Artigianato digitale, Confartigianato Matera: “La sfida è trasformare il saper fare italiano in un vantaggio competitivo anche nell’era dell’Intelligenza artificiale”

L’artigianato italiano sta entrando in una nuova fase di trasformazione, nella quale tradizione manifatturiera e innovazione digitale sono chiamate a convivere.
È quanto emerge dall’Elaborazione Flash dell’Ufficio Studi di Confartigianato “Artigianato digitale e competenze nell’era dell’IA – Intelligenza artigiana”, che fotografa un settore in crescita ma ancora chiamato ad accelerare sul fronte delle competenze e degli investimenti tecnologici.
Alla fine del primo trimestre del 2026 in Italia si contano 13.089 imprese artigiane digitali, pari all’1,1% dell’intero comparto artigiano, con 19.483 addetti. Tra il 2020 e il 2025 il numero delle imprese è cresciuto del 14,9%, confermando una dinamica nettamente superiore a quella media dell’artigianato.
In Basilicata il peso delle imprese artigiane digitali si attesta allo 0,9% del totale regionale, un dato inferiore alla media nazionale e distante dalle regioni più avanzate come Friuli Venezia Giulia (2%), Emilia-Romagna (1,5%), Marche, Sardegna e Valle d’Aosta (1,4%).
Secondo l’indagine, il principale ostacolo alla diffusione dell’intelligenza artificiale nelle piccole imprese non è rappresentato tanto dalla disponibilità delle tecnologie quanto dalla carenza di competenze digitali necessarie per integrarle nei processi produttivi.
Parallelamente cresce la propensione agli investimenti: il 71,8% delle imprese italiane ha investito almeno in uno degli ambiti della transizione digitale, dalla digitalizzazione dei processi allo sviluppo di nuovi modelli di business.
“L’artigianato digitale – sottolinea Rosa Gentile, presidente di Confartigianato Matera e dirigente nazionale di Confartigianato Imprese – non rappresenta un’alternativa all’artigianato tradizionale, ma la sua evoluzione naturale. Le nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale alla progettazione tridimensionale, dal cloud alle stampanti 3D, consentono alle nostre imprese di aumentare qualità, precisione e competitività senza rinunciare all’identità che rende unico il Made in Italy.”
Per Gentile, la sfida non è scegliere tra tradizione e innovazione, ma “fare in modo che il patrimonio di creatività, esperienza e cultura manifatturiera italiana venga valorizzato attraverso il digitale, evitando che siano altri Paesi a trasformare il nostro sapere in un vantaggio competitivo.”
“L’Italia – prosegue – ha recentemente conquistato il quarto posto mondiale nelle esportazioni grazie alla forza del proprio sistema produttivo. Oggi però il vero concorrente non è soltanto il mercato globale, ma la velocità con cui l’intelligenza artificiale riesce a replicare processi, progettazione e organizzazione della produzione. Per questo dobbiamo investire sulle persone prima ancora che sulle macchine.”
Confartigianato evidenzia come il valore distintivo del Made in Italy sia sempre stato il sapere diffuso delle piccole imprese, costruito nel tempo attraverso competenze tramandate nelle botteghe e nei laboratori. Oggi questo patrimonio deve essere accompagnato da nuove professionalità capaci di governare software, progettazione digitale, cybersicurezza e gestione dei dati.
“In Basilicata – aggiunge Gentile – disponiamo di un patrimonio di piccole imprese creative che possono diventare protagoniste della trasformazione digitale, ma servono politiche mirate. Occorre rafforzare la formazione tecnica, favorire il ricambio generazionale, sostenere gli investimenti in innovazione e accompagnare le imprese nell’utilizzo concreto dell’intelligenza artificiale. Non possiamo permetterci che il ritardo nelle competenze diventi un nuovo divario territoriale.”
Particolarmente significativa è la crescita del cosiddetto artigianato digitale, che comprende imprese attive nello sviluppo software, nella consulenza informatica, nella cybersicurezza, nelle telecomunicazioni, nei servizi cloud, nell’elaborazione dati e nella realizzazione di applicazioni e siti web.
“L’intelligenza artificiale – conclude Gentile – non sostituirà il talento dell’artigiano. Sarà invece uno strumento che potrà amplificarne capacità e produttività. La vera sfida è costruire un modello nel quale l’innovazione tecnologica continui ad avere un volto umano, fatto di competenze, creatività e qualità. È questa la vera ‘Intelligenza artigiana’ sulla quale dobbiamo costruire il futuro delle nostre imprese e dell’economia italiana.”