CRONACA

Lavoro a misura di famiglia”,Confartigianato Basilicata: almeno dieci imprese lucane aderiscano al programma

Rosa Gentile: “Non perdiamo un’opportunità da 7,5 milioni. La conciliazione tra vita e lavoro è anche una leva di competitività”

Portare almeno dieci imprese lucane tra le circa mille che potranno essere accompagnate a livello nazionale verso la certificazione della conciliazione tra vita familiare e lavoro. È l’obiettivo che Confartigianato Basilicatapropone al sistema produttivo regionale con l’avvio del programma “Il lavoro a misura di famiglia”, promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, dal Dipartimento per le Pari Opportunità e da Unioncamere.

La misura mette a disposizione complessivamente 7,5 milioni di euro per sostenere le imprese nel percorso verso la certificazione conforme alla UNI/PdR 192:2026, dedicata al benessere delle famiglie e all’equilibrio tra vita professionale e personale.

«La Basilicata non può permettersi di arrivare in ritardo anche su questo terreno – sottolinea Rosa Gentile, presidente di Confartigianato Basilicata –. Se il programma nazionale punta ad accompagnare mille nuove imprese, possiamo e dobbiamo porci l’obiettivo di averne almeno una decina lucane. Non si tratta soltanto di intercettare risorse, ma soprattutto di diffondere contenuti e valori di una nuova cultura d’impresa, nella quale il benessere delle persone e la competitività non siano considerati obiettivi contrapposti».

Per Confartigianato Basilicata la conciliazione tra vita familiare e lavoro non rappresenta più soltanto una questione di welfare. In un mercato nel quale le imprese devono confrontarsi con la difficoltà di reperire e trattenere personale, le politiche rivolte al benessere dei lavoratori possono diventare anche uno strumento di attrattività e di organizzazione aziendale.

La UNI/PdR 192:2026 introduce proprio questo approccio: trasformare le iniziative di welfare in un sistema strutturato, con obiettivi, responsabilità, indicatori e monitoraggio dei risultati. La prassi prende in considerazione diversi ambiti, dalla flessibilità del lavoro alle politiche per la maternità e la paternità, dal sostegno ai caregiver al benessere organizzativo, dai servizi per le famiglie alla continuità professionale e alle pari opportunità.

Il modello prevede 28 indicatori di performance articolati in sette aree tematiche, con criteri proporzionati alle dimensioni dell’impresa. La certificazione è inoltre complementare alla UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere, alla quale può affiancarsi per costruire un sistema più ampio di politiche aziendali rivolte alle persone.

IL 60% DELLE RISORSE ALLE PMI

Particolarmente significativa per il tessuto produttivo lucano è la quota del programma riservata alle piccole imprese. Il 60% delle risorse è infatti destinato alle micro, piccole e medie imprese, la componente largamente prevalente del sistema produttivo regionale.

Le domande possono essere presentate dal 21 settembre 2026 al 31 marzo 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse, attraverso la piattaforma Restart di Infocamere. La procedura è a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze.

L’agevolazione prevede due linee di intervento. La prima riguarda i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale. La seconda copre i costi per il rilascio della prima certificazione.

Il contributo complessivo può arrivare a 14.459,01 euro per impresa, attraverso un voucher fino a 2.459,01 euro per l’assistenza tecnica e un contributo fino a 12.000 euro per i servizi di certificazione.

Per accedere al programma le imprese dovranno superare un test di autovalutazione online finalizzato a verificare il livello di maturità aziendale sui temi della conciliazione. I percorsi di accompagnamento e certificazione ammessi dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027.

UNA LEVA ANCHE PER LA COMPETITIVITÀ

L’interesse della misura è legato anche agli effetti che le politiche di welfare possono avere sull’organizzazione aziendale. Secondo i dati elaborati da Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, tra le imprese che investono nel benessere dei lavoratori e nella migliore gestione dei tempi di vita e lavoro il 35% dichiara una crescita del fatturato, contro il 22% delle altre imprese. Sul fronte dell’occupazione, il 20% segnala una crescita degli addetti, rispetto al 10%.

«Sono dati che vanno letti con attenzione e senza stabilire automaticamente un rapporto di causa-effetto – aggiunge Gentile – ma indicano che il benessere organizzativo è ormai entrato a pieno titolo tra i fattori sui quali un’impresa può costruire la propria capacità di attrarre persone e competenze. Per una regione come la Basilicata, che deve affrontare il problema della fuoriuscita dei giovani e della difficoltà di reperire alcune professionalità, è un tema particolarmente importante».

Per Confartigianato Basilicata, inoltre, molte micro e piccole imprese hanno già introdotto, spesso in modo informale, forme di flessibilità e attenzione alle esigenze familiari dei dipendenti. Il percorso di certificazione può servire a trasformare queste esperienze in un vero modello organizzativo.

«Non partiamo necessariamente da zero – conclude Rosa Gentile –. In molte piccole imprese esistono già attenzione alle persone, rapporti diretti e soluzioni organizzative capaci di venire incontro alle esigenze dei lavoratori. Il passo successivo è dare a queste pratiche una struttura, misurarle e renderle parte integrante della gestione aziendale. Per questo invitiamo le imprese lucane a informarsi e ad aderire al programma. Dieci imprese certificate possono essere il primo nucleo per diffondere in Basilicata una cultura del lavoro più attenta alla famiglia e, nello stesso tempo, più capace di sostenere la competitività delle aziende».

La certificazione ha una validità di 36 mesi e, alle condizioni previste dalla normativa, può consentire anche l’accesso a un esonero contributivo a carico del datore di lavoro fino all’1% annuo, entro il limite di 50 mila euro.

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