CRONACA

Regione Basilicata, agricoltori fuori dal portone: «Uno sgarbo istituzionale. Cicala si dimetta»

Il Coordinamento Agricoltori Basilicata denuncia l’esclusione di agricoltori, trasportatori e sindaci dell’Alto Bradano e del Vulture Melfese durante la giornata di ieri. Chieste nuovamente le dimissioni di Cicala e fissate 48 ore di tempo al presidente Bardi.

POTENZA – «Siamo andati in Regione. Non ci hanno fatto entrare». È questo il duro atto d’accusa del Coordinamento Agricoltori Basilicata, che torna sulla vicenda di ieri mattina, quando agricoltori, trasportatori e sindaci dell’Alto Bradano e del Vulture Melfese si sono ritrovati davanti alla sede della Regione Basilicata senza poter accedere agli uffici.

Una delegazione trasversale, composta da rappresentanti del territorio appartenenti sia alla maggioranza sia all’opposizione, che chiedeva ascolto e risposte concrete sulle questioni che riguardano il comparto agricolo e le comunità locali.

Secondo quanto denunciato dal Coordinamento, mentre all’esterno del palazzo istituzionale il gruppo attendeva di essere ricevuto, all’interno l’assessore Cicala annunciava lo stanziamento di 20 milioni di euro, risorse sulla cui effettiva disponibilità, sostiene il Coordinamento, non vi sarebbero ancora certezze.

A scendere tra i manifestanti è stato l’assessore ai Trasporti, che ha espresso solidarietà per poi rientrare nella sede regionale. Un gesto che, secondo gli agricoltori, non ha risolto il problema principale: l’assenza di un confronto istituzionale con chi rappresentava le istanze del territorio.

«Non un disguido, ma una scelta»

Il Coordinamento non usa mezzi termini e definisce quanto accaduto un vero e proprio «sgarbo istituzionale».

«Non un disguido. Una scelta», sottolinea l’organizzazione, contestando la decisione di lasciare fuori agricoltori, trasportatori, sindaci eletti e cittadini che, attraverso i propri rappresentanti, chiedevano di essere ascoltati.

La contrapposizione tra quanto accadeva all’esterno e la conferenza stampa organizzata all’interno della Regione viene indicata come il simbolo di una distanza sempre più profonda tra le istituzioni e le esigenze delle comunità interessate.

Per il Coordinamento, la questione non riguarda soltanto l’accesso a un palazzo, ma il riconoscimento del ruolo di chi porta avanti le richieste di un comparto in difficoltà e di un territorio che reclama risposte verificabili.

Rinnovata la richiesta di dimissioni di Cicala

La richiesta di dimissioni dell’assessore Cicala, già avanzata nella giornata di ieri, viene ribadita con forza. Nel mirino del Coordinamento ci sono la gestione della vicenda e le dichiarazioni relative ai 20 milioni di euro, sulla cui disponibilità vengono chieste garanzie concrete.

L’organizzazione ringrazia inoltre i sindaci che hanno preso parte alla mobilitazione, sottolineando il valore della presenza congiunta di amministratori appartenenti a schieramenti politici diversi.

«Il territorio viene prima degli schieramenti», è il messaggio lanciato dal Coordinamento, che considera la partecipazione trasversale degli amministratori un segnale importante di unità sulle questioni che riguardano l’agricoltura e il futuro delle comunità locali.

Quarantotto ore al presidente Bardi

Il Coordinamento Agricoltori Basilicata lancia quindi un ultimatum politico al presidente della Regione, Vito Bardi: 48 ore per dare un segnale concreto.

Una richiesta che punta a ottenere risposte chiare e impegni verificabili, superando annunci e dichiarazioni che, secondo i rappresentanti degli agricoltori, non sono sufficienti a risolvere i problemi del settore.

Nel comunicato non manca una critica a chi, secondo il Coordinamento, si sarebbe presentato alle iniziative di protesta soltanto per una breve apparizione, senza condividere fino in fondo il percorso e le difficoltà di chi da tempo porta avanti la mobilitazione.

«Se qualcosa si muove nei prossimi giorni, il merito è di chi blocca le strade non per protestare ma per proporre», sostiene l’organizzazione, rivendicando il lavoro svolto sul territorio e la concretezza delle proprie richieste.

La conclusione è netta: gli agricoltori assicurano di conoscere i numeri e di essere pronti a presentarli nelle sedi opportune.

La palla passa ora alla Regione Basilicata. Dopo la protesta davanti al portone e la richiesta di dimissioni di Cicala, le prossime 48 ore saranno decisive per capire se arriveranno risposte alle rivendicazioni del comparto agricolo e se si aprirà finalmente un confronto con i rappresentanti del territorio.

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