Anziana raggirata con la truffa del falso direttore delle Poste: arrestato un 21enne, recuperati gioielli per oltre 150mila euro

POTENZA – È finita con un arresto e il recupero dell’intera refurtiva la truffa messa a segno ai danni di un’anziana di 81 anni residente a Potenza. Nella giornata di martedì 22 luglio, gli agenti della Polizia di Stato hanno fermato un giovane di 21 anni, di origine nordafricana, ritenuto responsabile del raggiro.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è spacciato per il direttore di un ufficio postale. Il truffatore le ha raccontato che, per consentire alla figlia di ottenere un finanziamento destinato all’acquisto di un’automobile, era necessario depositare in garanzia tutti gli oggetti di valore custoditi in casa all’interno di una cassetta di sicurezza. Per ritirare i beni, le è stato annunciato l’arrivo di un presunto incaricato.
Convinta della veridicità della telefonata, l’81enne ha raccolto gioielli, preziosi e 250 euro in contanti, disponendoli sul tavolo del soggiorno. Poco dopo si è presentato alla porta un giovane che, oltre a ritirare quanto già preparato, ha convinto la donna a consegnargli anche la fede nuziale e una catenina d’oro che indossava.
L’allarme è stato immediatamente raccolto dalla Squadra Mobile della Questura di Potenza, che ha avviato le ricerche riuscendo a intercettare il sospettato nei pressi della stazione ferroviaria, poco prima che salisse su un treno per lasciare la città. Il giovane è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata.
Nel corso della perquisizione gli agenti hanno recuperato l’intero bottino: 250 euro in denaro contante e numerosi monili in oro, per un valore complessivo superiore a 150 mila euro, successivamente restituiti alla legittima proprietaria.
Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti nella vicenda. Come previsto dalla legge, nei confronti della persona indagata vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.