Salerno (Consorzio Turistico Maratea): Il 2026 può essere l’anno della svolta
a condizione che il turismo diventi una scelta strategica per la Basilicata
«I dati economici che emergono dal Rapporto della Banca d’Italia confermano una realtà che gli operatori turistici conoscono da tempo: la Basilicata non può più affidare il proprio futuro esclusivamente ai grandi comparti industriali tradizionali.
Le difficoltà dell’automotive e la contrazione delle attività estrattive stanno incidendo sull’economia regionale e impongono una riflessione seria sulle nuove direttrici di sviluppo».
Lo afferma Biagio Salerno, vicepresidente del Consorzio Turistico Maratea, commentando il quadro economico regionale delineato dall’ultimo rapporto della Banca d’Italia che evidenzia una sostanziale stagnazione dell’economia lucana nel 2025, con il turismo tra i pochi comparti capaci di mostrare segnali di crescita.
Secondo Salerno, proprio il turismo rappresenta oggi la principale leva di sviluppo sulla quale costruire una nuova stagione di crescita per la Basilicata.
«La nostra regione possiede un patrimonio straordinario che nessuna crisi internazionale può delocalizzare: il mare di Maratea, le spiagge del Metapontino, i parchi naturali, i borghi storici, Matera, le aree interne, l’enogastronomia, le tradizioni e la qualità ambientale. Sono risorse uniche che possono generare occupazione stabile, nuova imprenditorialità e ricchezza diffusa per le comunità locali».
Per il vicepresidente del Consorzio Turistico Maratea, la stagione 2026 si presenta con prospettive incoraggianti, soprattutto grazie alla crescente domanda di turismo esperienziale, sostenibile e autentico.
«Registriamo un interesse sempre maggiore verso destinazioni che offrono natura, benessere, cultura e qualità della vita.
La Basilicata possiede tutte queste caratteristiche e può intercettare una quota crescente dei flussi turistici nazionali e internazionali. Tuttavia non basta avere un territorio bello: occorre renderlo accessibile, organizzato e competitivo».
Salerno richiama quindi la necessità di una politica regionale che consideri il turismo non come un settore marginale ma come una vera politica industriale.
«Per anni il turismo è stato considerato un comparto complementare. Oggi deve diventare una priorità strategica. Servono investimenti sulle infrastrutture, sulla mobilità, sui collegamenti ferroviari e stradali, sulla digitalizzazione dell’offerta e sulla qualità dei servizi.
È necessario creare un sistema integrato che colleghi la costa alle aree interne, valorizzando ogni parte della Basilicata».
Particolare attenzione viene posta al tema della destagionalizzazione.
«Non possiamo più ragionare soltanto sui due mesi estivi. La sfida è costruire una stagione turistica lunga almeno otto mesi.
Escursionismo, cicloturismo, turismo religioso, percorsi culturali, turismo delle radici, eventi sportivi e congressuali possono generare presenze durante tutto l’anno. La Basilicata ha le caratteristiche per diventare una destinazione permanente e non stagionale».
Per Salerno, un ruolo decisivo sarà svolto anche dalla promozione internazionale e dalla capacità di fare rete tra operatori e istituzioni.
«Abbiamo bisogno di una strategia unitaria e condivisa. Occorre rafforzare il brand Basilicata, raccontare meglio le nostre eccellenze e costruire pacchetti turistici integrati che mettano insieme mare, montagna, cultura, borghi ed enogastronomia.
I mercati internazionali guardano sempre più alle destinazioni autentiche e sostenibili: dobbiamo essere pronti a cogliere questa opportunità».
Guardando al 2026, Salerno esprime un cauto ottimismo.
«Sono convinto che il prossimo anno possa rappresentare una svolta importante per il turismo lucano. Le prospettive sono positive e gli operatori stanno investendo in qualità e innovazione.
Ma per trasformare questa opportunità in sviluppo duraturo serve una visione condivisa tra Regione, Comuni, imprese e comunità locali. Il turismo può diventare il principale motore dell’economia lucana, ma occorre crederci fino in fondo e programmare il futuro con coraggio».
«La Basilicata – conclude Salerno – possiede tutte le condizioni per diventare una delle destinazioni più attrattive del Mezzogiorno.
Oggi più che mai è il momento di investire sulla nostra ricchezza più autentica: il territorio. Da qui possono nascere lavoro, nuove imprese e opportunità per i giovani. Il 2026 deve essere l’anno della consapevolezza e della svolta».