CRONACA

Agricoltura lucana, scontro sui 25 milioni annunciati da Cicala. Il Coordinamento Agricoltori Basilicata: «Risorse nuove zero»

Dura presa di posizione dopo l’annuncio dell’assessore regionale all’Agricoltura durante un’iniziativa di Coldiretti a Potenza. Nel mirino la provenienza dei fondi, le modalità dell’annuncio e l’esclusione dei manifestanti: «Chiediamo un cambio di metodo e di assessore».

POTENZA – Venticinque milioni di euro annunciati per sostenere l’agricoltura lucana, ma anche una polemica politica che investe la provenienza delle risorse, la rappresentanza del mondo agricolo e il rapporto tra istituzioni e agricoltori in protesta. È questo il centro della dura nota diffusa dal Coordinamento Agricoltori Basilicata dopo l’annuncio dell’assessore regionale all’Agricoltura Cicala, intervenuto ieri a Potenza durante un’iniziativa ospitata sul rimorchio di Coldiretti.

Il Coordinamento contesta innanzitutto la narrazione dei 25 milioni, sostenendo che non si tratterebbe di nuove risorse messe a disposizione dalla Regione, bensì di fondi già esistenti, riprogrammati o precedentemente destinati ad altri interventi.

Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, dieci milioni destinati a contrastare il caro gasolio proverrebbero dal bilancio regionale, attraverso risorse riconducibili al capitolo dell’assessore alle Attività produttive Cupparo. Altri dieci milioni sarebbero fondi europei già stanziati e riprogrammati, mentre i restanti cinque milioni deriverebbero da disponibilità ministeriali già destinate alle calamità.

Da qui la provocazione del Coordinamento: «Risorse nuove: zero». Una contestazione che, sottolineano gli agricoltori, riguarda non soltanto l’entità degli interventi annunciati, ma anche il modo in cui vengono presentati all’opinione pubblica.

«Il giorno prima il portone era chiuso»

La polemica si concentra anche sulle modalità con cui è stato organizzato l’annuncio. Il Coordinamento ricorda che, il giorno precedente, gli agricoltori impegnati nella protesta sarebbero rimasti fuori dal portone, mentre il giorno successivo l’assessore avrebbe presentato gli interventi durante un’iniziativa di Coldiretti.

«L’altro ieri portone chiuso. Ieri sul rimorchio di Coldiretti ad annunciare 25 milioni», è la sintesi scelta nel documento.

Per il Coordinamento, il contrasto tra i due momenti rappresenterebbe un problema di rappresentanza e di rispetto nei confronti di chi da settimane manifesta, mettendo in campo trattori, tempo e risorse personali per denunciare le difficoltà del comparto agricolo.

Nella nota si critica la scelta di una sola platea per comunicare provvedimenti finanziati con risorse pubbliche, mentre una parte degli agricoltori impegnati nella mobilitazione sarebbe rimasta esclusa dal confronto. Una vicenda che, secondo i firmatari, rischia di alimentare divisioni all’interno di un settore che avrebbe invece bisogno di unità e risposte condivise.

L’appello alle associazioni e alle forze politiche

Il Coordinamento chiama direttamente in causa le organizzazioni agricole presenti al Tavolo Verde, chiedendo loro di prendere posizione apertamente sulle modalità con cui è avvenuto l’annuncio.

«Questo non è accettabile», si legge nel comunicato, nel quale si ribadisce che il Tavolo Verde dovrebbe rappresentare l’intero comparto agricolo e non diventare uno strumento di legittimazione politica di una singola organizzazione.

L’appello viene esteso anche ai rappresentanti politici, sia di maggioranza sia di opposizione, ai quali viene chiesto di valutare quanto accaduto e di chiarire se ritengano corretto che risorse pubbliche vengano annunciate in un contesto che, secondo i contestatori, non avrebbe garantito pari attenzione alle diverse componenti del mondo agricolo.

«Ha legittimato una sigla. Ha detto a tutti gli altri: voi non contate», afferma il Coordinamento, criticando quella che considera una disparità di trattamento nella rappresentanza degli agricoltori lucani.

«I 25 milioni basteranno davvero?»

Al di là della polemica istituzionale, resta la questione centrale: la reale capacità degli interventi annunciati di alleviare le difficoltà delle aziende agricole.

Il Coordinamento mette in dubbio che le risorse indicate siano sufficienti ad affrontare problemi strutturali come l’aumento dei costi di produzione e, in particolare, il prezzo del carburante necessario per lavorare i campi.

«Soldi spostati da un capitolo all’altro non cambiano la vita di chi non riesce a fare il pieno al trattore», sostiene il documento, sollecitando un confronto concreto sull’efficacia delle misure e sui benefici effettivi per le imprese.

La contestazione, dunque, non riguarda soltanto la provenienza dei fondi, ma anche la necessità di passare dagli annunci a interventi capaci di incidere sulla sostenibilità economica delle aziende agricole lucane.

La richiesta di dimissioni

La conclusione del comunicato è netta. Il Coordinamento Agricoltori Basilicata chiede un cambio di metodo nella gestione delle politiche agricole regionali e arriva a sollecitare le dimissioni dell’assessore Cicala.

«Chiediamo un cambio di metodo e un cambio di assessore. Subito. Cicala si dimetta oggi», si legge nella nota, che mette in discussione l’adeguatezza dell’assessore rispetto al ruolo ricoperto.

Una presa di posizione che apre un nuovo fronte di confronto politico in Basilicata, mentre le difficoltà economiche delle imprese agricole e le proteste del settore continuano a richiedere risposte concrete.

Al centro resta una domanda che il Coordinamento rivolge alle istituzioni e all’opinione pubblica: i 25 milioni annunciati rappresentano davvero una risposta alle esigenze degli agricoltori oppure, al di là della comunicazione, servono misure più incisive e un metodo di confronto capace di coinvolgere tutto il comparto?

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