CRONACA

Imprese artigiane, Confartigianato Basilicata: “La tenuta c’è, ma servono misure per invertire i primi segnali di rallentamento”

Il sistema dell’artigianato lucano continua a dimostrare capacità di resistenza, ma emergono segnali che richiedono attenzione e interventi mirati.

È la valutazione di Confartigianato Imprese Basilicata alla lettura dei dati Movimprese, l’analisi statistica realizzata da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio relativa al secondo trimestre 2026.

I numeri confermano una sostanziale tenuta del comparto, ma evidenziano anche alcune dinamiche territoriali che, secondo l’associazione, non devono essere sottovalutate.

A fine giugno 2026 lo stock delle imprese artigiane lucane è pari a 9.391 aziende. In provincia di Potenza le nuove iscrizioni sono state 112, a fronte di 103 cessazioni, con un saldo ancora positivo. Più delicata la situazione nel Materano, dove le 39 nuove iscrizioni non sono riuscite a compensare le 42 cessazioni, determinando un saldo lievemente negativo.

Per Rosa Gentile, dirigente nazionale e presidente di Confartigianato Imprese Basilicata, il dato va interpretato senza allarmismi ma anche senza sottovalutarne il significato.

«L’artigianato lucano continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia regionale e i dati confermano una buona capacità di tenuta delle nostre imprese. Tuttavia il saldo negativo registrato nel Materano, seppure contenuto, costituisce un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. È il segnale che le piccole imprese stanno affrontando una fase sempre più complessa, caratterizzata dall’aumento dei costi, dalla difficoltà di reperire manodopera qualificata e da una domanda che cresce con ritmi ancora incerti.»

Gentile sottolinea come il sistema artigiano continui a svolgere un ruolo fondamentale soprattutto nelle aree interne.

«Le imprese artigiane non producono soltanto reddito e occupazione, ma garantiscono servizi essenziali, presidio sociale e qualità della vita nei piccoli comuni. Difendere l’artigianato significa contrastare lo spopolamento e sostenere la vitalità economica dei territori.»

Secondo Confartigianato, occorre quindi rafforzare gli strumenti di sostegno agli investimenti, favorire il ricambio generazionale e accompagnare le imprese nei processi di innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica.

Particolarmente significativa è la fotografia del Materano, dove le 3.154 imprese artigiane confermano una forte vocazione ai servizi. Il comparto più rappresentato è infatti quello dei servizi, con 1.445 imprese, seguito dalle costruzioni (970), dall’industria manifatturiera (672), dal commercio (42) e dall’agricoltura (19).

Per Confartigianato questa composizione evidenzia il crescente peso delle attività ad alta specializzazione professionale e dei servizi alle imprese e alle persone, senza però far venir meno il ruolo storico delle costruzioni e della manifattura, comparti strategici per il tessuto produttivo regionale.

«Per consolidare questi risultati – conclude Rosa Gentile – è indispensabile una politica economica che metta davvero al centro le micro e piccole imprese. Servono meno burocrazia, maggiore accesso al credito, incentivi agli investimenti e un forte impegno sulla formazione dei giovani. Solo così potremo trasformare gli attuali segnali di tenuta in una nuova stagione di crescita per l’artigianato lucano.»

Confartigianato Basilicata ribadisce infine la necessità di un confronto costante con le istituzioni regionali e nazionali affinché le politiche per le piccole imprese tengano conto delle specificità della Basilicata, dove l’artigianato continua a rappresentare un fattore decisivo di occupazione, coesione sociale e sviluppo locale.

 

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