POLITICA

Verri e Araneo (M5S): «Bankitalia boccia l’economia lucana, ma Bardi racconta una realtà diversa»

«La Basilicata è ferma mentre il resto del Mezzogiorno cresce. Eppure il presidente Bardi continua a descrivere una situazione positiva, selezionando soltanto i dati che gli fanno comodo». È quanto sostengono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Viviana Verri e Alessia Araneo, commentando il recente rapporto della Banca d’Italia sull’economia lucana.

Secondo le esponenti pentastellate, l’analisi di Bankitalia restituisce l’immagine di una regione in difficoltà, con una contrazione dello 0,2% a fronte della crescita dello 0,7% registrata nel Mezzogiorno. «Mentre le altre regioni del Sud avanzano, anche grazie agli investimenti del PNRR, la Basilicata perde terreno», affermano.

Verri e Araneo accusano il governatore di concentrarsi esclusivamente sugli indicatori più favorevoli del rapporto, come alcuni segnali positivi provenienti dal mercato del lavoro, dal turismo e dall’agroalimentare, ignorando invece le criticità strutturali dell’economia regionale. «È come mettere in vetrina pochi prodotti e far credere che il negozio sia pieno. Dietro quella vetrina, però, c’è un magazzino quasi vuoto», dichiarano.

Le consigliere richiamano alcuni dati contenuti nel rapporto: il calo della produzione industriale, la riduzione dell’export, la flessione del comparto petrolifero e le difficoltà del settore automotive. In particolare, evidenziano come nel 2025 la produzione dello stabilimento Stellantis di Melfi sia diminuita del 47,2%, mentre l’export regionale abbia registrato una contrazione del 17,8%. In diminuzione anche la produzione di petrolio (-11,1%) e di gas (-6,4%), con effetti diretti sulle royalties destinate a Comuni e Regione.

«Non si tratta soltanto di numeri – sottolineano – ma di salari, imprese dell’indotto, servizi pubblici, bilanci comunali e famiglie che vedono ridursi le proprie prospettive. Sono dati che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini e contribuiscono ad alimentare il fenomeno dello spopolamento».

Le esponenti del M5S contestano inoltre la narrazione della Giunta regionale sulla presunta diversificazione economica della Basilicata. «Se la diversificazione fosse davvero riuscita, i problemi dell’automotive e del petrolio non sarebbero sufficienti a mettere in crisi l’intera economia regionale», osservano.

Nel loro intervento, Verri e Araneo attribuiscono un ruolo decisivo agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostenendo che proprio il PNRR abbia finora evitato conseguenze più gravi per il sistema economico lucano. «Senza i cantieri e le opere finanziate con risorse europee, oggi parleremmo probabilmente di una regione già in recessione», affermano.

Pur riconoscendo l’importanza della crescita del turismo e delle produzioni agroalimentari di qualità, le consigliere ritengono che tali comparti non possano compensare da soli il declino dell’industria, dell’export e del settore energetico.

Per il Movimento 5 Stelle occorre invece una strategia di sviluppo di lungo periodo, capace di sostenere il polo industriale di Melfi, valorizzare le royalties petrolifere in funzione della transizione economica, trasformare gli investimenti del PNRR in occupazione stabile e rafforzare turismo, agroalimentare, aree interne e piccole imprese.

«Il rapporto di Bankitalia non racconta una Basilicata in salute – concludono Verri e Araneo – ma una regione che resta immobile mentre gli altri crescono. Si possono scegliere i dati più favorevoli da evidenziare, ma non si può cambiare la realtà economica della Basilicata con un comunicato stampa».

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