Abusi edilizi nel Golfo di Policastro, sequestrato complesso residenziale da oltre 1,5 milioni di euro

SANTA MARINA (SA) – Un’importante operazione coordinata dall’autorità giudiziaria ha portato al sequestro di sei edifici in fase di realizzazione nella zona di Policastro Bussentino, nel comune di Santa Marina.
Il provvedimento, eseguito nelle prime ore della giornata, riguarda un intervento edilizio composto da oltre quindici abitazioni, il cui valore complessivo, una volta ultimato, sarebbe stato superiore a un milione e mezzo di euro.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Procura della Repubblica di Lagonegro con il supporto della Guardia di Finanza, dei Carabinieri Forestali e dei militari dell’Arma territorialmente competenti.
Alla base del decreto cautelare vi sono ipotesi di reato che comprendono presunte violazioni urbanistiche, false attestazioni e irregolarità nella documentazione amministrativa utilizzata per ottenere le autorizzazioni edilizie.
L’inchiesta ha preso avvio da accertamenti tecnici finalizzati alla verifica dello stato di alcune aree agricole del territorio comunale. Gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito di ricostruire una complessa operazione di trasformazione del territorio che avrebbe interessato circa 24 mila metri quadrati di terreni classificati come agricoli dagli strumenti urbanistici vigenti.
Secondo quanto emerso, l’area sarebbe stata progressivamente suddivisa in numerosi lotti, successivamente trasferiti a diversi proprietari attraverso una serie di compravendite avvenute nell’arco di diversi anni. Su tali appezzamenti sarebbero poi stati autorizzati interventi edilizi sulla base di presupposti urbanistici ritenuti non conformi alla reale destinazione delle zone interessate.
Gli investigatori ipotizzano che una diversa classificazione urbanistica abbia consentito di ottenere indici edificatori significativamente più elevati rispetto a quelli effettivamente previsti dalla pianificazione comunale. Tale circostanza avrebbe favorito la realizzazione di volumetrie residenziali molto superiori a quelle normalmente consentite in un contesto agricolo.
Le verifiche hanno inoltre evidenziato che, in numerosi casi, le opere sarebbero state successivamente destinate ad uso abitativo attraverso modifiche progettuali approvate durante l’esecuzione dei lavori. Il risultato finale sarebbe stato la nascita di un vero e proprio insediamento residenziale in un’area costiera di particolare pregio ambientale, priva però delle necessarie opere di urbanizzazione e dei servizi indispensabili per una corretta integrazione nel tessuto territoriale.
L’indagine coinvolge complessivamente 32 persone tra proprietari, tecnici incaricati, professionisti del settore edilizio, acquirenti, venditori e funzionari pubblici che, a vario titolo, avrebbero preso parte alle procedure autorizzative e alla realizzazione degli interventi.
Nel disporre il sequestro, il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti elementi sufficienti per ipotizzare la prosecuzione delle attività contestate e il rischio che il completamento delle costruzioni o la loro eventuale vendita potessero aggravare ulteriormente le conseguenze dell’illecito.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto agli abusi edilizi e di tutela del paesaggio portate avanti dalla Procura di Lagonegro, con particolare attenzione alla salvaguardia delle aree agricole e delle zone di elevato valore naturalistico del Basso Cilento.
Come previsto dalla normativa vigente, si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali potranno essere accertate soltanto con una sentenza definitiva.