CRONACA

Ancora sangue nei luoghi di lavoro: due operai perdono la vita tra Toscana e Abruzzo

La lunga scia di incidenti mortali sul lavoro continua ad allungarsi. Nella giornata di oggi due lavoratori hanno perso la vita in distinti episodi avvenuti in Toscana e in Abruzzo, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla necessità di rafforzare prevenzione e controlli.

La prima tragedia si è consumata a Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze, dove Cornel Titi Teslaru, operaio romeno di 48 anni residente in Veneto, è rimasto vittima di un grave incidente all’interno di un cantiere edile.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo era impegnato nei lavori di pavimentazione con un macchinario destinato alla finitura del calcestruzzo quando, per cause ancora in fase di accertamento, sarebbe stato colpito dall’attrezzatura, cadendo violentemente al suolo. Soccorso in condizioni disperate e trasportato in codice rosso, è morto durante il trasferimento in ospedale. Per il lavoratore si trattava dell’ultimo giorno di attività nel cantiere di via Lucchese.

Poche ore prima, intorno alle 8 del mattino, un’altra vittima si era registrata a Casalbordino, nel Chietino. Carlo Piscopo, 59 anni, ha perso la vita in seguito a un’esplosione verificatasi nello stabilimento Sabino Esplodenti, azienda specializzata nella bonifica e nello smaltimento di munizionamento militare. Nell’incidente è rimasta ferita anche un’altra persona, mentre sono in corso le indagini per chiarire le cause della deflagrazione.

La morte dell’operaio a Sesto Fiorentino è arrivata proprio nel giorno dello sciopero regionale dell’industria promosso in Toscana da Cgil, Cisl e Uil. Durante la manifestazione, che ha visto la partecipazione di migliaia di lavoratori a Firenze, i rappresentanti sindacali hanno espresso forte indignazione per l’ennesima tragedia.

Tra le richieste avanzate vi sono un inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta le norme sulla sicurezza, maggiori controlli nei cantieri e nelle aziende e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro per i casi più gravi.

Anche le istituzioni hanno manifestato vicinanza alle famiglie delle vittime. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha definito l’accaduto “inaccettabile”, mentre il sindaco di Sesto Fiorentino, Damiano Sforzi, ha ribadito la necessità di investire con decisione nella prevenzione e nelle attività ispettive.

Un appello è arrivato anche dall’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, che ha invitato a una responsabilità condivisa affinché ogni lavoratore possa operare in condizioni di sicurezza.

In Abruzzo, intanto, l’ennesimo incidente nello stabilimento di Casalbordino ha riaperto le polemiche sulla sicurezza dell’impianto. Le organizzazioni sindacali ricordano che negli ultimi sei anni nello stesso sito si sono verificati diversi incidenti mortali e chiedono che gli investimenti annunciati per il rilancio produttivo siano accompagnati da interventi concreti per la tutela dei lavoratori.

Anche il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, ha espresso profondo cordoglio, sottolineando come il lavoro non possa continuare a trasformarsi in un luogo di morte e ribadendo l’urgenza di rafforzare ogni misura utile a prevenire nuove tragedie.

Pulsante per tornare all'inizio