POLITICA

Confartigianato: Bene i chiarimenti del Mimit. Gentile: “Finalmente viene tutelato il vero valore dell’artigianato lucano”

Le FAQ pubblicate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla nuova disciplina che regola l’utilizzo del termine “artigianale” rappresentano un passaggio importante per garantire certezza normativa, tutela dei consumatori e riconoscimento del lavoro delle imprese artigiane.

È quanto sottolinea Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, commentando i chiarimenti ministeriali relativi all’applicazione della legge n. 34 del 2026 che riserva l’utilizzo delle denominazioni “artigiano”, “artigiana”, “artigianale” e delle espressioni equivalenti esclusivamente alle imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane.

«Accogliamo con favore le indicazioni fornite dal Ministero perché contribuiscono a chiarire il perimetro della norma e a superare dubbi interpretativi che per anni hanno alimentato equivoci e forme di concorrenza sleale. Viene finalmente affermato un principio semplice ma fondamentale: l’artigianalità non è uno slogan pubblicitario, ma una precisa qualifica giuridica e imprenditoriale che comporta responsabilità, requisiti e un patrimonio di competenze riconosciuto dalla legge».

Per Gentile la nuova disciplina rappresenta una conquista storica per migliaia di imprese che ogni giorno investono in qualità, innovazione e tradizione.

«Per troppo tempo il termine “artigianale” è stato utilizzato in modo improprio, spesso da soggetti che nulla avevano a che vedere con il sistema dell’artigianato. Oggi viene restituito valore a chi opera realmente secondo i principi dell’impresa artigiana e vengono offerte maggiori garanzie ai consumatori che potranno riconoscere con chiarezza l’origine e l’identità dei prodotti che acquistano».

La dirigente di Confartigianato evidenzia come la norma non limiti la libertà d’impresa, ma distingua correttamente tra lavorazioni manuali e qualifica artigiana.

«Le FAQ spiegano con equilibrio che è possibile valorizzare lavorazioni tradizionali, processi manuali e qualità produttiva senza attribuire impropriamente la qualifica di prodotto artigianale. È una distinzione importante che tutela il mercato e rende più trasparente il rapporto con i consumatori».

Secondo Gentile, il provvedimento assume un valore ancora più significativo in una fase di profonda trasformazione economica e sociale.

«L’artigianato rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy e svolge una funzione economica e sociale fondamentale, soprattutto nei territori come la Basilicata. Le imprese artigiane non producono soltanto beni e servizi, ma custodiscono competenze, identità culturali, relazioni sociali e coesione delle comunità locali».

Il tema si collega direttamente alla visione che Confartigianato porta avanti da anni sul ruolo delle micro e piccole imprese.

«Parliamo sempre più spesso di “Valore Artigiano” perché è questa la chiave per interpretare il futuro. Significa coniugare innovazione e tradizione, tecnologia e creatività, competitività e dimensione umana del lavoro. È un modello che mette al centro la persona, il saper fare e la capacità di trasformare le idee in prodotti e servizi di qualità».

Gentile richiama inoltre le grandi sfide che attendono il sistema produttivo italiano.

«Dobbiamo contrastare la fuga dei giovani talenti e affrontare la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto nelle competenze digitali e tecnologiche. Due giovani su tre dichiarano che sarebbero disponibili a restare o a tornare in Italia se trovassero opportunità professionali adeguate e meritocrazia. È un segnale che non possiamo ignorare».

Per questo, secondo Confartigianato, diventano strategici gli investimenti in formazione, istruzione e qualificazione professionale.

«L’intelligenza artigiana è il vero patrimonio competitivo del nostro Paese. Oggi deve saper dialogare anche con l’intelligenza artificiale, utilizzandola per semplificare attività ripetitive e standardizzate e liberare spazio per ciò che rende unici gli artigiani: la creatività, la progettazione, la personalizzazione e la capacità di innovare. Le nuove tecnologie non sostituiscono il valore dell’uomo, ma possono rafforzarlo».

«La nuova disciplina sull’utilizzo del termine artigianale – conclude Gentile – va proprio in questa direzione: riconoscere e proteggere il valore autentico delle imprese artigiane, difendere il Made in Italy e rafforzare la fiducia dei consumatori. È una scelta di trasparenza, legalità e rispetto per chi ogni giorno costruisce con il proprio lavoro l’eccellenza italiana».

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