POLITICA

Senise paga il conto di una vicenda iniziata oltre vent’anni fa: debito fuori bilancio da 231 mila euro per la strada Serrapotina

Oltre vent’anni dopo l’avvio della vicenda, il conto arriva nelle casse del Comune di Senise. Il Consiglio comunale ha riconosciuto un debito fuori bilancio di 231.491,57 euro in esecuzione della sentenza della Corte d’Appello di Potenza n. 73/2026, che ha individuato nell’ente il soggetto tenuto al pagamento nell’ambito del lungo contenzioso relativo ai lavori di completamento della strada Serrapotina, IV lotto – I stralcio funzionale.

La storia affonda le sue radici nei primi anni Duemila. Nel 2008 l’impresa Costantino Mario citò in giudizio la Provincia di Potenza chiedendo il pagamento di quasi 500 mila euro per una serie di riserve iscritte durante l’esecuzione dell’appalto. Nel corso del procedimento furono chiamati in causa anche il Comune di Senise e un funzionario comunale. Dopo una prima sentenza che aveva condannato la Provincia di Potenza, la Corte d’Appello ha completamente ribaltato la decisione, stabilendo che il pagamento dovesse essere sostenuto dal Comune di Senise in favore della Bulfaro S.p.A., società nel frattempo divenuta cessionaria del credito.

L’amministrazione comunale ha già impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, trattandosi di una decisione immediatamente esecutiva, il Comune è stato costretto a riconoscere il debito per evitare ulteriori interessi, spese legali e possibili azioni esecutive.

L’importo complessivo supera i 231 mila euro: 128.798,01 euro rappresentano la sorte capitale, mentre la restante parte è costituita da rivalutazione monetaria, interessi maturati in oltre vent’anni e spese della consulenza tecnica d’ufficio. La copertura finanziaria sarà garantita attraverso una variazione di bilancio approvata nella stessa seduta consiliare.

La delibera è passata con nove voti favorevoli, due astensioni e un voto contrario. Il consigliere Antonio Luciano Uccelli ha espresso voto contrario, mentre Castelluccio e De Palma si sono astenuti. Il provvedimento è stato dichiarato immediatamente eseguibile.

Al di là dell’aspetto strettamente giuridico, resta quello politico. La vicenda nasce da scelte amministrative compiute oltre due decenni fa e oggi presenta il conto ai cittadini di Senise. I 231 mila euro che il Comune dovrà reperire sono risorse pubbliche, soldi della collettività che avrebbero potuto essere destinati ad altri servizi o investimenti.

È inevitabile, quindi, che una vicenda di questo tipo apra interrogativi sulle responsabilità amministrative del passato. Pur essendo oggi l’attuale amministrazione chiamata a eseguire una sentenza e a rispettare gli obblighi di legge, resta il fatto che il contenzioso si è sviluppato nel corso degli anni fino a trasformarsi in un pesante esborso per le casse comunali.

Per questo motivo, oltre al doveroso rispetto delle decisioni della magistratura, sarebbe auspicabile che chi ha amministrato il Comune nelle fasi in cui maturò questa controversia fornisse alla comunità una ricostruzione delle scelte adottate e delle ragioni che hanno portato a un esito così oneroso, il conto finale ricade oggi sui cittadini di Senise.

 

Deliberazione di Consiglio

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