Grano duro, Cia Basilicata al Flash Mob del Porto di Bari

Una folta delegazione di CIA-Agricoltori Basilicata, guidata dal presidente regionale Leonardo Moscaritolo e affiancata dal presidente di Oprol Basilicata Paolo Colonna, ha partecipato al flash mob organizzato da CIA-Agricoltori Italiani al Porto di Bari, presso il Varco della Vittoria, per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla grave crisi che sta attraversando il comparto cerealicolo nazionale.
Alla mobilitazione hanno preso parte produttori agricoli provenienti da tutte le province pugliesi e da numerose aree del Centro-Sud, tra cui Basilicata, Molise e Marche, uniti dalla richiesta di interventi urgenti a sostegno della cerealicoltura italiana e del grano duro, coltura strategica per l’economia agricola del Mezzogiorno e per l’intera filiera della pasta made in Italy.
La scelta del porto di Bari non è stata casuale. Proprio attraverso gli scali marittimi italiani arrivano ingenti quantitativi di grano duro proveniente dall’estero.
Una situazione che, secondo CIA, richiede maggiori controlli, piena tracciabilità e verifiche rigorose sull’origine, sulla qualità e sulla sicurezza alimentare delle merci importate.
“Il grano duro rappresenta una coltura fondamentale anche per la Basilicata – dichiara il presidente regionale di CIA-Agricoltori Basilicata, Leonardo Moscaritolo –.
Negli ultimi anni i nostri cerealicoltori hanno dovuto fare i conti con il crollo dei prezzi all’origine, l’aumento dei costi di produzione, gli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici e una concorrenza internazionale che spesso non avviene a parità di regole. In queste condizioni diventa sempre più difficile garantire redditività alle aziende agricole”.
Moscaritolo sottolinea come la crisi del settore non riguardi esclusivamente gli agricoltori.
“La battaglia per il grano italiano non è una vertenza di categoria ma una questione che riguarda tutti: produttori, consumatori e istituzioni. In gioco ci sono il futuro di migliaia di aziende agricole, la tenuta economica delle aree rurali, la qualità delle produzioni agroalimentari e la sovranità alimentare del nostro Paese. Se continuiamo a perdere superfici coltivate e imprese agricole, rischiamo di diventare sempre più dipendenti dalle importazioni estere per un prodotto simbolo del Made in Italy come la pasta”.
Nel corso della manifestazione, CIA ha ribadito la necessità di rafforzare i controlli nei porti attraverso il coinvolgimento di NAS, Guardia di Finanza, Sanità Marittima e Osservatori fitosanitari regionali, affinché tutte le partite di grano duro importate siano sottoposte a verifiche rigorose in materia di sicurezza alimentare, standard qualitativi e conformità ambientale.
“Chiediamo trasparenza lungo tutta la filiera – aggiunge Moscaritolo –. I consumatori hanno il diritto di conoscere con chiarezza l’origine del grano utilizzato per produrre pasta, pane e altri derivati. È necessario garantire etichette sempre più leggibili e informazioni complete affinché ciascuno possa compiere scelte consapevoli”.
Al centro della mobilitazione anche la piattaforma in sei punti presentata da CIA alle istituzioni nazionali. Tra le richieste figurano la piena applicazione della normativa contro le pratiche commerciali sleali, il divieto di quotazioni del grano inferiori ai costi reali di produzione, una nuova disciplina della contrattazione interprofessionale che assicuri prezzi equi agli agricoltori e la corretta applicazione delle norme sul cosiddetto “perfezionamento attivo”, il regime doganale che consente l’importazione di materie prime destinate alla trasformazione.
Secondo il presidente di CIA Basilicata, è necessario restituire equilibrio a una filiera che oggi scarica gran parte delle difficoltà economiche sugli anelli più deboli.
“Gli agricoltori non possono continuare a sostenere da soli il peso delle crisi di mercato. I prezzi riconosciuti ai produttori sono spesso al di sotto dei costi di produzione e questo mette a rischio la sopravvivenza di centinaia di aziende agricole lucane. Occorre garantire una più equa distribuzione del valore lungo la filiera, riconoscendo il giusto reddito a chi produce”.
La mobilitazione di Bari rappresenta un nuovo tassello della campagna nazionale avviata da CIA-Agricoltori Italiani per la difesa del grano duro italiano. Una campagna che ha già raccolto circa 100mila firme in tutta Italia, migliaia delle quali in Basilicata, a testimonianza della crescente attenzione dei cittadini verso il futuro della cerealicoltura nazionale.
“Ringraziamo tutti gli agricoltori lucani che hanno partecipato alla manifestazione – conclude Moscaritolo –. Continueremo a portare nelle sedi istituzionali le ragioni delle nostre aziende e a chiedere politiche capaci di difendere il lavoro degli agricoltori, la qualità delle produzioni e il diritto dei consumatori a scegliere prodotti realmente ottenuti da grano italiano. Scegliere pasta prodotta con grano 100% italiano significa sostenere il lavoro delle nostre imprese agricole, la tutela dei territori e il futuro dell’agricoltura nazionale”.
CIA-Agricoltori Basilicata conferma il proprio impegno a fianco dei cerealicoltori lucani affinché il comparto torni ad avere prospettive di sviluppo, redditività e competitività, salvaguardando una delle produzioni più rappresentative dell’agricoltura del Mezzogiorno.