significativo da spingere a ritornarci.

È quanto sta accadendo a Senise, dove un gruppo di turisti provenienti dal Belgio, accompagnato dalla stessa agenzia di viaggi che aveva già fatto tappa all’ Osservatorio Avifaunistico, Oasi naturale nel Parco Nazionale del Pollino nel 2025, è tornato per partecipare a U Pajis ru Zafaràn, la manifestazione esperienziale organizzata dall’associazione Argento Vivo.

Un ritorno che assume un significato particolare, perché testimonia come la conoscenza di un territorio possa trasformarsi in un interesse più profondo per la sua storia, le sue tradizioni e il suo patrimonio culturale.

Il primo incontro con Senise era avvenuto nella primavera del 2025, quando il gruppo aveva visitato l’Osservatorio Avifaunistico del Lago di Montecotugno, scoprendo uno degli ambienti naturalistici più caratteristici del Parco Nazionale del Pollino.

Un’esperienza che ha rappresentato l’occasione per conoscere un angolo di Basilicata capace di unire paesaggio, biodiversità e tranquillità.

Quest’anno, la scelta di tornare, della stessa agenzia di viaggi, ha permesso ai visitatori di conoscere un’altra dimensione del territorio: quella legata alla cultura popolare, alle tradizioni gastronomiche e alla vita quotidiana della comunità.

Ad accoglierli è stata l’atmosfera di ‘U Pajis ru Zafaràn”, un’iniziativa che, nelle domeniche di ottobre, trasforma l’Osservatorio in uno spazio di incontro e condivisione, dove la natura si intreccia con la memoria e le tradizioni di Senise.

Non soltanto una manifestazione dedicata al Peperone di Senise IGP, dunque, ma un’esperienza che invita i partecipanti a entrare in contatto con l’identità più autentica del paese, un turismo intelligente, rispettoso e sostenibile, perché un luogo non è davvero valorizzato quando attira più turisti, ma quando riesce a conservare la propria anima anche dopo il loro passaggio.

Attraverso le attività proposte, i visitatori hanno l’opportunità di conoscere l’Oasi naturale, percorrere i sentieri, visitare la voliera didattica e approfondire, attraverso una mostra fotografica, la storia dell’invaso di Montecotugno.

Accanto alla scoperta ambientale, trovano spazio i sapori della cucina tradizionale, i racconti della comunità e le antiche usanze contadine.

La preparazione della pasta fatta in casa, del pane e delle pizze, insieme alla realizzazione delle tradizionali serte di peperoni, diventa un’occasione per trasmettere saperi tramandati nel tempo.

Il dialetto, i canti e i balli popolari completano un percorso nel quale la cultura non viene soltanto raccontata, ma vissuta e condivisa.

È proprio questa dimensione esperienziale a rappresentare uno degli elementi più significativi della manifestazione.

Chi arriva a Senise non è soltanto spettatore, ma viene coinvolto in un percorso di conoscenza che mette al centro le persone, i gesti quotidiani e il patrimonio immateriale della comunità.

Il ritorno dei turisti belgi, accompagnati dalla medesima agenzia di viaggi, assume così un valore che va oltre la partecipazione ad una sagra o ad un singolo evento, rappresenta un segnale incoraggiante per un territorio che può trovare nel turismo esperienziale uno strumento importante per farsi conoscere anche oltre i confini nazionali.

La possibilità di proporre itinerari capaci di coniugare natura, tradizioni ed enogastronomia offre infatti l’opportunità di presentare Senise attraverso percorsi diversificati, che consentono ai visitatori di scoprire non soltanto i luoghi, ma anche le storie e le identità che li rendono unici.

In questo contesto, il lavoro dell’associazione Argento Vivo contribuisce a valorizzare il patrimonio locale, creando occasioni di incontro tra la comunità senisese e visitatori provenienti da altri Paesi.

Il Peperone di Senise IGP diventa il simbolo di questo dialogo: un prodotto profondamente legato alla storia e all’economia del territorio, capace di raccontare una tradizione agricola che continua a vivere attraverso le mani di chi la custodisce e la tramanda.

La presenza di ospiti stranieri dimostra inoltre come le tradizioni locali possano diventare un linguaggio condiviso, capace di superare le differenze linguistiche e culturali attraverso la convivialità, il cibo e la partecipazione.

Per Senise, il ritorno dei turisti belgi rappresenta quindi un’occasione per guardare al futuro senza perdere il legame con le proprie radici.

Un’opportunità per consolidare relazioni, rafforzare l’attrattività del territorio e promuovere un modello di turismo attento all’ambiente, alla cultura e alle comunità locali.

Quando un visitatore sceglie di tornare, porta con sé il ricordo di un’esperienza positiva.

E quando a riportarlo è la stessa agenzia di viaggi, quel ritorno diventa anche un segnale di fiducia nelle potenzialità del territorio.

Da Montecotugno a “U Pajis ru Zafaràn”, Senise continua così a raccontarsi attraverso il suo patrimonio naturale e culturale, dimostrando che le tradizioni, se vissute e condivise, possono diventare un ponte tra comunità diverse e una preziosa occasione per far conoscere la Basilicata in Europa.

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