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Tomba di Tutankhamon, il mistero di Nefertiti resta irrisolto: i radar non trovano la camera nascosta

Nessuna prova concreta dell’esistenza di ambienti nascosti dietro le pareti della tomba di Tutankhamon.

Le indagini radar condotte nella Valle dei Re, a Luxor, non avrebbero confermato la teoria dell’archeologo britannico Nicholas Reeves, secondo cui il celebre sepolcro del giovane faraone potrebbe celare la tomba della regina Nefertiti.

A rilanciare la questione è l’archeologo ed ex ministro egiziano delle Antichità Zahi Hawass, che propone una terza campagna di indagini radar.

I risultati, secondo Hawass, dovrebbero essere sottoposti all’esame di un comitato composto da esperti egiziani e stranieri di egittologia e telerilevamento. Se anche questa nuova ricerca non dovesse fornire elementi sufficienti, sostiene l’archeologo, la discussione sull’ipotetica camera nascosta dovrebbe considerarsi conclusa.

Il luogo della sepoltura di Nefertiti, una delle figure più note e controverse dell’antico Egitto e moglie del faraone Akhenaton, continua così a rappresentare uno dei grandi enigmi dell’archeologia egizia.

Secondo Hawass, finora «non è emersa alcuna prova concreta» che dimostri la presenza della tomba di Nefertiti dietro le pareti del sepolcro di Tutankhamon. La teoria avanzata da Reeves, aggiunge l’archeologo egiziano, è stata respinta da numerosi studiosi.

Negli ultimi anni, tuttavia, nuove analisi hanno riacceso il dibattito. L’ex ministro delle Antichità Mamdouh Al Damaty ha guidato un gruppo britannico che, attraverso indagini radar, ha individuato alcuni segnali interpretati come possibili indizi della presenza di uno spazio o di una struttura dietro la parete settentrionale della tomba.

Per Hawass, però, questi risultati non sarebbero sufficienti per procedere con perforazioni o altri interventi invasivi. Un’eventuale operazione, sottolinea, avrebbe infatti l’obiettivo di verificare un’ipotesi che non ha ancora trovato conferme definitive.

La teoria di Nicholas Reeves

La teoria di Nicholas Reeves parte dall’ipotesi che la tomba di Tutankhamon fosse stata originariamente realizzata per Nefertiti e che, dopo la morte prematura del giovane faraone, il complesso funerario fosse stato adattato alle sue esigenze.

Secondo l’archeologo britannico, dietro alcune delle pareti della KV62 potrebbe quindi trovarsi una camera ancora inesplorata, forse collegata al complesso funerario originario della regina e ad altri membri della famiglia reale.

Questa stanza, tuttavia, non è mai stata individuata.

Hawass sostiene invece una ricostruzione differente. «Ritengo molto improbabile che la tomba di Tutankhamon sia stata collocata all’interno di quella di Nefertiti, per diverse ragioni», afferma. Secondo l’archeologo egiziano, sarebbe più plausibile che la tomba fosse stata inizialmente destinata ad Ay, tutore e primo ministro di Tutankhamon.

La morte improvvisa del faraone, avvenuta quando era ancora molto giovane, potrebbe aver reso necessario utilizzare rapidamente una sepoltura già disponibile. «È possibile che la tomba di Ay sia stata assegnata a Tutankhamon poiché la sua tomba non era ancora stata completata», sostiene Hawass.

A sostegno di questa interpretazione vengono chiamati in causa anche alcuni dipinti presenti nella tomba. Le loro caratteristiche, però, sono state interpretate diversamente da Reeves nell’ambito della sua teoria.

Per il momento, dunque, la domanda sulla sorte e sul luogo di sepoltura di Nefertiti rimane senza una risposta definitiva. Le indagini radar non hanno fornito una conferma dell’esistenza della camera ipotizzata da Reeves e il mistero della tomba della regina continua a dividere gli studiosi.

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