Tutankhamon, la tomba, il tesoro e la maledizione: a Palazzo Belloni il viaggio nell’Antico Egitto
Da sabato 3 ottobre una nuova mostra porta a Palazzo Belloni il mondo del faraone bambino con oltre 100 ricostruzioni, fotografie storiche ed esperienze immersive. Ospite speciale l’archeologo ed egittologo Zahi Hawass.

L’esposizione, aperta al pubblico da sabato 3 ottobre fino al 2 maggio 2027, propone un percorso immersivo e interattivo attraverso la vita, la morte e i rituali dell’antica civiltà egizia.
A guidare i visitatori sono oltre 100 repliche di reperti, fotografie d’epoca e ricostruzioni degli ambienti della celebre tomba scoperta da Howard Carter nel 1922, con la partecipazione dell’archeologo ed egittologo Zahi Hawass.
Il percorso segue idealmente le orme di Carter, dall’ingresso della sepoltura fino all’anticamera, alla camera funeraria e alla Stanza del Tesoro. L’obiettivo è ricreare l’atmosfera della scoperta che riportò alla luce, dopo millenni, una delle tombe reali meglio conservate dell’antico Egitto.
Dalla scoperta di Carter alla camera funeraria
Tra le esperienze proposte ai visitatori c’è anche un avatar di Howard Carter, progettato per interagire con il pubblico e raccontare le diverse fasi della scoperta. A questo si aggiungono un Libro Magico animato e un’esperienza in realtà virtuale.
Un’attenzione particolare è riservata inoltre alle fotografie realizzate durante gli scavi da Harry Burton. In mostra sono presenti tre riproduzioni tratte dall’imponente documentazione fotografica realizzata dall’archeologo e fotografo britannico, che comprendeva oltre 1.400 immagini.
La mostra dedica ampio spazio anche alla storia familiare di Tutankhamon. Il giovane sovrano era figlio di Akhenaton, il faraone che impose una profonda trasformazione religiosa e trasferì la capitale ad Amarna. Il percorso racconta la famiglia reale e affronta anche il tema delle unioni tra consanguinei, che secondo gli studi hanno avuto conseguenze sulle condizioni fisiche del faraone.
Il cuore dell’esposizione è la ricostruzione della camera funeraria. Qui il pubblico può osservare le riproduzioni del sarcofago in quarzite e dei tre sarcofagi che custodivano la mummia del sovrano, fino alla celebre maschera funeraria.
Tra gli altri oggetti ricostruiti figurano il trono con la rappresentazione della moglie Ankhesenamon, i letti funerari, i sandali e diversi manufatti legati alla vita quotidiana, deposti nella tomba per accompagnare il faraone nell’aldilà.
La Stanza del Tesoro conduce invece i visitatori nel mondo dei rituali funerari e delle credenze legate alla vita ultraterrena. «La Stanza del Tesoro introduce i visitatori ai rituali legati alla vita ultraterrena», ha spiegato la direttrice della mostra Lisa Manzi, illustrando la presenza della riproduzione del sacrario e dei vasi canopi destinati alla conservazione degli organi del defunto.
Un’altra sezione approfondisce il processo di mummificazione, tradizionalmente articolato nell’arco di circa 70 giorni. Il procedimento comprendeva l’essiccazione del corpo con il natron, l’estrazione degli organi e il successivo avvolgimento della salma in bende impregnate di resina.
A chiudere il percorso è una sezione dedicata alla morte di Tutankhamon e alla figura del giovane faraone, diventato dopo la scoperta della sua tomba uno dei sovrani egizi più conosciuti al mondo.
Il titolo della mostra richiama così tre elementi che continuano ad alimentare il fascino della vicenda: la tomba, il tesoro e la cosiddetta maledizione di Tutankhamon, entrata nell’immaginario collettivo dopo la scoperta del 1922.
Attraverso ricostruzioni, fotografie e tecnologie immersive, l’esposizione punta a far rivivere al pubblico l’emozione della scoperta di Howard Carter e a raccontare la civiltà che per millenni custodì il giovane sovrano.
La mostra sarà visitabile a Palazzo Belloni fino al 2 maggio 2027.