Petrolio e gas, Gravela (PLD) «Bene i commissari del Governo Meloni, ma l’obiettivo deve essere far funzionare le procedure ordinarie»*

«La scelta del Governo Meloni di ricorrere a commissari per accelerare permessi e concessioni legati alla ricerca, all’esplorazione e all’estrazione di petrolio e gas va nella direzione giusta. Sono favorevole a strumenti di questo tipo quando ritardi e inerzie amministrative impediscono di arrivare a una decisione. In Basilicata il tema è tutt’altro che teorico: conviviamo da anni con attività estrattive di rilevanza nazionale e sappiamo cosa significhi ospitare infrastrutture energetiche strategiche. Proprio per questo servono controlli seri, compensazioni adeguate e tempi certi», dichiara Giuseppe Gravela, componente della Segreteria nazionale del Partito Liberaldemocratico.
«Il principio, però, deve valere per tutto il sistema energetico, comprese le rinnovabili. Non ha senso invocare più produzione nazionale di energia e poi lasciare per anni impianti e investimenti impantanati nei procedimenti autorizzativi. Accelerare non significa fare sconti sulle verifiche ambientali: significa arrivare a una decisione. Il commissario deve accelerare il procedimento, non garantirne l’esito. Un ente può dire sì oppure no, ma non può usare il trascorrere del tempo come un veto mascherato o un deliberato scaricabarile per evitare scelte impopolari», continua Gravela.
«Ricorrere a un commissario rappresenta infatti una sconfitta dell’amministrazione e certifica l’opportunismo politico degli enti locali, troppo spesso ostaggio di logiche NIMBY. Il commissariamento deve restare l’eccezione, non il metodo normale per aggirare un ostruzionismo territoriale che paralizza lo sviluppo. La vera riforma è costruire procedure ordinarie semplici, responsabilità chiare e tempi certi, affinché domani non ci sia più bisogno di commissari per ottenere ciò che l’amministrazione dovrebbe garantire normalmente. Proprio perché la Basilicata ha un ruolo centrale nel sistema energetico nazionale, ha diritto a controlli rigorosi, benefici concreti per il territorio e decisioni tempestive. Uno Stato efficiente non è quello che nomina più commissari, ma quello che riesce a non averne bisogno», conclude Gravela.