CRONACA

Eleonora Amendolara, Circolo PD Senise: «La sanità del Senisese è una questione di diritti»

L’appello alla Regione: «Servono risposte concrete sul futuro della Casa della Comunità di Senise e di Chiaromonte. Il Senisese non chiede privilegi, ma pari dignità»

La sanità del Senisese torna al centro del dibattito politico. A porre l’accento sulla necessità di una programmazione sanitaria capace di tenere conto delle specificità delle aree interne è Eleonora Amendolara del Circolo PD di Senise, che richiama la Regione a un confronto diretto con il territorio e con le comunità locali.

«Quando parliamo di sanità nel Senisese – sottolinea Amendolara – non stiamo parlando semplicemente di organizzazione amministrativa, di delibere o di strutture. Stiamo parlando della vita delle persone».

Il riferimento è soprattutto alle condizioni di un territorio caratterizzato da piccoli Comuni, distanze significative, viabilità complessa, invecchiamento della popolazione e progressivo spopolamento. Elementi che, secondo Amendolara, rendono ancora più delicato il tema dell’accessibilità ai servizi sanitari.

«Il diritto alla salute deve essere uguale per tutti – afferma – ma per garantire una vera uguaglianza bisogna tenere conto delle differenze tra i territori».

Per chi vive nelle aree interne, infatti, la distanza da un servizio sanitario può rappresentare un ostacolo concreto. Una visita specialistica, una prestazione diagnostica o un percorso di assistenza possono richiedere spostamenti di decine di chilometri, con difficoltà particolarmente pesanti per anziani, persone fragili e famiglie.

Da qui la richiesta di chiarezza sulla nuova programmazione sanitaria regionale e, in particolare, sul ruolo che il Senisese dovrà avere nella riorganizzazione della sanità territoriale.

Casa della Comunità di Senise, quali servizi?

Uno dei nodi indicati da Amendolara riguarda la Casa della Comunità di Senise.

«Si parla giustamente di medicina territoriale, prevenzione, presa in carico e prossimità – osserva – ma dobbiamo capire che cosa significheranno concretamente queste parole per il nostro territorio».

Le domande, secondo il Circolo PD, sono precise: quali servizi saranno garantiti? Quali specialisti saranno presenti? Con quale personale e con quali orari? Quale sarà il rapporto con i medici di medicina generale, la continuità assistenziale, i servizi sociali e gli ospedali di riferimento?

«Una struttura sanitaria non diventa un servizio soltanto perché viene inaugurata – sottolinea Amendolara –. Diventa un servizio quando dentro quella struttura ci sono persone, professionalità, organizzazione e risposte concrete».

Il futuro di Chiaromonte

Altro capitolo centrale è quello di Chiaromonte, e in particolare del futuro dell’ex ospedale.

Per Amendolara non è sufficiente interrogarsi sul passato: occorre definire una prospettiva chiara per il futuro.

«Non dobbiamo limitarci a chiedere di riportare indietro il passato. Dobbiamo costruire il futuro».

Chiaromonte, secondo la rappresentante del PD, potrebbe assumere un ruolo importante nell’ambito della sanità territoriale, attraverso servizi legati alla prevenzione, alla specialistica, alla riabilitazione, alla gestione delle cronicità, all’assistenza alle persone fragili e all’integrazione con gli ospedali di riferimento.

«Ma questo richiede una scelta politica precisa. Richiede un progetto, risorse, personale e tempi certi».

L’obiettivo, viene ribadito, deve essere quello di superare la logica delle soluzioni temporanee e costruire servizi sanitari stabili e strutturali per le comunità del territorio.

«Non deve essere una guerra tra Comuni»

Nel suo intervento Amendolara mette inoltre in guardia dal rischio di trasformare la discussione sanitaria in una contrapposizione tra territori.

«Questa non deve essere una guerra tra Comuni. Non deve essere Senise contro Lagonegro. Non deve essere Chiaromonte contro Maratea. E non deve essere maggioranza contro opposizione».

La sanità, secondo il Circolo PD di Senise, non può essere affrontata attraverso una logica di compensazione tra territori.

«Se un territorio perde un servizio, non significa che un altro territorio debba perderne uno per compensare. Dobbiamo chiedere alla Regione una programmazione che tenga conto delle caratteristiche di ciascuna area».

Il principio indicato è quello di una equità territoriale sostanziale: non dare necessariamente a tutti le stesse cose, ma garantire a ogni comunità i servizi necessari per esercitare concretamente gli stessi diritti.

Sanità e spopolamento, due questioni legate

Nel ragionamento di Amendolara, il tema sanitario si intreccia inevitabilmente con quello dello spopolamento.

«Non possiamo accettare che lo spopolamento diventi una ragione per ridurre ulteriormente i servizi».

La perdita progressiva di servizi essenziali, viene evidenziato, rischia infatti di alimentare un circolo vizioso: meno servizi significa maggiore difficoltà a vivere nei piccoli Comuni, maggiore difficoltà per le famiglie e, di conseguenza, ulteriori incentivi a trasferirsi altrove.

«La sanità è anche una politica contro lo spopolamento – sostiene Amendolara –. Avere un medico vicino, poter effettuare una visita specialistica, avere una struttura sanitaria funzionante e sapere che in caso di bisogno non si è soli significa poter continuare a vivere con maggiore sicurezza nel proprio paese».

L’appello all’assessore Latronico

Il passaggio conclusivo è rivolto direttamente all’assessore regionale alla Sanità, Cosimo Latronico.

«Assessore, non le chiediamo una promessa. Le chiediamo una scelta».

L’invito è quello di venire nel Senisese e confrontarsi direttamente con cittadini, sindaci, operatori sanitari e associazioni.

«Venga a vedere le distanze. Venga a vedere la viabilità. Venga a conoscere le esigenze delle nostre persone anziane e fragili».

E soprattutto, secondo Amendolara, la Regione dovrebbe chiarire quale sarà il ruolo del Senisese nella nuova sanità lucana: il futuro della Casa della Comunità di Senise, la destinazione di Chiaromonte, i servizi previsti, il personale, le risorse e i tempi di attuazione.

«Non vogliamo più soltanto ascoltare parole come “prossimità”, “presa in carico” ed “equità”. Vogliamo vedere queste parole diventare realtà».

Il messaggio politico del Circolo PD di Senise è dunque netto: nessuna richiesta di privilegi, ma la rivendicazione di una sanità capace di garantire pari dignità anche alle comunità delle aree interne.

«Il Senisese non chiede privilegi. Chiede attenzione, ascolto e pari dignità. Perché la sanità del Senisese non è una questione di campanile. È una questione di diritti. E sui diritti non possiamo rassegnarci».

Circolo PD Senise

Eleonora Amendolara

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