Ex Tis e Rmi, le promesse di Bardi restano senza risposte: presidio sotto la Regione Basilicata

Le rassicurazioni annunciate nel 2023 dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, restano ancora oggi senza risultati concreti per centinaia di lavoratori ex Tis e Rmi. A denunciarlo è l’Usb, che il 3 giugno ha promosso un presidio davanti alla sede della Giunta regionale.
Le lavoratrici presenti alla tenda allestita sotto la Regione hanno esposto il testo dell’agenzia stampa diffusa l’11 gennaio 2023, nella quale Bardi dichiarava che, “su mandato del presidente della Regione e su sua precisa direttiva, il comitato tecnico elaborerà delle proposte per l’inserimento diretto dei lavoratori nelle attività delle società partecipate della Regione Basilicata e degli enti strumentali”.
Nella stessa nota il presidente aveva inoltre espresso “la ferma volontà, a garanzia dei diritti fondamentali dei lavoratori, di risolvere immediatamente tutte le condizioni inique poste al rapporto di lavoro che disconoscono a questi lavoratori il diritto all’assenza per malattia e alle ferie”.
Secondo i manifestanti, però, di stabilizzazione non si parla più. I lavoratori non transitati nel progetto idraulico forestale continuano infatti a operare senza tutele fondamentali: niente diritto alla malattia, nessuna ferie riconosciuta, assenza di contributi previdenziali e nessuna prospettiva al termine di rapporti lavorativi che, in molti casi, durano da oltre vent’anni.
Una situazione che lascia centinaia di persone in una condizione di precarietà permanente, con l’unica prospettiva futura rappresentata dall’assegno sociale.
L’Usb denuncia inoltre che dall’ottobre 2024 non viene più convocato alcun tavolo di confronto per discutere soluzioni alternative al progetto Asa. Soluzioni che, sottolinea il sindacato, non sono state neppure finanziate nell’ultimo anno.
Sono oltre 650 le persone che continuano a vivere in questo limbo occupazionale, mentre il prossimo 31 luglio scadrà la proroga del progetto attualmente in essere.
Per questo motivo il sindacato chiede al presidente Bardi di tornare a occuparsi direttamente della vertenza e di fare chiarezza sulle iniziative annunciate ma mai concretizzate. Tra le richieste avanzate vi è anche l’estensione ai lavoratori lucani delle norme già riconosciute ai tirocinanti calabresi, il cui percorso di stabilizzazione nei Comuni sta procedendo in diverse realtà.
Infine, l’Usb rivolge un appello a tutti i capigruppo consiliari affinché venga convocato un incontro specifico dedicato alla situazione degli ex Tis e Rmi non transitati nel progetto Asa, per affrontare criticità e contraddizioni che continuano a pesare su centinaia di famiglie lucane.