POLITICA

Carburanti, Digilio: La “mancetta” agli automobilisti lucani non sostituisce la tassa sugli extraprofitti

«La “mancetta” per gli automobilisti lucani attraverso l’applicazione di tetti ai prezzi dei carburanti da parte  anche delle compagnie che estraggono il greggio in Basilicata non può essere confusa con la tassazione degli extraprofitti».

A sostenerlo è Egidio Digilio, già senatore, che rilancia una battaglia che, ricorda, aveva sostenuto anche durante la sua esperienza parlamentare.

«La tassazione degli extraprofitti – sottolinea Digilio – è una misura strutturale, mentre lo sconto temporaneo applicato dalle compagnie rischia di diventare soltanto un alibi per evitare un intervento fiscale sui profitti straordinari accumulati dalle società energetiche dall’inizio dei conflitti internazionali».

Per Digilio, dunque, il tema non è soltanto quello di ottenere un prezzo più basso alla pompa per gli automobilisti lucani, ma di affrontare il rapporto tra ricchezza prodotta dall’estrazione degli idrocarburi e benefici effettivamente riconosciuti al territorio.

«È del tutto evidente – aggiunge – che uno sconto temporaneo sui carburanti potrebbe essere utilizzato dalle compagnie come giustificazione per sostenere che un ulteriore prelievo non sia necessario.

Ma sono due questioni completamente diverse: una riduzione temporanea del prezzo è una misura contingente; la tassazione degli extraprofitti è invece uno strumento attraverso il quale lo Stato può recuperare una parte dei guadagni straordinari generati da condizioni eccezionali del mercato».

Il ragionamento di Digilio parte dai numeri del settore energetico. Secondo le stime richiamate nella dichiarazione, le otto maggiori compagnie petrolifere europee avrebbero accumulato 7,5 miliardi di euro di extraprofitti nella prima metà del 2026, mentre a livello globale la cifra arriverebbe a circa 17,9 miliardi considerando gli stessi grandi operatori internazionali, tra cui Eni, Shell, BP e TotalEnergies.

Un fenomeno che, secondo le analisi citate, è stato alimentato anche dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti.

«Di fronte a questi numeri – osserva Digilio – riproporre il tema degli extraprofitti non significa fare una battaglia ideologica contro le imprese energetiche. Significa chiedersi quanto della ricchezza straordinaria generata in una fase di forte volatilità dei prezzi debba essere restituita alla collettività».

Il riferimento è anche alla possibilità di un prelievo straordinario sugli utili eccedenti. Le stime citate da Digilio indicano come base teorica per un eventuale intervento i 7,5 miliardi di extraprofitti realizzati nel primo semestre dalle principali compagnie europee. Per l’Italia, invece, viene indicata una stima di circa 4 miliardi di euro di extraprofitti nell’intero 2026 a carico, direttamente o indirettamente, degli automobilisti.

Numeri che, secondo l’ex senatore, riportano la discussione sul terreno della politica fiscale e non soltanto su quello degli sconti alla pompa.

È proprio qui che Digilio colloca la questione Basilicata. La regione ospita una delle principali aree italiane di produzione di idrocarburi, ma il tema della ricaduta economica e sociale della presenza dell’industria petrolifera continua a rappresentare uno dei nodi del confronto istituzionale.

«La Basilicata – afferma – non può limitarsi a chiedere alle compagnie qualche misura compensativa quando aumenta il prezzo dei carburanti. Deve avere la forza di porre una questione più generale: se da un territorio vengono estratti idrocarburi che contribuiscono alla produzione di profitti molto elevati, quel territorio deve poter rivendicare una quota adeguata dei benefici economici generati».

Da qui la proposta di rilanciare la battaglia sugli extraprofitti, che Digilio considera una questione non riconducibile a uno schieramento politico.

«Non è una battaglia di destra o di sinistra – sostiene – e non dovrebbe avere un colore politico. È una questione di equità fiscale e territoriale. Se le compagnie realizzano profitti straordinari in una fase straordinaria, è legittimo chiedere che una parte di quella ricchezza ritorni alla collettività».

Per la Basilicata, il tema avrebbe anche un valore negoziale. «Una Regione che si limita a chiedere uno sconto temporaneo rischia di presentarsi al tavolo con le compagnie in una posizione debole.

Una Regione che invece pone la questione degli extraprofitti, della fiscalità e della redistribuzione della ricchezza prodotta dagli idrocarburi può acquisire maggiore autorevolezza».

Il punto, per Digilio, è quindi evitare che la discussione venga ridotta alla sola “mancetta” per gli automobilisti. «Uno sconto può essere utile nell’immediato – conclude – ma non può diventare il prezzo per rinunciare a una battaglia strutturale.

La Basilicata deve tornare a chiedere conto dei profitti prodotti dalle sue risorse e deve farlo con numeri, strumenti fiscali e una posizione istituzionale forte».

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