Basilicata Ticket farmaceutico, le ragioni della misura
Conferenza stampa dell'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, sulla delibera di Giunta regionale del 27 agosto che introduce, a partire dal primo ottobre, una quota di compartecipazione pari a 2,50 euro per ricetta sulla sola spesa farmaceutica convenzionata.

Una misura che promuove l’appropriatezza dei consumi tutelando al contempo l’equilibrio della sanità regionale.
Questi i cardini della conferenza stampa tenuta questa mattina dall’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, insieme al dirigente dell’ufficio Risorse Finanziarie del SSR Vito Summa, alla dirigente dell’ufficio Prestazioni Sanitarie, Politiche del Farmaco, Fiorella Di Giuseppe e alla dottoressa Luisa Villani della direzione generale.
Al centro dell’incontro, la delibera di Giunta regionale del 27 agosto che introduce una quota di compartecipazione pari a 2,50 euro per ricetta sulla sola spesa farmaceutica convenzionata.
“Il provvedimento – ha precisato l’assessore – non nasce da una scelta arbitraria, ma è un atto dovuto in applicazione della normativa nazionale.
Il monitoraggio dell’Agenzia Italiana del Farmaco relativo al 2025 ha infatti rilevato per la Basilicata uno scostamento dello 0,58% rispetto al tetto programmato sulla spesa farmaceutica convenzionata pari a di circa 7 milioni di euro”.
L’intervento mira a promuovere la cultura dell’appropriatezza prescrittiva e della responsabilità e su questo tema l’assessore ha ringraziato i Medici di Medicina Generale delle province di Potenza e Matera per il loro sostegno pubblico alla misura.
Insieme a loro verrà lanciata una campagna di sensibilizzazione sull’uso dei farmaci biosimilari. Intanto, proseguono le azioni di efficientamento anche sulla spesa farmaceutica diretta con gli acquisti centralizzati a costi minori grazie agli accordi di collaborazione strategica attivi con la Regione Piemonte.
“La Basilicata – ha spiegato Latronico – è stata una delle ultime regioni d’Italia a introdurre questo contributo. Il provvedimento è improntato alla massima sostenibilità sociale.
I dati del Sistema Tessera Sanitaria evidenziano che su circa 7 milioni di ricette annue, ben il 40% presenta già un codice di esenzione per patologia o reddito.
La soluzione lucana, a differenza di quello che accade in altre Regioni, non applica la compartecipazione sulle singole confezioni prescritte ma l’onere massimo resta fissato a 2,50 euro a ricetta indipendentemente dal numero di scatole di medicinali erogate.
Inoltre, il ticket non si applica alla distribuzione diretta delle farmacie ospedaliere, salvaguardando i percorsi di cura continuativi e i farmaci ad alto costo erogati per le condizioni cliniche di maggiore gravità”.
Il sistema delle tutele azzera la quota per tutti i codici di reddito nazionali e regionali. Inclusi i codici da E01 a E05 per i nuclei familiari con redditi sotto soglia.
L’esenzione dal ticket proteggerà inoltre i pazienti oncologici, i malati cronici e rari, gli invalidi civili, di guerra, del lavoro e per servizio, le vittime del terrorismo, i cittadini danneggiati da trasfusioni o vaccini obbligatori, i cittadini stranieri già esenti, i detenuti e gli internati.
L’esenzione opererà in modo automatico secondo la condizione già registrata nel Sistema Tessera Sanitaria, eliminando ogni tipo di disagio burocratico.
“La misura ha carattere temporaneo – ha sottolineato l’assessore – e sarà sottoposta a monitoraggio e rivalutazione semestrale per verificarne l’impatto effettivo sui consumi.
Mentre molte regioni sono state costrette a utilizzare la leva fiscale massima a causa dei disavanzi, noi facciamo un intervento mirato di consolidamento per mantenere il nostro primato economico ed evitare piani di rientro.
Oggi, infatti, la stabilità dei nostri conti ci permette di procedere speditamente con le procedure occupazionali, tra cui il corso-concorso per 500 infermieri di famiglia e comunità che porterà all’assunzione a tempo indeterminato di ben 260 professionisti già nel corso dell’anno”.
In merito alle proteste, l’assessore ha concluso confermando la massima apertura: “Siamo pronti ad accogliere qualunque suggerimento e sono disponibile a incontrare i sindacati fin da subito.
L’etica pubblica si nutre di proposte concrete. Il nostro sistema sanitario si salva solo attraverso un lavoro corale e con il sostegno di tutti”.