Meta accusa NSO Group: sventati nuovi attacchi informatici contro gli utenti di WhatsApp

Nuovo capitolo nello scontro tra Meta e NSO Group. La società proprietaria di WhatsApp ha annunciato di aver individuato e neutralizzato ulteriori tentativi di intrusione informatica riconducibili all’azienda israeliana specializzata nello sviluppo di software di sorveglianza digitale.
Secondo quanto riferito dal gruppo statunitense, gli attacchi sarebbero stati condotti nonostante un precedente provvedimento giudiziario emesso negli Stati Uniti che vietava espressamente a NSO Group di prendere di mira la piattaforma di messaggistica e i suoi utilizzatori.
Per questo motivo, Meta ha chiesto a un tribunale americano di intervenire nuovamente, sostenendo che la società israeliana abbia ignorato gli obblighi imposti dalla magistratura.
L’azienda californiana ha dichiarato di voler ottenere una pronuncia che riconosca la violazione dell’ordinanza e accerti le responsabilità della società coinvolta.
Le indagini interne avrebbero inoltre portato alla scoperta di campagne di manipolazione digitale basate su tecniche di inganno online.
Gli aggressori avrebbero cercato di convincere le vittime ad aprire collegamenti fraudolenti capaci di indirizzarle verso siti esterni potenzialmente compromessi, con l’obiettivo di favorire l’installazione di strumenti di controllo sui dispositivi.
Per rafforzare le attività di difesa dell’intero ecosistema digitale, Meta ha reso disponibili agli esperti di sicurezza una serie di informazioni tecniche raccolte durante le verifiche. I dati condivisi consentiranno di stabilire se le stesse metodologie siano state impiegate anche attraverso altri canali di comunicazione, come messaggi di testo o posta elettronica.
Il contenzioso tra Meta e NSO Group è in corso da diversi anni. La disputa ha avuto origine nel 2019, quando WhatsApp denunciò l’utilizzo della propria infrastruttura per la diffusione di strumenti di sorveglianza destinati a compromettere smartphone di utenti selezionati.
Secondo la ricostruzione fornita dalla piattaforma, l’azienda israeliana continuerebbe a sviluppare tecniche sempre più sofisticate per ottenere accesso ai dispositivi mobili, sfruttando vulnerabilità presenti nei sistemi operativi, nei browser e in altri software comunemente utilizzati.
Tra gli obiettivi più frequentemente presi di mira figurerebbero giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, personale militare, attivisti e operatori umanitari. Per questo motivo Meta considera il mercato degli spyware una minaccia significativa per la sicurezza informatica e per la tutela dei diritti fondamentali.
Nell’ambito di questa strategia, la società ha inoltre confermato il proprio sostegno alla Spyware Accountability Initiative, un progetto internazionale che finanzia attività di analisi forense, assistenza alle vittime e programmi di sensibilizzazione destinati a contrastare l’uso improprio delle tecnologie di sorveglianza digitale.
La vicenda riaccende il dibattito globale sull’impiego degli spyware commerciali e sulla necessità di introdurre controlli sempre più rigorosi per impedire che strumenti concepiti per finalità investigative vengano utilizzati contro cittadini, professionisti dell’informazione e organizzazioni della società civile.