Xylella, crisi cerealicola e risorsa idrica: a Lavello il confronto promosso da Oprol e Cia Basilicata

LAVELLO – Per la prima volta nella provincia di Potenza si è svolto un incontro pubblico dedicato alla Xylella fastidiosa.
L’iniziativa “Olio Futuro”, organizzata da Oprol con Cia-Agricoltori Italiani Basilicata presso la Sala Verde del Sacro Cuore, ha registrato una significativa partecipazione di agricoltori, tecnici e rappresentanti delle istituzioni, confermando l’attenzione crescente verso una problematica che interessa direttamente il futuro dell’olivicoltura lucana.
Giunto ormai al suo ottavo anno, si è registrata la partecipazione l’assessore alle Politiche Agricole della Regione Basilicata, Carmine Cicala.
Le relazioni tecniche sono state affidate alla dottoressa Patrizia Minardi dell’Ufficio Fitosanitario regionale, a Paolo Colonna, presidente di OPROL, e all’agronomo Cosimo Gaudiano della CIA Matera.
Gaudiano: “sono otto anni che giriamo per i territori della Basilicata con “Olio Futuro” per diffondere le corrette notizie e le buone pratiche contro Xylella, e questa è la prima volta che un assessore alle Politiche Agricole raccoglie l’invito a partecipare e ascoltare le preoccupazioni sulla fitopatologia”.
Nel corso dei lavori sono state illustrate in maniera approfondita le caratteristiche della fitopatologia, le aree già interessate dal fenomeno, le pratiche agronomiche necessarie per limitarne la diffusione e le differenze tra le principali sottospecie della Xylella fastidiosa: pauca, multiplex e fastidiosa.
Una particolare attenzione è stata data all’elenco di notizie false che, nel tempo, hanno condizionato e spesso impedito una lotta efficace alla moria degli olivi in Salento.
Ma l’incontro non si è limitato alla questione fitosanitaria. Gli agricoltori presenti hanno colto l’occasione per rappresentare all’assessore Cicala le gravi difficoltà che attraversano altri comparti strategici dell’economia agricola regionale, in particolare quello cerealicolo e quello del pomodoro da industria.
Il coordinatore della Cia di Lavello, Donato Vito Garofalo, ha chiesto formalmente all’assessore di farsi promotore presso il Ministero delle Politiche Agricole dell’apertura di un tavolo di crisi nazionale per il grano e il pomodoro, analogamente a quanto avvenuto nei giorni scorsi per il comparto dell’olio extravergine d’oliva.
«Le detrazioni fiscali sui carburanti e sui fertilizzanti rappresentano soltanto cure palliative – ha osservato Garofalo –. Il vero problema resta il prezzo di vendita delle materie prime. Non possiamo continuare ad accettare quotazioni che, di fatto, sono ferme a quarant’anni fa, mentre i costi di produzione sono aumentati di oltre il 300%. Le aziende agricole non hanno più tempo da perdere».
L’assessore Cicala, apprezzando il livello del confronto e l’impostazione dell’iniziativa, ha indicato per il comparto cerealicolo la strada dell’associazionismo tra produttori e della filiera corta come strumenti per recuperare redditività e forza contrattuale. Soluzioni che, secondo gli agricoltori, dovranno però essere accompagnate da misure strutturali e da tempi rapidi di attuazione per poter incidere concretamente sulla crisi in atto.
Sul tema è intervenuto anche il neopresidente regionale della CIA Basilicata, Leonardo Moscaritolo, che ha sottolineato il ruolo strategico e sociale della cerealicoltura nelle aree interne e marginali della regione.
«Il cereale rappresenta spesso l’unica risorsa produttiva delle aree asciutte della Basilicata. Se viene meno la convenienza economica alla coltivazione, si rischia l’abbandono dei terreni con conseguenze pesanti non soltanto sul piano economico ma anche su quello ambientale, paesaggistico e sociale. L’agricoltore continua a svolgere una funzione insostituibile di presidio e custodia del territorio».
Su invito dello stesso Moscaritolo è intervenuto anche Donato Distefano, coordinatore del Gruppo di lavoro Risorsa Idrica della CIA Agricoltori Appennino Meridionale, che ha fornito un aggiornamento sulla disponibilità d’acqua per la campagna irrigua estiva nel comprensorio Vulture-Melfese-Lavellese.
Pur permanendo la dipendenza dalle risorse idriche provenienti dalle dighe della Campania, al momento non si registrano particolari criticità. Distefano ha tuttavia evidenziato la necessità di rendere pienamente operativa la diga del Rendina, infrastruttura considerata strategica per garantire stabilmente l’autosufficienza idrica del territorio.
Particolarmente significativo il contributo del presidente di OPROL, Paolo Colonna, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo che la Basilicata è chiamata a svolgere nello scenario dell’olivicoltura meridionale.
«Per l’ennesima volta la Basilicata e in particolare la provincia di Matera, con i suoi agricoltori e le sue istituzioni, sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale nello scacchiere dell’economia olivicola del Mezzogiorno e dell’intera agricoltura mediterranea. OPROL è stata tra il primo soggetto ad affrontare apertamente il tema della Xylella e continua a promuovere informazione, prevenzione e corretta divulgazione scientifica».
Colonna ha sottolineato come la Basilicata rappresenti una vera e propria cerniera geografica tra i territori già colpiti e le aree ancora indenni, evidenziando la necessità di rafforzare la collaborazione con la vicina Puglia, che negli ultimi anni ha maturato una significativa esperienza nella gestione dell’emergenza.
«Occorre mantenere alta la guardia, evitare gli errori del passato e contrastare la diffusione di informazioni prive di fondamento scientifico. Dobbiamo affidarci alle buone pratiche agronomiche, al monitoraggio costante e agli strumenti di prevenzione e lotta fitosanitaria messi a disposizione dalla ricerca. Solo così sarà possibile limitare i danni di un’eventuale diffusione della patologia sul territorio lucano».
Per il presidente di OPROL sarà inoltre fondamentale investire nella ricerca scientifica per individuare e valorizzare cultivar di olivo resistenti alla malattia, salvaguardando al tempo stesso il patrimonio varietale tradizionale della Basilicata.
«L’eccellenza dell’olio extravergine italiano potrà continuare a essere garantita grazie all’integrazione tra metodi di contenimento della Xylella, selezione delle varietà più resilienti e valorizzazione delle conoscenze costruite nei secoli attorno alla coltivazione dell’olivo».
L’incontro di Lavello, nato per approfondire la questione Xylella, si è così trasformato in un più ampio momento di confronto sul futuro dell’agricoltura lucana, mettendo al centro le emergenze fitosanitarie, la crisi dei prezzi agricoli, la gestione delle risorse idriche e la necessità di una strategia condivisa per garantire sostenibilità economica alle imprese agricole.
La CIA di Lavello ha accolto con soddisfazione la disponibilità manifestata dall’assessore Cicala a tornare sul territorio per ulteriori confronti pubblici. Un impegno che l’organizzazione agricola intende raccogliere presto, alla luce delle numerose questioni aperte che attendono risposte concrete per il futuro dell’agricoltura lucana.