CRONACA

Report, la Rai apre un’istruttoria interna: il Comitato Etico esaminerà il lavoro della trasmissione di Ranucci

La Rai ha deciso di avviare un’istruttoria interna che riguarda Report e il suo conduttore Sigfrido Ranucci, all’indomani della sospensione cautelativa delle repliche estive del programma.

La scelta arriva mentre proseguono gli accertamenti della Procura di Roma sull’attentato esplosivo avvenuto nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista a Pomezia, un’indagine nella quale Valter Lavitola risulta indagato come presunto mandante.

Da Viale Mazzini spiegano che l’iniziativa nasce dall’esigenza di salvaguardare la credibilità del servizio pubblico, verificando il pieno rispetto delle norme interne e delle regole deontologiche.

L’azienda precisa che non si tratta di un audit vero e proprio, procedura che avrebbe richiesto un diverso iter e il coordinamento con l’autorità giudiziaria, bensì dell’attivazione del Comitato Etico, incaricato di esaminare eventuali criticità legate all’operato della trasmissione.

L’attenzione sarà rivolta soprattutto alle modalità con cui vengono condotte le inchieste giornalistiche, alla gestione delle fonti informative e ai rapporti con collaboratori esterni.

L’obiettivo dichiarato è verificare il rispetto dei principi di indipendenza editoriale, imparzialità, accuratezza e corretta verifica delle informazioni, in linea con il Codice etico aziendale, il Contratto di Servizio e gli standard previsti per il giornalismo investigativo.

Sigfrido Ranucci ha accolto con tranquillità la decisione dell’azienda, ribadendo la disponibilità sua e dell’intera redazione a collaborare.

Il giornalista ha ricordato che Report è già stato sottoposto in passato a controlli analoghi, superandoli senza rilievi, e ha rivendicato il metodo di lavoro della trasmissione, fondato – a suo dire – su un’attenta selezione delle fonti e su rigorose verifiche giornalistiche.

Attraverso un messaggio pubblicato sui social, il conduttore ha inoltre sostenuto che la richiesta di approfondimenti sia maturata dopo le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, giudicando però infondate alcune ricostruzioni diffuse nei giorni scorsi da parte della stampa.

Ranucci ha quindi difeso il percorso professionale del programma, definendolo uno dei principali esempi di giornalismo d’inchiesta della televisione italiana grazie a un lavoro costruito su indipendenza, esperienza e continuità.

Parallelamente continua l’attività della magistratura. Il Tribunale del Riesame dovrà pronunciarsi sulle richieste avanzate dalla difesa dei quattro arrestati accusati di aver collocato l’ordigno davanti alla casa del giornalista.

I legali chiedono la revoca delle misure cautelari e l’esclusione dell’aggravante del metodo mafioso, circostanza che potrebbe modificare anche la competenza territoriale dell’inchiesta.

Nel fascicolo investigativo sono entrati anche alcuni contatti intercorsi tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci nei giorni successivi agli sviluppi dell’indagine. Secondo la versione fornita dall’imprenditore, tra i due vi sarebbe stato uno scambio di messaggi seguito da una lunga conversazione telefonica notturna.

Gli investigatori stanno valutando la rilevanza di quei colloqui per comprendere meglio il contesto della vicenda e ricostruire le motivazioni che avrebbero portato all’attentato.

Una volta conclusi gli approfondimenti interni, il Comitato Etico presenterà le proprie conclusioni ai vertici aziendali. Sarà successivamente l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, a decidere se adottare eventuali provvedimenti o se archiviare definitivamente la vicenda.

Qualora dovessero emergere ulteriori elementi, non viene esclusa la possibilità di avviare anche un audit formale.

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