CULTURA E EVENTI

I “Tesori dei Faraoni” conquistano l’America: la grande mostra delle Scuderie del Quirinale sbarca negli Stati Uniti

Dopo il successo straordinario registrato a Roma, la mostra “Tesori dei Faraoni” si prepara a intraprendere un nuovo viaggio internazionale.

L’esposizione ospitata alle Scuderie del Quirinale diventerà infatti la prima mostra del prestigioso polo culturale romano a oltrepassare i confini nazionali, approdando negli Stati Uniti con due importanti tappe a San Francisco e Fort Worth, in Texas.

L’annuncio arriva al termine di una stagione espositiva da record. Dalla sua inaugurazione, avvenuta il 24 ottobre scorso, la mostra ha attirato oltre 400 mila visitatori, tanto da ottenere una proroga di oltre un mese rispetto alla chiusura inizialmente prevista. Un successo che l’ha resa una delle esposizioni più visitate e longeve nella storia delle Scuderie del Quirinale.

Prodotta da Ales, società in house del Ministero della Cultura, insieme a MondoMostre e in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, la rassegna ha portato nella capitale una selezione di 130 straordinari capolavori dell’arte dell’Antico Egitto provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dall’Egitto.

Tra le opere più ammirate figurano la preziosa maschera funeraria in oro del faraone Amenemope e il raffinato sarcofago di Thuya, testimonianze di una civiltà che continua a esercitare un fascino senza tempo sul pubblico internazionale.

Ma la storia della mostra non si conclude con la chiusura romana. Dal 15 giugno sarà infatti disponibile un innovativo Virtual Tour accessibile attraverso i siti ufficiali di Ales e delle Scuderie del Quirinale. L’iniziativa consentirà a studenti, studiosi e appassionati di visitare digitalmente l’esposizione e vivere un’esperienza immersiva anche a distanza.

Lo stesso percorso digitale sarà esteso ad altre due importanti mostre ospitate dalle Scuderie del Quirinale: “Barocco Globale” e “Napoli Ottocento”. Un progetto che punta a rendere il patrimonio culturale sempre più accessibile e fruibile a livello internazionale.

L’esposizione ha riscosso particolare interesse tra i più giovani. Circa 60 mila studenti hanno visitato la mostra durante il periodo di apertura, oltre 40 mila dei quali provenienti dalle scuole primarie. Anche tra il pubblico non scolastico la partecipazione delle nuove generazioni è stata significativa, con un visitatore su cinque di età inferiore ai trent’anni.

Nel complesso, il 60% degli ingressi è arrivato da Roma e dal Lazio, mentre il restante 40% proveniva dal resto d’Italia e dall’estero. Particolarmente apprezzate anche le attività educative: oltre 3 mila gruppi organizzati e circa 600 laboratori didattici hanno contribuito al successo dell’iniziativa.

Il direttore delle Scuderie del Quirinale, Matteo Lafranconi, ha sottolineato inoltre l’importante collaborazione scientifica sviluppata con il Museo Egizio di Torino, che ha fornito un significativo contributo alla realizzazione del progetto espositivo.

Guardando al futuro, le Scuderie sono già al lavoro sul prossimo grande appuntamento culturale. Per l’autunno è infatti prevista una mostra dedicata a Jacopo Carucci, detto Pontormo, maestro del Rinascimento e figura centrale nello sviluppo del Manierismo italiano.

Nel frattempo, i riflettori restano puntati sul tour internazionale dei “Tesori dei Faraoni”. La prima tappa americana sarà il de Young Museum di San Francisco, dove la mostra sarà ospitata dal 1° agosto al 31 gennaio 2027. Successivamente l’esposizione si trasferirà al Kimbell Art Museum di Fort Worth, in Texas, dove resterà aperta dal 14 marzo al 19 settembre 2027.

Entrambe le sedi rappresentano punti di riferimento nel panorama museale statunitense. In particolare, il Kimbell Art Museum è noto non solo per le sue collezioni d’eccellenza, ma anche per il suo straordinario complesso architettonico, progettato da Louis I. Kahn e successivamente ampliato con un padiglione firmato da Renzo Piano.

Per Simone Todorow, amministratore delegato di MondoMostre, l’arrivo della mostra negli Stati Uniti rappresenta il coronamento di una complessa operazione culturale internazionale realizzata grazie alla collaborazione tra istituzioni italiane ed egiziane. L’auspicio, ha spiegato, è che il percorso espositivo possa continuare il suo viaggio anche oltre le due tappe già programmate, portando nel mondo il fascino e la grandezza dell’antica civiltà dei faraoni.

Curata dall’egittologo Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, la mostra si conferma così un modello di cooperazione culturale internazionale e uno dei più importanti progetti espositivi dedicati all’Antico Egitto realizzati negli ultimi anni.

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