CRONACA

Precari ex RMI e TIS: «Anche in Basilicata è tempo di stabilizzare i 600 lavoratori storici»

I lavoratori appartenenti alle platee ex RMI e TIS tornano a chiedere un intervento concreto da parte delle istituzioni regionali e locali per porre fine a una situazione di precarietà che si protrae ormai da oltre dieci anni. Attraverso una nota, il gruppo sollecita l’avvio di un percorso finalizzato alla stabilizzazione del personale, evidenziando la necessità di una scelta politica capace di valorizzare competenze già presenti nella pubblica amministrazione.

La richiesta arriva all’indomani delle recenti assunzioni e dell’avvio di nuove procedure concorsuali negli enti locali lucani. Secondo i lavoratori, queste iniziative riportano al centro dell’attenzione una questione ancora irrisolta: quella dei circa 600 precari che, da 10-12 anni, garantiscono continuità ai servizi pubblici senza aver mai ottenuto un rapporto di lavoro stabile.

Nella nota viene richiamato il confronto con la Calabria, dove è stato avviato un piano che ha portato alla stabilizzazione di circa 7.000 tirocinanti TIS grazie all’impiego di risorse europee e a una precisa scelta amministrativa. Un modello che, secondo i firmatari, dimostra come sia possibile trasformare il lavoro precario in occupazione stabile attraverso una programmazione efficace.

Per i lavoratori lucani, la situazione della Basilicata appare invece profondamente diversa. Pur operando da anni negli enti pubblici e conoscendo in modo approfondito il funzionamento delle amministrazioni, continuano a essere esclusi dai percorsi di stabilizzazione, mentre gli enti ricorrono a nuove selezioni e assunzioni dall’esterno per coprire le carenze di organico.

I rappresentanti delle platee ex RMI e TIS ritengono che questa scelta comporti una perdita di professionalità già formate sul campo e rappresenti una disparità di trattamento rispetto a quanto avvenuto in altre regioni. A loro avviso, le opportunità di finanziamento, comprese quelle derivanti dai fondi strutturali europei e dai programmi regionali dedicati all’inclusione lavorativa, esistono e potrebbero essere utilizzate anche in Basilicata.

Per questo motivo chiedono alla Regione di aprire un tavolo tecnico permanente con l’obiettivo di definire un percorso di stabilizzazione per i circa 600 lavoratori interessati.

L’obiettivo, sottolineano, è chiudere una vicenda che si trascina da oltre un decennio e garantire anche ai precari lucani il riconoscimento professionale e la dignità lavorativa già assicurati in altri territori del Paese.

 

Pulsante per tornare all'inizio