CRONACA
Ottantesimo anniversario della Festa della Repubblica: cerimonie, parate e voci istituzionali e civili

Roma, 2 giugno 2026 – L’Italia celebra oggi gli 80 anni dalla nascita della Repubblica, una ricorrenza che unisce cerimonie ufficiali, sfilate istituzionali e momenti di confronto civile.
Ai Fori Imperiali è in corso la tradizionale parata del 2 giugno, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di tutte le più alte cariche dello Stato.
Ad aprire la sfilata sono circa 280 tra sindaci e amministratori locali, tutti con la fascia tricolore, in rappresentanza degli oltre 8.000 comuni italiani.
Tra questi, 12 sono i capoluoghi di regione e provincia, e 58 le donne che ricoprono cariche amministrative. La manifestazione è stata preceduta dall’omaggio del Capo dello Stato all’Altare della Patria, con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla tomba del Milite Ignoto.
Nel suo messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, Mattarella ha ricordato che quel 2 giugno del 1946 «segnò il compimento di un atto di libertà senza precedenti», quando per la prima volta donne e uomini votarono insieme per scegliere la via repubblicana, lasciandosi alle spalle guerra e dittatura.
«Oggi non celebriamo solo una data, ma rinnoviamo l’impegno a difendere i valori della Costituzione, casa comune della nostra democrazia», ha aggiunto il Presidente, sottolineando anche il ruolo delle Forze Armate come presidio di pace e sicurezza.
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio Meloni, che sui social ha scritto: «Ottant’anni di Repubblica, libertà e partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ha costruito le basi della nostra comunità». Intervenendo poi ai margini della cerimonia, ha definito questa giornata «festa di riconoscenza e di responsabilità», invitando tutti a interrogarsi sul futuro del Paese e sul contributo che ciascuno può dare.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto sottolineando la necessità di «costruire una difesa credibile, moderna e preparata, per garantire la pace in un contesto internazionale complesso». Ha ricordato inoltre che i confini da difendere oggi non sono solo geografici, ma comprendono cyberspazio, infrastrutture e libertà di informazione.
Per il presidente della Camera Lorenzo Fontana, «la nascita della Repubblica è stata il frutto di una scelta libera, e l’esperienza dell’Assemblea Costituente rimane esempio alto di confronto democratico». Ha poi rivolto un appello ai giovani: «Avvicinatevi alla vita pubblica: il futuro si costruisce con la partecipazione».
Dal mondo politico è intervenuta anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che in una nota ha spiegato: «Celebriamo il giorno in cui l’Italia scelse una pagina nuova, dopo gli orrori del fascismo e della guerra. Quel voto segnò l’inizio della nostra storia democratica, e da quella speranza nacque la Costituzione. Oggi dobbiamo renderne vivi i principi, contrastare le disuguaglianze e garantire libertà e giustizia a tutti».
Tra i momenti della parata romana: hanno sfilato reparti delle Forze Armate, corpi civili come Protezione Civile e Vigili del Fuoco, volontari del servizio civile, rappresentanze di reparti a cavallo e unità speciali – dagli incursori della Marina ai reparti alpini paracadutisti, fino ai mezzi speciali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri.
Presenti anche atleti delle Forze dell’Ordine che hanno partecipato alle ultime Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina, portando in piazza i successi dello sport italiano.
Previsto ma annullato per vento troppo forte (70 nodi) il lancio dei paracadutisti della Brigata Folgore.
La cerimonia si è conclusa con il tradizionale sorvolo delle Frecce Tricolori, che hanno disegnato i colori nazionali nel cielo di Roma, prima del rientro del Capo dello Stato a bordo della storica Lancia Flaminia.
Non solo la parata ufficiale: a Pontedera, in provincia di Pisa, circa 2.000 persone hanno partecipato a una manifestazione promossa da associazioni pacifiste, antimilitariste, ambientaliste e sindacali.
I partecipanti hanno sfilato per dire no alle spese militari, alla realizzazione di una nuova base locale dal costo di 520 milioni di euro e alle politiche di riarmo, chiedendo invece investimenti in sanità, scuola e transizione ecologica. Iniziative analoghe sono in corso in diverse città italiane, tra cui Vicenza, Cagliari, Firenze e Trapani, come segno di una diversa lettura della Festa della Repubblica, fondata sui valori di pace e giustizia sociale.
Infine, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato alla cerimonia romana insieme alla rappresentanza dell’Unità di Crisi della Farnesina, impegnata nella tutela dei connazionali all’estero. In un videomessaggio rivolto agli italiani nel mondo, ha ricordato come questa ricorrenza unisca il Paese anche oltre i confini nazionali.
La giornata del 2 giugno si conferma dunque momento di memoria, celebrazione e dibattito, dove la storia del passato si incontra con le sfide presenti, nel segno dei valori che hanno fondato l’Italia repubblicana.