Leone XIV a Parigi: «La guerra non è inevitabile, servono dialogo e diplomazia»

Al centro del discorso anche il ruolo della Francia, chiamata dal Pontefice a continuare a operare sul piano internazionale a favore della pace e del multilateralismo.
Parigi – Le bandiere della Francia e della Santa Sede hanno fatto da cornice alla Salle des fêtes dell’Eliseo, dove erano riuniti rappresentanti delle istituzioni politiche e religiose, del mondo economico, della cultura, della società civile e del corpo diplomatico.
Leone XIV è giunto in Francia dopo l’atterraggio all’aeroporto di Parigi-Orly. Il percorso verso la sede della presidenza francese è stato accompagnato dalle campane e dalla presenza di numerosi cittadini. All’Eliseo il Papa è stato ricevuto con gli onori militari dal presidente Emmanuel Macron, che lo ha accolto insieme alla première dame Brigitte Macron. Dopo la cerimonia ufficiale, i due si sono intrattenuti in un colloquio privato.
Poco prima dell’arrivo del Pontefice, Macron aveva affidato a X un messaggio dedicato alla visita, definendola una testimonianza della solidità dei rapporti tra Francia e Santa Sede e sottolineando la volontà di promuovere insieme pace, fraternità e speranza.
Ad aprire la cerimonia è stato proprio il presidente francese, che ha affrontato, tra gli altri, i temi della laicità e dell’intelligenza artificiale.
Macron ha sottolineato la necessità che l’innovazione tecnologica rimanga subordinata al servizio della persona e ha auspicato la nascita di una struttura internazionale capace di evitare la concentrazione del controllo sulle tecnologie più avanzate nelle mani di pochi soggetti.
Nel discorso di Leone XIV sono tornati alcuni dei temi che caratterizzano maggiormente il suo insegnamento: la ricerca della pace, la difesa della vita umana, la responsabilità nell’impiego dell’intelligenza artificiale e la necessità di un confronto tra culture, religioni e istituzioni per perseguire il bene comune.
Guardando ai numerosi conflitti che attraversano il mondo, con particolare attenzione alla situazione del Medio Oriente, il Papa ha invitato a non abituarsi alle sofferenze provocate dalla guerra e dalla violenza. Di fronte a situazioni che offendono la dignità delle persone e reclamano giustizia, ha indicato la necessità di un cambiamento profondo delle coscienze e degli atteggiamenti.
La pace, ha spiegato, non può essere ridotta a una semplice contrapposizione o compensazione delle forze militari. Richiede invece un lavoro continuo fondato sulla giustizia, sul confronto e sulla ricerca di soluzioni condivise. Da qui anche il richiamo alla riduzione degli arsenali e all’eliminazione delle armi nucleari.
Il Pontefice ha quindi rivolto un appello diretto alle autorità francesi: non considerare il conflitto armato come un destino inevitabile e investire invece con continuità nella diplomazia e nel dialogo.
Nel suo intervento Leone XIV ha attribuito alla Francia una particolare responsabilità sulla scena internazionale, riconoscendole una tradizione diplomatica e una vocazione al multilateralismo, soprattutto nel contesto europeo.
Il Papa ha auspicato che il Paese possa continuare a mettere le proprie capacità al servizio della pace, facendo dei suoi valori fondanti uno strumento per favorire una convivenza più giusta.
Libertà, uguaglianza e fraternità, ha ricordato, non dovrebbero essere considerate soltanto formule legate alla storia politica francese, ma principi capaci di assumere una dimensione universale, attraverso la giustizia, la solidarietà e il rispetto delle differenze.
Il Pontefice ha manifestato anche la propria vicinanza personale alla Francia, descritta come una nazione caratterizzata da una storia culturale e religiosa particolarmente ricca e da una società composta da popolazioni di diversa provenienza.
Il riferimento assume per Leone XIV anche un significato familiare: alcuni suoi antenati dal lato materno erano originari della Normandia. Le radici francesi della sua famiglia comprendono inoltre legami con il Béarn.
La Francia, ha ricordato il Papa, occupa quindi un posto particolare anche nella sua dimensione personale e spirituale.
Nel suo discorso il Pontefice ha poi evidenziato il contributo della Francia alla cultura europea e mondiale. Letteratura, filosofia, arte, scienza e istituzioni accademiche hanno avuto, secondo Leone XIV, un ruolo significativo nella formazione del pensiero occidentale e nella ricerca della verità.
Ha ricordato in particolare alcune figure cattoliche della cultura francese, considerate esempio di come la fede possa dialogare con il sapere e con le diverse espressioni dell’intelligenza umana.
Scienza e cultura, ha sottolineato, possono contribuire realmente al progresso della società quando rimangono orientate alla ricerca del bene, della verità e della bellezza.
Un altro passaggio del discorso è stato dedicato a Parigi e alla ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame, gravemente danneggiata dall’incendio del 2019.
Leone XIV ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dopo il rogo, ringraziando Macron e tutte le istituzioni, realtà pubbliche e private e maestranze che hanno partecipato al recupero dell’edificio.
Per il Papa, la rinascita della cattedrale va oltre il risultato tecnico. Rappresenta la dimostrazione che un bene ritenuto irrimediabilmente perduto può tornare a vivere attraverso la collaborazione e l’impegno condiviso.
La vicenda di Notre-Dame, ha osservato, può diventare quindi un esempio per l’intera società francese, invitando le diverse componenti del Paese a lavorare insieme.
Ripercorrendo alcuni momenti della storia francese, Leone XIV ha richiamato l’eredità cristiana del Paese, il rapporto tra cultura classica e fede cristiana e lo sviluppo del pensiero umanista e illuminista.
In questo percorso ha inserito anche la progressiva affermazione dei diritti fondamentali della persona e, in particolare, della libertà religiosa.
Il motto nazionale — libertà, uguaglianza e fraternità — è stato così presentato come un insieme di principi che possono assumere un significato etico più ampio, andando oltre la loro dimensione storica e politica.
Particolare attenzione è stata riservata alla tecnologia e all’intelligenza artificiale.
Leone XIV ha ricordato il valore della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e ha collegato il progresso scientifico alla necessità di proteggere la dignità e le libertà fondamentali.
La tecnologia, però, non è automaticamente sinonimo di progresso umano. Gli strumenti sviluppati dalla scienza possono produrre conseguenze negative quando vengono utilizzati senza una chiara responsabilità morale.
Il Pontefice ha ripreso, in questo contesto, l’immagine del “paradiso delle macchine” associata allo scrittore francese Georges Bernanos, mettendo in guardia dal rischio che l’essere umano finisca per affidarsi in modo acritico alle proprie creazioni tecnologiche.
Secondo Leone XIV, è quindi indispensabile educare le persone al discernimento, affinché l’innovazione rimanga subordinata alla dignità dell’essere umano e alla ricerca del bene.
Il tema della tutela della persona è stato collegato direttamente alla questione della vita umana.
Il Papa ha sottolineato che una società realmente libera deve essere capace di valorizzare le differenze e favorire il confronto tra persone appartenenti a culture e tradizioni religiose differenti.
In questo quadro ha ricordato l’attività della Chiesa cattolica accanto alle persone fragili e a quanti vivono condizioni di sofferenza, presentando la cura dell’altro come una forma concreta di responsabilità sociale.
Il Pontefice ha ribadito con particolare forza il principio secondo cui il diritto alla vita rappresenta la base sulla quale si fondano gli altri diritti della persona.
Leone XIV ha quindi espresso preoccupazione per alcune applicazioni della scienza e della tecnologia che, a suo giudizio, rischiano di trasformare strumenti destinati al progresso umano in attività orientate soprattutto al profitto.
Tra gli ambiti citati dal Pontefice figurano le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, il commercio di organi e le pratiche legate alla morte assistita.
Il richiamo è alla necessità di accompagnare il progresso scientifico con una riflessione etica che ponga al centro la persona e il rispetto della sua dignità.
Un altro punto importante dell’intervento ha riguardato il rapporto tra Stato e religione.
Leone XIV ha parlato di una concezione della laicità che non coincide con l’esclusione della dimensione religiosa dalla società, ma con la possibilità che istituzioni civili e comunità religiose mantengano una relazione rispettosa e costruttiva.
Secondo il Pontefice, questo dialogo può contribuire all’educazione e alla costruzione del bene comune, senza confondere i rispettivi ruoli.
In tale prospettiva ha valorizzato anche la collaborazione tra Santa Sede, Chiesa cattolica in Francia e autorità pubbliche.
Nel corso del discorso il Papa ha rivolto parole di apprezzamento alla collaborazione tra Francia e Chiesa cattolica a sostegno delle comunità cristiane del Medio Oriente.
Ha ricordato il lavoro di realtà impegnate nei settori educativo, sociale, culturale e umanitario, citando in particolare Aiuto alla Chiesa che Soffre e Œuvre d’Orient.
Queste attività, ha sottolineato, rappresentano un contributo concreto al dialogo tra comunità e alla tutela dei diritti.
Sul fronte dell’istruzione, Leone XIV ha ricordato anche il Fondo per le scuole d’Oriente, attraverso il quale dal 2021 sono stati sostenuti più di 260 istituti nella regione, comprese sette università in Libano e l’Università di Betlemme.
In chiusura, Leone XIV ha sottolineato che né la Chiesa né le istituzioni civili possono ignorare le questioni che riguardano la vita della società.
Il Pontefice ha quindi espresso l’auspicio che il rapporto tra istituzioni francesi e Chiesa continui a svilupparsi attraverso il confronto e la collaborazione, nel rispetto delle rispettive responsabilità.
Il messaggio finale è stato affidato alle parole di pace, unità e prosperità rivolte alla Francia e, attraverso essa, alla comunità internazionale.
Un invito a non arrendersi davanti ai conflitti e alle divisioni e a continuare a costruire, attraverso il dialogo, una società nella quale la dignità di ogni persona possa essere riconosciuta e tutelata.