POLITICA

Vulture Città Italiana del Vino 2026-2027, Cia Basilicata: occasione storica per il territorio e per le imprese vitivinicole lucane

Cia-Agricoltori Basilicata accoglie con grande soddisfazione l’avvio ufficiale del programma di iniziative legate al riconoscimento di “Vulture Città Italiana del Vino 2026-2027”, inaugurato a Ripacandida con la partecipazione di istituzioni, amministratori locali, produttori, associazioni e operatori del comparto.

Per Cia Basilicata il prestigioso riconoscimento rappresenta il risultato di un lavoro collettivo che ha visto protagonisti vitivinicoltori, imprese, amministrazioni e comunità locali impegnati nella valorizzazione di uno dei territori più rappresentativi della Basilicata.

«Oggi si apre una fase nuova per il Vulture e per l’intero comparto vitivinicolo lucano – dichiara il presidente regionale di Cia-Agricoltori Basilicata, Leonardo Moscaritolo –. A vincere è stato soprattutto il valore dei nostri vitivinicoltori, la loro capacità di fare squadra per preservare e rilanciare un patrimonio economico, sociale e culturale che rappresenta una ricchezza per tutta la Basilicata. Questo titolo non deve essere considerato un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso che punta a valorizzare il territorio attraverso il vino, la cultura, il paesaggio, il turismo e le produzioni di qualità».

Il comparto vitivinicolo lucano conta circa 5.500 aziende e genera un valore economico stimato in oltre 15 milioni di euro. In particolare, l’Aglianico del Vulture continua a rappresentare il simbolo dell’eccellenza enologica regionale. La vendemmia 2025 è stata orientata alla massima qualità, con una produzione stimata di circa 20.000 ettolitri certificati tra DOC e DOCG e 254 aziende iscritte al sistema di controllo.

«Siamo convinti che il riconoscimento di Città Italiana del Vino produrrà benefici diretti per l’enoturismo, soprattutto nell’area Vulture-Alto Bradano, dove il settore ha ormai raggiunto una significativa maturità – aggiunge Moscaritolo –. La vera sfida sarà trasformare questo titolo in un’occasione concreta di crescita, capace di generare opportunità durature per le imprese, attrattività per il territorio e nuove prospettive per le comunità locali».

Secondo Cia Basilicata, il riconoscimento arriva in una fase particolarmente delicata per il settore vitivinicolo nazionale ed europeo. Il vino italiano e quello lucano stanno infatti affrontando una fase di transizione caratterizzata da cambiamenti nei consumi, incremento dei costi di produzione, effetti del cambiamento climatico e crescente competizione internazionale.

«Il mondo del vino sta pagando anche una preoccupante escalation di attacchi e criminalizzazioni – sottolinea Moscaritolo –. Le proposte europee di etichettature allarmistiche, gli alert sanitari sulle bottiglie e le ipotesi di limitazioni a sostegni e sponsorizzazioni rischiano di creare disinformazione, senza distinguere tra consumo responsabile e abuso di alcol. Per questo chiediamo che l’Europa cambi passo, salvaguardando i fondi destinati alla promozione del vino e sostenendo un settore che rappresenta economia, cultura, paesaggio e identità».

Per Cia Basilicata l’autunno sarà decisivo sui principali dossier europei e nazionali: dal Pacchetto Vino alla futura Politica Agricola Comune, dalle norme sui reimpianti e le ristrutturazioni alla revisione della legge 238/2016, fino alla semplificazione di registri e schedari.

L’organizzazione agricola sottolinea inoltre la necessità di aggiornare alcuni strumenti normativi regionali ormai datati, a partire dalla legge 12/2010 sui Parchi urbani delle cantine e dalla legge 7/2000 sulle Strade del vino.

«Il paesaggio dell’Aglianico del Vulture è un patrimonio unico – conclude Moscaritolo –. I terreni vulcanici, i laghi di Monticchio, le colline comprese tra i 500 e gli 800 metri di altitudine e una tradizione secolare conferiscono ai nostri vini caratteristiche irripetibili. Il riconoscimento ottenuto deve diventare l’occasione per rafforzare l’identità del territorio, valorizzare le produzioni di qualità e costruire insieme il futuro del Vulture e della Basilicata».

Cia-Agricoltori Basilicata conferma il proprio impegno ad accompagnare Comuni, produttori e istituzioni in un percorso condiviso di valorizzazione, nella convinzione che il vino non sia soltanto una produzione agricola ma anche espressione di paesaggio, biodiversità, cultura e sviluppo sostenibile.

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