Ticket farmaceutico, è scontro in Basilicata: i 2,50 euro dividono anche la maggioranza
L’INTRODUZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE SULLE RICETTE FARMACEUTICHE ACCENDE IL DIBATTITO. OPPOSIZIONI CONTRARIE, MA LE CRITICHE ARRIVANO ANCHE DA AZIONE BASILICATA. LA GARANTE SILLETTI: «SOSTENIBILITÀ ED EQUITÀ DEVONO PROCEDERE INSIEME»

POTENZA – Il ticket farmaceutico da 2,50 euro per ricetta diventa un nuovo fronte di confronto politico in Basilicata. La misura, pensata nell’ambito delle politiche di contenimento e governo della spesa sanitaria, sta provocando una reazione che attraversa gli schieramenti.
A contestarla sono le forze di opposizione, ma a esprimere perplessità è anche Azione Basilicata, forza politica che sostiene la maggioranza regionale. Un elemento che rende il caso politicamente ancora più delicato e che apre una discussione non soltanto sul costo della misura, ma soprattutto sulle sue conseguenze per i cittadini.
A intervenire è ora anche la Garante regionale del diritto alla salute, Tiziana Silletti, che invita a evitare contrapposizioni e a valutare il provvedimento sulla base dei dati e degli effetti concreti.
Silletti: «Attenzione alle fasce più fragili»
La posizione della Garante parte da una considerazione precisa: la sostenibilità del Servizio sanitario regionale è una necessità, ma non può essere disgiunta dall’equità.
«Sostenibilità ed equità devono procedere insieme», sottolinea Silletti, richiamando la necessità di prestare particolare attenzione agli anziani, ai pazienti cronici, alle persone economicamente più vulnerabili e a quanti hanno bisogno di terapie continuative.
Perché se 2,50 euro possono sembrare una cifra limitata, il loro impatto può essere molto diverso per chi deve ricorrere frequentemente alle prescrizioni farmaceutiche. È proprio su questo punto che la Garante chiede una verifica puntuale.
Il problema delle esenzioni
La domanda è se l’attuale sistema delle esenzioni sia sufficiente a proteggere tutte le situazioni di maggiore fragilità.
Secondo Silletti, occorre verificare attraverso dati concreti quale sarà l’impatto della misura e monitorarne gli effetti una volta entrata pienamente a regime.
Una richiesta che potrebbe diventare centrale nel confronto con la Regione: non una bocciatura preventiva del ticket, dunque, ma la necessità di capire chi pagherà realmente il costo della misura e in quale misura.
Sindacati: si punti anche sull’appropriatezza
Nel dibattito sono entrate anche le organizzazioni sindacali, che hanno manifestato forte preoccupazione per l’introduzione del ticket e indicato possibili alternative per intervenire sulla spesa farmaceutica.
Tra queste, una maggiore attenzione all’appropriatezza prescrittiva e un più ampio ricorso ai farmaci equivalenti.
È un tema che la Garante considera parte di una riflessione più generale. Il contenimento della spesa farmaceutica, osserva, non può dipendere da un unico provvedimento, ma dovrebbe essere affrontato attraverso una serie di interventi che coinvolgano organizzazione sanitaria, prescrittori, informazione e responsabilizzazione degli operatori e dei cittadini.
Il confronto con l’assessore Latronico
Silletti ha già avuto un primo confronto con l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico e annuncia che il dialogo proseguirà.
Al centro ci saranno soprattutto gli effetti del ticket sulle fasce più fragili e la possibilità, qualora emergessero criticità nell’accesso alle cure, di valutare eventuali correttivi.
Una posizione istituzionale che arriva mentre il fronte politico resta caldo. L’elemento più significativo è che la contestazione alla misura non si limita all’opposizione, ma coinvolge anche una componente della maggioranza.
Una questione che va oltre i 2,50 euro
La polemica, dunque, non riguarda soltanto una cifra. Sullo sfondo c’è una questione più ampia: come finanziare e rendere sostenibile il sistema sanitario senza aumentare le difficoltà per chi ha già maggiori bisogni di cura.
La Garante richiama proprio questo equilibrio, auspicando un confronto aperto tra Regione, organizzazioni sindacali e soggetti coinvolti, accompagnato da un monitoraggio degli effetti del provvedimento.
La linea indicata da Silletti è chiara: la sostenibilità economica del Servizio sanitario regionale resta indispensabile, ma deve procedere insieme alla tutela delle persone più vulnerabili.
E così il ticket da 2,50 euro rischia di trasformarsi in un test politico per la maggioranza regionale: da una parte la necessità di governare la spesa, dall’altra la richiesta di non trasformare il contenimento dei costi in un nuovo ostacolo all’accesso alle cure.