Comuni e agricoltura, patto Cia-Anci per rilanciare le aree interne
Moscaritolo e Campolieti: "Serve un nuovo patto istituzionale che riconosca il ruolo strategico dell'agricoltura". Larocca: "I sindaci sono al fianco degli agricoltori, ma occorrono più risorse e maggiore attenzione dalla Regione".

Costruire un rapporto sempre più stretto tra Comuni e imprese agricole per rafforzare il presidio del territorio, sostenere le aziende e affrontare insieme le sfide delle aree interne.
È questo il principale risultato dell’incontro tra Cia-Agricoltori Basilicata e Anci Basilicata, al quale hanno partecipato il presidente regionale della Cia Leonardo Moscaritolo, il direttore regionale Donato Campolieti, e tra gli altri i dirigenti Nicola Figiuolo e Donato Distefano, e il presidente di Anci Basilicata Gerardo Larocca.
Nel corso del confronto sono stati affrontati numerosi temi che interessano direttamente il rapporto tra imprese agricole ed enti locali, a partire dal riconoscimento del ruolo multifunzionale dell’impresa agricola, così come definito dall’articolo 1 del decreto legislativo 99/2004 sull’imprenditore agricolo professionale.
Un ruolo che va ben oltre la produzione di alimenti e che comprende la tutela del paesaggio, la salvaguardia ambientale, la manutenzione del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla legge n. 131/2025 sulle zone montane, destinata a diventare uno dei principali argomenti di approfondimento alla ripresa dell’attività istituzionale dopo l’estate. Cia e Anci hanno condiviso la necessità di valorizzare le opportunità offerte dalla nuova normativa per contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo economico delle aree interne.
Moscaritolo: “L’agricoltura è un presidio sociale”
Per il presidente regionale della Cia, Leonardo Moscaritolo, il confronto con Anci rappresenta “l’avvio di un percorso stabile di collaborazione istituzionale. I Comuni sono i primi interlocutori delle imprese agricole e possono svolgere un ruolo determinante nel favorire lo sviluppo del settore, semplificare i rapporti amministrativi e valorizzare il contributo che gli agricoltori garantiscono quotidianamente alla tutela del territorio e alla sicurezza delle comunità”.
Moscaritolo ha ribadito come oggi l’impresa agricola rappresenti “un presidio economico, ambientale e sociale indispensabile soprattutto nelle aree interne e montane della Basilicata. Per questo chiediamo che gli enti locali siano protagonisti nella costruzione di politiche capaci di sostenere le filiere locali, il vero Made in Italy e il consumo consapevole”.
Campolieti: “Aprire un confronto permanente”
Il direttore regionale della Cia, Donato Campolieti, ha sottolineato l’importanza di rendere permanente il confronto con Anci.
“Abbiamo affrontato questioni molto concrete che riguardano quotidianamente le aziende agricole: dalla gestione dei terreni demaniali destinati al pascolo fino ai rapporti con i Comuni nella valorizzazione delle produzioni locali. Il nostro obiettivo è costruire strumenti condivisi che aiutino le amministrazioni locali a sostenere realmente il settore agricolo.”
Campolieti ha inoltre evidenziato come il prossimo approfondimento sulla legge per la montagna rappresenti “un’occasione importante per definire nuove strategie di sviluppo delle aree rurali della Basilicata”.
Larocca: “Gli agricoltori sono i custodi del territorio”
Il presidente di Anci Basilicata, Gerardo Larocca, ha ribadito la piena disponibilità dell’associazione dei Comuni ad accogliere le proposte provenienti dal mondo agricolo.
“I sindaci sono quotidianamente impegnati a difendere chi presidia il territorio e gli agricoltori rappresentano i principali custodi delle nostre comunità rurali. Purtroppo troppo spesso sui Comuni si scaricano problematiche che appartengono ad altri livelli istituzionali, a partire dalla viabilità rurale e interpoderale.”
Larocca ha ricordato come il recente stanziamento regionale di 18 milioni di euro destinato ai Comuni per la manutenzione della viabilità di competenza comunale rappresenti “un esempio evidente dell’insufficienza delle risorse disponibili. In media ogni Comune riceverà circa 200 mila euro, somme che non consentono di affrontare in maniera strutturale le criticità esistenti.”
Il presidente di Anci Basilicata ha infine annunciato la convocazione, nel mese di settembre, di una specifica assemblea dedicata ai temi emersi durante l’incontro con Cia-Agricoltori Basilicata.
La proposta ai Consigli comunali
Tra le iniziative illustrate dalla Cia figura anche la proposta di un ordine del giorno da sottoporre ai Consigli comunali della Basilicata, finalizzato al rilancio dell’agricoltura, alla tutela dell’autentico Made in Italy e alla sostenibilità dei consumi.
Il documento invita le amministrazioni locali a promuovere tavoli territoriali permanenti per affrontare la crisi delle filiere agricole, campagne di sensibilizzazione sul valore del cibo italiano e sul ruolo dell’agricoltore quale custode del territorio, favorire l’utilizzo di prodotti agricoli locali e di stagione nelle mense scolastiche e nei servizi pubblici, sostenere mercati contadini e filiere corte, promuovere controlli sulla reciprocità delle importazioni dai Paesi terzi e valorizzare il legame tra agricoltura, cucina italiana e identità territoriale.
Chiarimenti sulle concessioni dei prati-pascolo
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema delle concessioni dei terreni demaniali destinati al pascolo.
La Cia ha illustrato ai rappresentanti di Anci Basilicata la necessità che i Comuni tengano conto delle superfici realmente eleggibili ai fini del pascolamento, così come individuate dalla normativa europea, dal decreto ministeriale n. 6513 del 18 novembre 2014 sulle Pratiche Locali Tradizionali (PLT) e dal censimento regionale disponibile attraverso il sistema RSDI.
L’organizzazione agricola ha evidenziato che le superfici catastali non coincidono necessariamente con quelle effettivamente pascolabili e che, nelle procedure di concessione dei terreni demaniali, è indispensabile fare riferimento alle superfici eleggibili per garantire il corretto rapporto tra estensione del pascolo e carico di bestiame, evitando contenziosi e assicurando il rispetto della normativa vigente.