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Monet e il tempo: a Parigi la mostra che racconta l’evoluzione del maestro dell’Impressionismo

Al Musée de l’Orangerie una selezione di circa quaranta opere ripercorre il rapporto tra Claude Monet e il tempo. La mostra sarà visitabile fino al 25 gennaio 2027 e proseguirà poi alla Tate Modern di Londra.

Nel centenario della morte di Claude Monet (1840-1926), il Musée de l’Orangerie dedica una grande esposizione al rapporto tra il pittore francese, tra i massimi protagonisti dell’Impressionismo, e il tema del tempo.

La mostra, in programma fino al 25 gennaio 2027, riunisce circa quaranta dipinti provenienti principalmente dalle collezioni del Musée d’Orsay e del Musée Marmottan Monet, oltre a opere concesse in prestito da collezioni pubbliche e private francesi e internazionali.

Il percorso espositivo mette in evidenza il modo in cui Monet ha osservato e rappresentato il trascorrere del tempo, attraverso le variazioni della luce, delle stagioni e dei paesaggi. Un elemento centrale dell’esposizione sono le celebri Ninfee, uno dei cicli più rappresentativi della produzione dell’artista.

Le opere sono state sottoposte a un intervento di pulizia in vista della mostra, necessario anche a causa della polvere trasportata all’interno del museo dai numerosi visitatori provenienti dal vicino giardino delle Tuileries.

Proprio le Ninfee hanno assunto nel tempo un ruolo simbolico nell’arte di Monet. Nel 1952 il pittore André Masson le definì la «Sistina dell’Impressionismo», sottolineandone l’importanza nella storia dell’arte moderna.

L’esposizione parigina non sarà l’unica occasione per approfondire il rapporto tra Monet e il tempo. Dopo la conclusione alla Musée de l’Orangerie, la mostra si trasferirà infatti a Londra, dove sarà ospitata dalla Tate Modern dal 25 febbraio al 27 giugno 2027.

L’omaggio nel centenario della morte diventa così un’occasione per rileggere l’opera di Monet attraverso uno dei temi fondamentali della sua ricerca artistica: la capacità della pittura di catturare un istante e, allo stesso tempo, di raccontarne il continuo mutamento.

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