“Sud e Mediterraneo, dialogo necessario”
Nell'iniziativa, che si terrà sabato 17 ottobre a Matera, sarà presentato un dossier di contributi accademici. Il lavoro indica tre direzioni: nuovo assetto istituzionale, prospettiva della macroregione euromediterranea e approccio strategico rinnovato allo sviluppo.

Sabato 17 ottobre nell’Auditorium “Gervasio” di Matera, in Piazza del Sedile, la giornata di studi e dibattiti “Sud e Mediterraneo, dialogo necessario”, organizzata dal Circolo Culturale La Scaletta con la collaborazione della Federazione delle associazioni civiche del Sud. L’iniziativa è suddivisa in due sessioni.
Dalle ore 9.30 alle 13.00, è in programma il Convegno accademico e istituzionale, dedicato a “Nuove politiche per il Sud e visione strategica euromediterranea”. Dopo i saluti istituzionali di Francesco Paolo Di Pede (presidente de La Scaletta), Antonio de Pandis (presidente della Federazione), Antonio Nicoletti (sindaco di Matera) e Rita Orlando (direttrice della Fondazione Matera-Basilicata 2019), introduce Piergiuseppe Pontrandolfi. Seguono le relazioni di Carlo Borgomeo, Lorenzo Chieffi, Carmelo Petraglia, Maria Prezioso, Giovanni Quaranta, Michele Greco, Mariarosaria Villani e Maurizio Santilli. Modera Donato Verrastro.
Nel pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30, si terrà una Tavola rotonda su “Basilicata: spopolamento e aree interne.
Le sfide del territorio e il dialogo con la macroregione euromediterranea”. Intervengono Antonio Nicoletti, Vincenzo Telesca (sindaco di Potenza), Francesco Mancini (presidente della Provincia di Matera), Christian Giordano (presidente della Provincia di Potenza), Gerardo Larocca (presidente ANCI Basilicata), Michele Somma (presidente della Camera di Commercio Basilicata) e Vito Bardi (presidente della Regione Basilicata). Modera il giornalista Rossano Cervellera. Conclusioni di Paolo Emilio Stasi.
Il convegno presenta il dossier di contributi accademici coordinato dal prof. Piergiuseppe Pontrandolfi. Nasce dalla Carta di Matera, sottoscritta nel 2024, che ha dato vita alla Federazione delle associazioni civiche del Sud, oggi composta da circa 50 sodalizi.
Il lavoro indica tre direzioni: un nuovo assetto istituzionale, la prospettiva della macroregione euromediterranea e un approccio strategico rinnovato allo sviluppo, per rendere più attrattivi i territori e le aree interne.