RockAM e CATULLO raccontano la Basilicata oltre agosto: musica, radici e futuro

C’è una Basilicata che tutti conoscono e che ogni agosto torna a riempirsi di vita: i paesi si popolano, le piazze si illuminano, le feste patronali scandiscono le giornate e le strade si riempiono di chi, dopo mesi trascorsi lontano, torna a casa per ritrovare luoghi, persone e radici.
Ma cosa resta quando agosto finisce? Cosa significa vivere la Basilicata negli altri undici mesi dell’anno, quando le piazze tornano silenziose e chi rimane continua a costruire il proprio futuro tra difficoltà, bellezza, appartenenza e desiderio di cambiamento?
È da queste domande che nasce il progetto musicale di RockAM e CATULLO, due artisti lucani che, attraverso sensibilità e linguaggi differenti, scelgono di raccontare la propria terra andando oltre gli stereotipi e le immagini più conosciute. Al loro fianco, nella produzione musicale, c’è Kid Howl, che contribuisce a dare forma a un sound capace di mettere in dialogo tradizione e contemporaneità.
Il brano affonda le proprie radici nella tradizione musicale lucana, ma sceglie di guardare avanti, sperimentando nuove sonorità e contaminazioni tra generi. La tradizione diventa così un punto di partenza per parlare al presente e alle nuove generazioni.
Un lavoro corale e ricercato anche nella fase realizzativa. Il brano è stato registrato negli storici studi del CET di Mogol, dove Francesca Giannizzari, Marco Quaranta, Giuseppe De Bona, Rocco Prudente e Mariangela Di Grazia hanno inciso i cori. Lo stesso Rocco Prudente si è occupato della registrazione del kazoo.
La cura del mix e del master è stata affidata a Loris Santorsola di Bernalda, che ha lavorato sull’equilibrio sonoro del brano. Sul piano visivo, invece, il progetto è stato completato dal videoclip con la regia e il montaggio di Mattia Giorgio e il backstage di Vincenzo Rossi.
Ne nasce un dialogo tra memoria e innovazione, tra ciò che la Basilicata ha ereditato dal passato e ciò che sta cercando di diventare. La musica tradizionale non viene riproposta come un patrimonio immobile, ma reinterpretata attraverso una scrittura contemporanea e una produzione moderna, capace di creare un ponte tra generazioni e linguaggi differenti.
Il progetto racconta una Basilicata quotidiana, quella che esiste quando le luminarie vengono spente e le feste patronali sono ormai terminate. Una Basilicata fatta di paesi che continuano a vivere, di persone che restano, di giovani che cercano nuove possibilità e di comunità che custodiscono un patrimonio culturale profondo senza rinunciare alla voglia di guardare avanti.
Più che un omaggio nostalgico, il lavoro di RockAM, CATULLO e Kid Howl è una riflessione sull’identità lucana contemporanea. Un modo per raccontare che avere radici non significa restare fermi, ma può significare avere una base solida da cui partire per sperimentare, cambiare e costruire nuovi percorsi.
La Basilicata che emerge dal progetto è quindi lontana dalle sole narrazioni estive. È una terra che continua a vivere anche quando agosto finisce, con le sue contraddizioni, la sua bellezza e il suo desiderio di futuro. Una terra in cui la tradizione può ancora parlare al presente proprio perché è capace di rinnovarsi senza perdere la propria autenticità.
Perché le radici non sono soltanto qualcosa da celebrare una volta all’anno: sono una materia viva, capace di generare nuove storie, nuove musiche e nuovi modi di raccontare la Basilicata.