CULTURA E EVENTI

Open House Napoli, la città apre le sue porte: 160 appuntamenti dal 2 al 4 ottobre

Per l'ottava edizione del festival dedicato all'architettura sono in programma visite, percorsi ed esperienze gratuite. Oltre 600 volontari accompagneranno il pubblico alla scoperta di luoghi storici, edifici contemporanei e spazi normalmente non accessibili

Napoli torna a raccontarsi attraverso la sua architettura con l’ottava edizione di Open House Napoli, in programma dal 2 al 4 ottobre.

Per tre giornate la città offrirà gratuitamente 160 appuntamenti, il numero più alto raggiunto finora dalla manifestazione, tra visite guidate, itinerari urbani, aperture straordinarie, mostre e attività dedicate ai bambini.

A rendere possibile l’iniziativa saranno oltre 600 volontari, impegnati ad accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta di un patrimonio che comprende palazzi storici, edifici moderni, luoghi di culto, abitazioni private e spazi normalmente esclusi dai circuiti turistici.

La manifestazione è promossa dall’associazione culturale Open’ness, realtà che riunisce professionisti dell’architettura, della comunicazione, della cultura e della creatività. Open House Napoli fa parte di Open House Worldwide, la rete internazionale nata a Londra nel 1992 e oggi presente in 63 città distribuite nei cinque continenti. In Italia il circuito comprende anche Roma, Milano e Torino.

L’edizione di quest’anno è realizzata con il sostegno della Regione Campania e del Comune di Napoli.

Tra le principali novità figura “Sconfinamenti”, una nuova sezione che amplia il raggio della manifestazione partendo dall’area dei Campi Flegrei.

Nel programma spicca inoltre il Teatro Antico di Neapolis, nell’area dell’Anticaglia, mentre alcune recenti riaperture permetteranno di visitare luoghi di particolare interesse come la Chiesa e i Chiostri di San Giovanni a Carbonara, la Basilica della Santissima Annunziata Maggiore e l’Arciconfraternita della Disciplina della Santa Croce a Forcella.

Tra le aperture più significative c’è anche quella della Fondazione Real Monte Manso di Scala. Per la prima volta saranno inoltre accessibili l’Ospedale pediatrico Lina Ravaschieri e l’Istituto Ortopedico Teresa Ravaschieri, in occasione delle iniziative legate ai 200 anni dalla nascita della benefattrice.

Una parte del programma è dedicata all’architettura del XX secolo, con particolare attenzione alle opere di Luigi Cosenza. Tra queste figura l’Ex Mercato Ittico, attualmente interessato da lavori di recupero, insieme alla novità rappresentata da Villa Ferri, a Posillipo.

Un altro itinerario mette al centro il contributo delle professioniste che hanno segnato la storia dell’architettura napoletana. Il percorso “L’Architettura delle donne a Napoli” attraversa opere e progetti firmati da figure come Stefania Filo Speziale, Elena Mendia, Delia Maione, Anna Buonaiuto e Luciana De Rosa.

L’itinerario parte dal Grattacielo della Società Cattolica Assicurazioni, oggi NH Panorama, e arriva fino ad altri edifici e interventi che testimoniano il ruolo delle donne nella trasformazione urbana della città.

Non manca uno sguardo sulle trasformazioni che stanno interessando Napoli. Al centro del programma dedicato alla città contemporanea c’è Restart Scampia, il progetto di rigenerazione dell’area che comprende il recupero della Vela Celeste e la realizzazione di circa 500 nuove abitazioni progettate secondo criteri di autonomia energetica.

Spazio anche alle infrastrutture e alla mobilità cittadina. Tra le aperture più curiose di questa edizione c’è quella delle Officine Anm di Piscinola, uno dei luoghi operativi meno conosciuti ma fondamentali per il funzionamento quotidiano del sistema dei trasporti.

Una sezione speciale è riservata ai più piccoli con OHN Kids, che quest’anno troverà spazio a La Santissima – Community Hub, negli ambienti recuperati dell’ex Ospedale Militare.

La città potrà essere scoperta anche attraverso una particolare ricostruzione in mattoncini realizzata dall’associazione Brickanti – Mattoncini al Sud. Il progetto riproduce fedelmente alcuni scorci e luoghi simbolo di Napoli utilizzando migliaia di pezzi.

Tra le opere realizzate spicca la riproduzione dello Stadio Maradona, per la quale sono stati utilizzati circa 24mila mattoncini e sono stati necessari otto mesi di lavoro.

Per tre giorni, dunque, Napoli diventa un grande percorso a cielo aperto nel quale storia, progettazione, memoria e trasformazione urbana si incontrano, offrendo l’occasione di osservare la città da prospettive spesso inedite.

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