Il Sindaco di Senise non prende ordini da nessuno: «Rispedisco al mittente le accuse dei “servi sciocchi”»
La sindaca Eleonora Castronuovo replica al consigliere Castelluccio sulla questione sanitaria e difende la battaglia per la Casa di Comunità: «Senise ha la testa alta e pretende garanzie scritte

SENISE – «Il Sindaco di Senise non prende ordini da nessuno e risponde esclusivamente al popolo senisese». È una replica dai toni duri quella della sindaca di Senise, dott.ssa Eleonora Castronuovo, alle recenti dichiarazioni del consigliere Castelluccio.
In una nota pubblicata sulla propria pagina ufficiale, la prima cittadina respinge con fermezza le accuse rivoltele e rivendica la linea dell’Amministrazione comunale sulla sanità, con particolare riferimento alla classificazione della Casa di Comunità di Senise e alla distinzione tra modello Hub e Spoke.
«Rispondo con fermezza e sdegno alle farneticanti dichiarazioni del consigliere Castelluccio – afferma Castronuovo – il quale, in un goffo tentativo di arrampicarsi sugli specchi, dimostra ancora una volta da che parte ha scelto di stare: certo non dalla parte dei cittadini di Senise».
La sindaca contesta soprattutto il riferimento ai cosiddetti «padroni politici», ritenendolo un’offesa nei confronti di chi rappresenta istituzionalmente la comunità.
«Parlare di “padroni politici” quando si rappresenta una comunità intera è un insulto», sostiene Castronuovo, aggiungendo: «Probabilmente si conoscono persone abituate a prendere ordini dall’alto e a chinare la testa, pensando che tutti agiscano per conto terzi. Il Sindaco di Senise risponde esclusivamente al popolo senisese».
Casa di Comunità, il nodo è nelle garanzie
Il cuore della replica riguarda però la sanità e, in particolare, il futuro della Casa di Comunità di Senise.
Castronuovo respinge l’idea che la differenza tra Hub e Spoke sia soltanto nominale e definisce «una falsità clamorosa» sostenere che le due configurazioni siano sostanzialmente equivalenti.
«Minimizzare il declassamento di Senise è una presa in giro intollerabile – sottolinea la sindaca –. Dire che Hub e Spoke sono la stessa cosa è smentito dai fatti e dai documenti».
Secondo la prima cittadina, la questione non riguarda soltanto i servizi disponibili nell’immediato, ma soprattutto le garanzie che dovranno essere assicurate alla comunità nel tempo.
«Non avere l’Hub significa non avere servizi certi e obbligatori, risorse e autonomia programmatoria e decisionale sul territorio», sostiene Castronuovo, chiedendo quindi che venga chiarito perché Senise dovrebbe rinunciare a una determinata configurazione mentre in altri territori si consolidano presidi e servizi sanitari.
La sindaca richiama anche le dichiarazioni del direttore De Filippis, secondo cui Hub e Spoke avrebbero sostanzialmente gli stessi livelli di prestazione.
«Una dichiarazione, per quanto autorevole, non può diventare una garanzia eterna per una comunità. Le persone, gli incarichi e le decisioni possono cambiare», osserva.
Da qui la richiesta dell’Amministrazione: trasformare le rassicurazioni in atti ufficiali, norme e un’organizzazione formalmente definita.
«È proprio per questo che occorre chiedere che gli impegni vengano istituzionalizzati attraverso atti, norme e un’organizzazione formalmente definita, così da garantire la certezza dei servizi ai cittadini e non lasciare al prossimo dirigente la possibilità di cambiare le carte in tavola».
«Le parole non bastano: servono atti scritti»
Per Castronuovo, dunque, il punto centrale non è stabilire chi abbia ragione sul piano dialettico, ma ottenere garanzie concrete.
«Avere più servizi sulla parola, come è stato con le rassicurazioni alla chiusura del Distretto, non serve alla comunità», afferma.
La richiesta è quindi che gli impegni vengano formalizzati attraverso atti deliberativi che garantiscano l’uguaglianza dei servizi sanitari nelle Case di Comunità, indipendentemente dalla loro classificazione.
«In sintesi – conclude la sindaca – che le parole vengano messe “per iscritto”, per dirla in modo semplice».
Castronuovo manifesta inoltre perplessità per quella che considera una contrarietà politica alla richiesta di maggiori garanzie per la sanità senisese.
«Sorprende vedere una contrarietà così netta nei confronti di una battaglia che riguarda la salute di oggi e di domani, una battaglia che riguarda tutti e, quindi, la famiglia di ciascuno».
E aggiunge: «Se, come affermato dal direttore De Filippis, la denominazione non comporterebbe differenze sostanziali nei servizi, non si comprende perché la Regione non debba formalizzare tale impegno con atti ufficiali».
«Senise non è isolata. Senise ha la testa alta»
Nella seconda parte della nota, la sindaca respinge anche l’accusa di isolamento politico e istituzionale.
«Senise non è affatto isolata; Senise ha la testa alta», afferma Castronuovo, secondo cui la credibilità di un’Amministrazione non può coincidere con il silenzio o con l’accettazione passiva delle decisioni.
Nel mirino finisce anche il riferimento alla questione dell’elisuperficie, che la sindaca considera «un diversivo dialettico per spostare l’attenzione».
«L’Amministrazione ha partecipato al bando previsto e attende la graduatoria, che non è ancora stata pubblicata. È legittimo chiedere aggiornamenti, ma appare strumentale farlo in tutt’altro contesto», precisa.
Per Castronuovo, il vero problema sarebbe invece rappresentato dalla strumentalizzazione politica di questioni che, come la sanità, dovrebbero essere affrontate in modo unitario.
«L’unica cosa tragicamente vergognosa e inaccettabile è l’atteggiamento di chi preferisce strumentalizzare le vicende, come la sanità, che dovrebbe vederci tutti uniti».
«Non prendiamo lezioni di dignità politica»
La conclusione della sindaca torna quindi sul terreno politico, con una stoccata diretta al consigliere Castelluccio:
«E non prendiamo lezioni di dignità politica da chi non sa neppure da quale parte stare».
Castronuovo ribadisce infine la linea dell’Amministrazione comunale: nessuna volontà di alimentare uno scontro fine a sé stesso, ma la determinazione a chiedere risposte concrete per il territorio.
«Noi continueremo a fare il nostro dovere: chiedere atti concreti, servizi garantiti e risposte chiare. Questo per le comunità di questo territorio e non contro qualcuno».
Una posizione, quella della sindaca, che riassume così il senso della battaglia politica sulla sanità: nessuna sudditanza, nessun ordine da seguire, ma la richiesta di garanzie formali e durature per i cittadini di Senise.