Travolto e ucciso mentre raggiungeva l’auto: 23enne muore, denunciato il pirata della strada
Doveva essere il rientro a casa dopo una serata trascorsa con gli amici, ma si è trasformato in una tragedia. Matteo D’Ambrosio, studente di 23 anni, è stato investito e ucciso da un’auto mentre si dirigeva verso la propria vettura parcheggiata lungo la strada.
Il conducente, invece di fermarsi a prestare soccorso, si è allontanato lasciando i due giovani sull’asfalto.
L’incidente è avvenuto nella notte a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma. Insieme a Matteo c’era un amico coetaneo, anch’egli travolto dallo stesso veicolo. Per il 23enne, tuttavia, non c’è stato nulla da fare. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma il ragazzo è deceduto a causa delle gravissime lesioni riportate nell’impatto.
L’amico che era con lui è rimasto sempre cosciente, seppur profondamente scosso dall’accaduto. Dopo le prime cure sul posto è stato trasportato in ospedale e le sue condizioni non destano preoccupazione.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della Tenenza di Guidonia, che hanno effettuato i rilievi e avviato immediatamente le indagini per identificare il responsabile.
Fondamentali si sono rivelate le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte nelle ore successive. Gli investigatori hanno acquisito elementi utili per individuare il modello dell’auto coinvolta, che secondo le ricostruzioni procedeva a velocità sostenuta nella stessa direzione dei due ragazzi.
La fuga del conducente, però, è durata soltanto poche ore. Nel primo pomeriggio il giovane si è presentato spontaneamente in caserma, assumendosi la responsabilità dell’investimento. Si tratta di un operaio di 26 anni, incensurato, che è stato denunciato per omicidio stradale aggravato e omissione di soccorso.
Gli accertamenti eseguiti dai militari hanno evidenziato la positività del conducente all’alcol test.
Il ventiseienne è stato inoltre sottoposto ad analisi tossicologiche, i cui risultati sono ancora attesi. L’auto coinvolta, intestata al padre, presentava danni compatibili con la dinamica dell’incidente.
Con il passare delle ore sono emersi ulteriori dettagli. In caserma si è infatti presentato anche un minorenne che ha dichiarato di trovarsi a bordo della vettura al momento dell’investimento. Per questo motivo è stato denunciato a piede libero con l’accusa di omissione di soccorso.
La tragedia di Guidonia richiama alla memoria un altro drammatico incidente avvenuto appena ventiquattro ore prima in Puglia, a San Nicandro Garganico, nel Foggiano. Qui il diciassettenne Giorgio Pienabarca è stato investito e ucciso mentre rientrava a piedi a casa insieme ad alcuni amici dopo una festa di compleanno.
Alla guida dell’auto c’era un diciottenne neopatentato, amico della vittima, che aveva partecipato alla stessa festa. A differenza di quanto accaduto nel caso di Guidonia, il giovane si è fermato a prestare soccorso, ma è stato successivamente arrestato e posto agli arresti domiciliari dopo essere risultato positivo sia all’alcol test sia agli esami antidroga.
L’incidente si è verificato a circa un chilometro dal centro abitato, in prossimità di una curva. La morte del ragazzo ha sconvolto l’intera comunità locale. Il sindaco di San Nicandro Garganico, Matteo Vocale, ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali, mentre amici, conoscenti e familiari si stringono nel dolore per una perdita che ha profondamente segnato il paese.
Questa versione elimina ripetizioni, migliora la scorrevolezza del testo e adotta uno stile da cronaca nazionale.