POLITICA

Assessore Cicala: dal fagiolo di Sarconi sviluppo e lavoro

Quarantacinque edizioni della Sagra e trent’anni di riconoscimento Igp - sottolinea l’assessore all’Agricoltura - raccontano una comunità che ha creduto nel proprio prodotto. Ora dobbiamo portare a compimento il percorso per il pieno riconoscimento ministeriale del Consorzio di tutela.

«Il Fagiolo di Sarconi IGP è una delle espressioni più autentiche della nostra agricoltura e dimostra come la Basilicata possa trasformare le proprie radici in valore, lavoro e nuove opportunità per i territori».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, che ieri ha partecipato alla prima delle due serate della 45ª edizione della Sagra del Fagiolo di Sarconi IGP.

Un appuntamento che nel tempo è diventato molto più di una manifestazione gastronomica. La Sagra rappresenta la principale vetrina del Fagiolo di Sarconi IGP e riunisce agricoltura, produzioni locali, cultura rurale, artigianato, ristorazione e accoglienza.

L’edizione di quest’anno assume un significato particolare perché coincide con i trent’anni dal riconoscimento europeo dell’Indicazione geografica protetta, ottenuto nel 1996.

Un traguardo che testimonia il valore di un prodotto profondamente legato a Sarconi e a un’area più ampia della Val d’Agri, custodito dal lavoro degli agricoltori e dall’azione di chi ne ha assicurato nel tempo la tutela e la promozione.

«In questa occasione – aggiunge Cicala – desidero rivolgere un pensiero particolare a Giovanni Tempone, già sindaco di Sarconi, scomparso da meno di un anno. Il suo impegno per la comunità, per la Pro Loco che oggi porta il suo nome e per la crescita del Fagiolo IGP rimane un patrimonio importante per Sarconi e per tutta la Val d’Agri».

«Quarantacinque edizioni della Sagra e trent’anni di riconoscimento IGP – sottolinea Cicala – raccontano una comunità che ha creduto nel proprio prodotto e ha saputo farne un simbolo riconosciuto ben oltre i confini regionali.

Ora dobbiamo compiere un ulteriore passo in avanti, portando a compimento il percorso per il pieno riconoscimento ministeriale del Consorzio di tutela e costruendo intorno ad esso una filiera sempre più organizzata, capace di aggregare i produttori, rafforzare il posizionamento del marchio, raggiungere nuovi mercati e generare reddito e occupazione stabile, soprattutto per i giovani».

Su questo fronte il lavoro è già in corso. Nei mesi scorsi l’ALSIA, l’Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura, ha operato in stretta sinergia con il Consorzio del Fagiolo di Sarconi IGP, accompagnandone il percorso verso il riconoscimento ministeriale. Nei prossimi giorni è atteso il riconoscimento come Consorzio di tutela da parte del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

«È un passaggio decisivo, e voglio ringraziare l’ALSIA per il lavoro svolto – osserva l’assessore –. Un conto è un’associazione di produttori, altro è un Consorzio di tutela riconosciuto dal MASAF: cambiano l’autorevolezza dell’interlocutore, gli strumenti a disposizione e la capacità di rappresentare l’intera denominazione. Una volta ottenuto il riconoscimento, il Consorzio potrà inoltre farsi promotore dell’aggiornamento del disciplinare di produzione, una necessità segnalata più volte dai produttori, che potrà così essere affrontata attraverso un percorso istituzionale strutturato».

L’obiettivo è favorire, con il Consorzio quale interlocutore centrale, una rete permanente tra produttori, trasformatori, ristoratori, istituzioni, ricerca e sistema della promozione territoriale. Una rete capace di aumentare il valore riconosciuto agli agricoltori, ampliare gli sbocchi commerciali e trasformare la notorietà del prodotto in crescita duratura per l’intera Val d’Agri.

Su questo terreno gli strumenti del CSR Basilicata 2023-2027 – regimi di qualità, cooperazione, innovazione e promozione delle produzioni certificate – possono offrire un supporto concreto al lavoro del Consorzio e delle imprese.

«È un percorso che vogliamo costruire partendo dall’ascolto dei produttori e dal confronto con il Consorzio e con tutti gli operatori della filiera, perché le scelte più efficaci nascono dalle esigenze reali delle imprese e dei territori – prosegue Cicala –.

Le sagre delle nostre eccellenze possono diventare anche luoghi di confronto e programmazione economica. Dietro ogni prodotto della tradizione ci sono agricoltori, imprese, associazioni, amministrazioni e giovani che possono scegliere di restare. Rafforzare le filiere significa offrire loro prospettive concrete e contribuire a contrastare lo spopolamento delle aree interne».

La capacità attrattiva della manifestazione è confermata dalle circa 30 mila presenze registrate nella scorsa edizione. Visitatori provenienti da diverse parti d’Italia che, attraverso il Fagiolo IGP, possono conoscere Sarconi, la Val d’Agri e il patrimonio agroalimentare della Basilicata.

«Ringrazio il sindaco Nicola Gulfo e l’Amministrazione comunale, il presidente della Pro Loco Camillo Fortunato, il Consorzio del Fagiolo di Sarconi IGP e tutti i produttori per il lavoro svolto nella tutela e nello sviluppo di questa eccellenza, insieme alle associazioni e ai tanti volontari per l’ottima organizzazione e per la calorosa accoglienza – conclude Cicala –.

La maniera migliore per custodire il lavoro di chi ci ha preceduto è farlo vivere in una prospettiva nuova: trasformare l’identità in sviluppo e le nostre eccellenze in opportunità concrete per il futuro».

Pulsante per tornare all'inizio